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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    15/03/2005

    Il nemico del mio nemico

    Filed under: — JE6 @ 08:39

    Prescindendo dalla questione delle firme false per la presentazione delle liste candidate alle prossime elezioni regionali, continuo a chiedermi il motivo dello scandalo per l’atteggiamento benevolente del centrosinistra nei confronti della lista di Alessandra Mussolini.
    Questa toglie voti al centrodestra? Bene.
    Questa ha anche detto che mai nella vita farà accordi con il centrosinistra? Ancora meglio.
    Ve lo ricordate Ralph Nader alle elezioni presidenziali americane del 2000? Non sono pochi quelli che ritengono che Nader abbia conquistato, tra i democratici, un numero sufficiente di voti a far perdere le elezioni ai democratici medesimi. Lui che certo non è di destra.
    Io penso che George Bush tenga sul comodino la foto di Nader, e lo ringrazi ogni sera per avergli fatto quel gran regalo; non vedo perchè non dovrebbero fare altrettanto Prodi, Fassino e Rutelli*: peraltro, Alessandra è anche più gradevole alla vista, rispetto a Ralph.

    * Lo so, lo so che la lista dei cosiddetti leader del centrosinistra è molto più lunga, ma facciamo a capirci, va bene?

    14/03/2005

    Parola di Dio

    Filed under: — JE6 @ 13:31

    Io non so se questa moda di allegare a un quotidiano un testo sacro di una religione monoteista sia una grande idea (a dire il vero, sospetto che i direttori e gli strateghi del marketing stiano raschiando il fondo del barile, avendo esaurito ogni altro libro allegabile: manca la collezione di Sukia, e poi la lista è completa).
    Chi ha preso in mano almeno una volta la Bibbia sa che il lettore ha un vitale bisogno di intermediazione: di qualcuno che gli sappia spiegare che cosa sta leggendo, che lo aiuti a districarsi nelle metafore, nelle parabole, nei racconti storici. Magari per arrivare alla conclusione, semplice ma non banale, che l’essenza del cristianesimo sta in quell’ama il prossimo tuo come te stesso che mostra le straordinarie capacità di sintesi di Gesù Cristo.
    Invece, il lettore va in edicola, e insieme alle avventure del PresDelCons si porta a casa un migliaio di pagine finemente rilegate, di fronte alle quali può solo essere preso da una sensazione di smarrimento cosmico che lo indurrà a trovar posto in libreria al sacro tomo, per poi a dedicarsi ad altre letture meno ponderose.
    E allora, si dirà? Non è comunque una cosa buona dare l’occasione a chiunque di leggere – anche per mero desiderio di erudizione – la Genesi o la parabola del Buon Samaritano? Ripeto: non so. Perchè, di questi tempi, una lettura non mediata di questi testi può persino essere pericolosa, e di problemi legati all’incontro/scontro tra religioni ne abbiamo già a sufficienza, direi.

    Peraltro, se l’esegeta è Vittorio Feltri, direi che la soluzione migliore è davvero quella di tuffarsi su Tiramolla, che al massimo si presta a qualche doppio senso di natura sessuale.

    13/03/2005

    La pensionata e il lattaio

    Filed under: — JE6 @ 21:49

    Chi la conosce sa che non ha avuto una vita facile. Non ha mai trovato marito, e chissà se l’ha mai cercato. Ha accudito una madre dal carattere difficile, vivendole accanto ogni giorno per decenni; ha lavorato facendo i conti con la propria natura, anch’essa dura e severa, seppure temperata da un discreto senso dell’umorismo. Ha aiutato vicini e semplici conoscenti, ha dedicato mille ore alla parrocchia ed alla sua biblioteca.
    Oggi, quando si alza, vede nello specchio una pensionata rimasta orfana all’età di settant’anni, con i capelli ogni giorno più radi e gli incisivi inferiori sempre più traballanti. Si veste, con la cura che le energie ed i soldi della pensione le permettono, ed esce di casa. Si tiene lontana dal centro commerciale per quanto le è possibile, perchè non ama la confusione ed i ragazzini che la spintonano; entra dal lattaio, saluta, si guarda un po’ in giro, scambia due parole, poi, con un’aria un po’ triste e un po’ smarrita, mormora “beh, in effetti non mi serve nulla… arrivederci”, saluta nuovamente ed esce. Fuori, splende il primo sole di primavera.

    12/03/2005

    Il ministro bum-bum

    Filed under: — JE6 @ 22:39

    Oggi vestono inappuntabili grisaglie ministeriali, curano di avere il nodo della cravatta stretto al punto giusto, provano ad imparare cinquanta parole di inglese ed accavallano correttamente le gambe quando siedono di fronte a Bruno Vespa.
    Ma basta titillarli un attimo, ed ecco emergere l’orgoglio di chi le prendeva e soprattutto le dava, di chi aveva maggiore consuetudine con la spranga che con i libri di scuola, di chi usava le scarpe con il tacco di ferro – e forse anche la punta era metallica, ma non per proteggersi da incidenti sul lavoro, bensì per causarli.
    Eccoli, i nostri ministri e sottosegretari, governatori e assessori. Machi picchiatori, virilmente soddisfatti di esserlo stati e probabilmente colmi di rammarico per non potersi più sfogare, di tanto in tanto. Per fortuna c’è sempre un giornalista che gli permette di raccontare dei bei tempi che furono.

    Posso far notare che il Magazine del CorSera sta diventando una raccolta di trash giornalistico, al confronto del quale il Sun sembra scritto da Woodward e Bernstein?

    11/03/2005

    Adesso chiamo mio cugino

    Filed under: — JE6 @ 17:11

    Cari evasori fiscali, mi chiedo perchè vi industriate nell’escogitare trucchi di ogni genere per non pagare il dovuto al patrio fisco. In fondo, pare che sia sufficiente disporre di un manipolo di facinorosi disposti (magari dietro corresponsione di modico compenso) a sostenere la vostra nobile causa.
    Repubblica.it

    Tocca sempre ai migliori

    Filed under: — JE6 @ 11:48

    Io non c’ero, all’inizio degli anni Settanta. O meglio, ero un po’ troppo piccolo per capire, per giudicare.
    Quindi, ciò che oggi so di quegli anni è tutto di seconda mano. Provo sensazioni e do giudizi sulle persone sulla base di quanto vedo e leggo oggi, sulla base di quello che le persone mostrano oggi di essere.
    Faccio questa premessa per dire che ieri sera, in aereo, mi sono letto tre volte l’articolo di Claudio Sabelli Fioretti pubblicato sul Corriere della Sera Magazine di ieri. L’ho letto e riletto, perchè Csf cita alcune sue interviste a soggetti che continuano ad ammorbare giornali e televisioni di un paese che ha già tanti problemi.
    E ne vengono fuori perle di questo genere:

    [Intervista a Lanfranco Pace, parlando dell’omicidio Calabresi]
    Ma se tu conoscessi i nomi dei colpevoli, li diresti?
    «No. Non servirebbe a nulla. E non libererebbe Adriano. Anche se venissero fuori i vari responsabili dei servizi d’ordine cui ha fatto allusione in modo un po’ mafiosetto Giampiero Mughini, vale il famoso teorema che Adriano capo carismatico non poteva non sapere».

    [Intervista a Giampiero Mughini, sempre parlando di Calabresi e Sofri]
    “… io penso che un commando di Lotta Continua abbia ucciso Calabresi… ci sono dieci italiani che sanno chi ha ucciso Calabresi… Sofri? E’ più probabile che sappia…”

    [Intervista a Erri de Luca, ancora sul tema Calabresi]
    Tu lo sai chi ha ammazzato Calabresi?
    La risposta, piena di imbarazzo:
    “Preferisco non risponderti. Non mi sento libero di parlare di questo”

    Capito? Questi sono gli intellettuali di gran nome, quelli che fanno le morali, quelli che discettano di tutto e su tutti.
    Io non lo so se Adriano Sofri ha dato ordine di uccidere Calabresi. Se devo stare alle sentenze delle n corti che lo hanno giudicato, sì, lo ha fatto. E’ un assassino che non ha toccato la pistola. Eppure, se anche questo fosse vero*, provo nei suoi confronti un rispetto che non riesco a provare per questi omuncoli che sanno e non dicono, e una volta al mese dicono che bisogna approvare un’amnistia per chiudere un periodo orribile della storia patria, e una volta ogni sei settimane lanciano appelli alla pacificazione nazionale. Un loro (ex?) amico se ne sta dietro le sbarre, giudicato colpevole di un reato osceno e gravissimo; loro sanno chi sono i veri assassini, ma non dicono niente. Il loro (ex?) amico vede il sole a scacchi, e loro hanno il coraggio di dire che non si sentono liberi di parlare. Se non mi trovassi a provare persino vergogna per loro, direi che hanno uno spiccato senso dell’umorismo. Non si sentono liberi, poveretti.

    * Sia chiaro: so bene che ci sono parecchi dubbi su come si è arrivati a quelle sentenze. Ma poniamo che le cose siano davvero andate in quel modo.

    09/03/2005

    Profondo e irrimediabile

    Filed under: — JE6 @ 08:04

    A volte, quando ti trovi di fronte al dolore profondo e irrimediabile di una qualsiasi persona, pensi a quando quel dolore toccherà a te. E ti rendi conto che, per quanto tu sia preparato, per quante volte tu abbia incontrato quel dolore nella tua vita, per quanto tu sappia che quel dolore fa inevitabilmente parte dell’esistenza, nel momento in cui ti ci troverai non più di fronte, ma dentro, sarà comunque la prima volta, e anche per te sarà profondo e irrimediabile.

    08/03/2005

    Signore e signori, direttamente da Arese…

    Filed under: — JE6 @ 11:40

    Con ospiti che sono andati da Fiorello a Giuliano Ferrara, da Fabio Fazio a Enzo Baldoni, e anticipando temi come quelli della fecondazione assistita, di Michael Moore e della candidatura di John Kerry, Condor mescola alto e basso, serio e faceto.
    Se mai ce ne fosse stato bisogno, il titolare, qui, è la prova vivente della veridicità di queste parole (basso e faceto in particolare, ecco).
    Condor

    07/03/2005

    Ricordi di un’estate

    Filed under: — JE6 @ 14:03

    Il titolare, qui, è in debito di un racconto sulle sue prime e non ancora dimenticate outdoor activities. Mettetevi comodi.

    E’ il 2000. Estate del 2000.
    I boss del CMD (Central Marketing Department) decidono che il meeting europeo si deve tenere in Italia, alla fine di agosto. Quindi, in qualità di marketing & communications manager della filiale italiana, l’organizzazione spetta a me. OK.
    Inizio. Affitto il Castello di Carimate: splendido posto, non troppo lontano dall’aeroporto, buon ristorante, prezzi decenti per le camere d’albergo. Organizzo i trasporti da e per Malpensa. Prenoto una specie di cena di gala in riva al lago di Como.
    Poi, parto per le ferie.
    Naturalmente, mi chiamano da Eindhoven il primo giorno delle vacanze estive. Lunedì ore 12, per la precisione. Dicono che gli servono le mappe catastali di Carimate.
    Svengo.
    Il giorno dopo, saluto la moglie, salgo sulla macchinetta e mi fiondo al comune, dove, contrariamente ad ogni mia aspettativa e speranza, mi danno le mappe in questione.
    Mi precipito a Milano, dove spedisco le mappe in Olanda via DHL.
    Arriva il giorno fatidico.
    Siamo circa una trentina, età compresa tra 30 e 55. Ci fanno salire su un pullman. Ci bendano. Il pullman parte, e gli abitanti della zona, ça va sans dire, si affollano lungo la strada per vedere lo spettacolo.
    A gruppi veniamo lasciati in ameni punti della campagna brianzola, avendo in mano un pezzo della mappa (e non certo quello della zona dove ci troviamo). Dobbiamo tenerci in contatto con gli altri gruppi via cellulare, in modo da mettere insieme le mappe e trovarci in un unico punto. Tempo previsto, due ore.
    In quella zona, nel 2000 i cellulari prendevano poco o nulla. Peccato che non mi avessero chiesto di fare questa verifica. Dopo mezz’ora, tre gruppi su quattro sono irrimediabilmente persi.
    Dopo due ore, due gruppi si ritrovano casualmente, e cercano di dirigersi verso Carimate. Vengono fermati dai Carabinieri che gli chiedono ragione del loro vagabondaggio. Adducono motivazioni che convincono poco o nulla i servitori della patria. Dopo un’altra ora, si ricongiunge (sempre in modo del tutto casuale) un terzo gruppo; tutti fanno rotta verso un paesino, che credo fosse Novedrate. Si fermano nell’unico punto ragionevole: il sagrato della chiesa. Poco dopo esce il parroco, facendo presente che di lì a poco si terrà una processione e quindi sarebbe cosa gradita lasciare libero il sagrato stesso.
    Dopo quattro ore dall’inizio della tortura arriva il pullman degli organizzatori che riporta a casa gli sventurati.
    La cena di gala è virtualmente andata a buone donne.
    Il giorno dopo, alle 7.30 (gli americani amano iniziare presto, al mattino), il WWMM (WorldWide Marketing Manager) esordisce con un “Yesterday was a great day, indeed”.

    Sconto quantità

    Filed under: — JE6 @ 10:35

    Meno di cinque giorni di scarsa manutenzione del blog, e 1028 commenti di spam. Argh.