Regole
A Milano, tra qualche tempo, sarà praticamente impossibile riunirsi nei parchi pubblici in gruppi composti da più di due persone. Per maggiori dettagli, potete leggere qui.
Ora, che la misura sia stata presa dall’attuale amministrazione comunale per scopi che hanno a che fare con una gestione a dir poco criticabile dell’immigrazione (di qualunque etnia, benchè svizzeri e statunitensi non siano in cima alle preoccupazioni di Albertini), questo è fuori di dubbio.
Ma l’ordinanza comunale vale – come è ovvio – per tutti i cittadini, indigeni e non. Vedremo se i tutori dell’ordine saranno ligi ed imparziali. C’è modo di dubitarne, purtroppo.
Ma, almeno per quanto mi riguarda, mi auguro che questo avvenga. E me lo auguro per un paio di motivi: il primo è che – piaccia o no al nostro nuovo collega blogger Cesare Previti (scordatevi il link, non sporco la tastiera) – si dice che la legge è uguale per tutti, ed a me piacerebbe averne una dimostrazione tangibile.
Il secondo motivo è che la quantità di italiani (nel caso specifico, di milanesi) che si comportano in modo talmente incivile da giustificare questa ed altre misure coercitive è straordinariamente elevata. E’ umiliante vedere quanto poco teniamo alle nostre cose, e lo è ancora di più facendo il confronto con ciò che si vede in tante città del mondo.
So che suona tristemente esterofilo, e forse lo è. Ma ho visto con i miei due occhi e le due lenti che li riportano alle dieci diottrie i padroni dei cani newyorchesi infilarsi il guanto di plastica e raccogliere le… come si chiamano? deiezioni, ecco, dei loro amici a quattro zampe. Sono passato di persona in Bryant Park, in piena Manhattan, dopo che un migliaio di persone vi hanno passato la pausa pranzo, e notare la quasi totale assenza di sacchetti di plastica, e bicchieri, e macchie d’olio. E chi è stato in St. James’ Park, sì, proprio quello sul quale danno le stanze da letto della Regina Elisabetta, sa quali e quante cure vi prestano i londinesi – tali e tante da contagiare anche buona parte dei turisti italiani che si trovano da quelle parti.
Piccoli e demagocici esempi, so bene anche questo. A farli, si passa da liberticidi e reazionari. Mi rattrista molto, perchè voto a sinistra da quando avevo diciotto anni, ed in certi panni mi sento a disagio.
Ma non so cosa farci. Ho la spiacevole sensazione che, se non ci comportassimo come in realtà ci comportiamo, non daremmo motivo di mettere nero su bianco leggine di questo genere; neanche agli amministratori più beceri, trogloditi e fascistoidi. Talvolta, temo che abbiamo solo e semplicemente ciò che meritiamo.