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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    24/06/2003

    Filed under: — JE6 @ 12:02

    E chi se ne va, da un posto così?
    Io, no di sicuro. Nei manuali medici, si parla di masochismo.

    6 Responses to “”

    1. utente anonimo Says:

      Chi volta el cuu a Milan, volta el cuu al pan. Eh, l’antica saggezza popolare, mica ha torto…

    2. Squonk Says:

      Lei, mia cara, è dolce come la torta meneghina (squallido gioco di parole). Ma davvero abita in queste afose lande?

    3. utente anonimo Says:

      Non più, ma continuo a frequentarle assai (proprio per il fatto del pan, perché se aspetto gli stipendi di Effe, mi moeùri de famm)

    4. blackcat Says:

      Milan l’è un gran Milan… ghe nient de fà! A me poi la schizofrenia di questa città piace, non potrebbe essere altrimenti visto che sono pazza pure io!

    5. gilgamesh Says:

      Bello il blog di Mafe e Vanz, non lo conoscevo e me lo sono leggiucchiato un po’ tutto.
      I sentimenti nei confronti di Milano sono ambivalenti perfino nei Milanesi.
      Personalmente non ci vivrei mai, per tanti motivi.
      Però ci vengo spesso per lavoro, e mi piace.
      Come città da visitare è piacevole, ricca, interessante. Molti dei luoghi comuni sui milanesi sono purtroppo veri, ma non si può nemmeno generalizzare troppo. I milanesi comunque sono peggio in trasferta. Riesco ad imitare l’accento e la parlata milanese abbastanza bene, e so perfino qualche parola di dialetto. Quando faccio l’imitazione di una coppia di turisti milanesi incontrati anni fa in Costa Smeralda i miei amici in genere si piegano in due dalle risate, perchè tra noi è rimasta famosa la frase che ogni tanto ripeto (detta con pesante accento meneghino e tutte le vocali apertissime) “Uè, Lavòro, Guadàgno, Pàgo, Prètendo!” per il ricordo dei due (lei belvetta bionda griffatissima, lui marketing manager allampanato) e della scenetta a cui è legata.
      Da X§°nalita’ C°nfu§a ho inserito oggi nei commenti al post più recente una piccola guida alla sopravvivenza a Milano da disoccupati ispirata ai racconti di Andrea G. Pinketts.
      Se vuoi ne posto una copia qua, così evito che Esso se ne appropri come ha già minacciato di fare :o)
      Gilgamesh

    6. mafe Says:

      Grazie 🙂

      Per Milano, beh, è la città adottiva sia per me (sono arrivata qui da Taranto a 18 anni, cioè 15 anni fa) sia per il Vanz (che è un nuovo acquisto più recente, un paio d’anni): io continuo ad amarla molto nonostante i suoi difetti, e i milanesi sono abbastanza rari, in fondo 😉

      Aspettatevi un mio post di elogio, dopo l’invettiva 🙂

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