Sotto la campana
Se mai ne avessi avuto bisogno, l’avvicinamento al referendum è stata l’ennesima dimostrazione che vivo sotto una campana di vetro fumè, in un microcosmo fatto di gente che legge i giornali, pensa che sia giusto andare a votare, ha un’idea – magari confusa – di come dovrebbe essere la società nella quale vive. Il mondo, quello vero, chiaramente è un’altra cosa, e sta da qualche altra parte.
June 14th, 2005 at 09:28
No, è ciuccio intorno a te.
June 14th, 2005 at 10:05
eh. loro sono la’ fuori, sono quelli che fanno la fila con te al supermercato, che magari ti fanno anche passare davanti se hai una sola cosa da pagare, ma poi in cambio vogliono decidere come sarai curato e come persone malate e piu’ sfortunate di loro dovranno concepire e riprodursi. 🙁
June 14th, 2005 at 14:41
Non si poteva dirlo meglio, mi pare.
Guarda, non so tu, ma io da questa breve esperienza ho imparato molto più che in altri lunghi mesi di vita e letture sui libri e frequentazioni su blog e comizi in piazza e chiacchierate tra amici. Una bella doccia fredda appena alzati: o cadi a terra tramortito o ti svegli del tutto.
June 14th, 2005 at 15:41
secondo me, siamo su Scherzi a parte (ma adesso basta, su, ridateci la realtà)
June 14th, 2005 at 17:40
Ho l’impressione che il mondo, quello vero, sia molto, ma molto lontano anche dalla maggior parte degli astenuti.
June 14th, 2005 at 22:53
Credo di avere avuto la stessa impressione, Sir… eppure, in un angolino della mente, forse ne ero consapevole anche prima.
June 15th, 2005 at 16:10
E’ stato molto frustrante. Scoprire che la maggioranza delle mie conoscenze ed io, siamo in realtà la minoranza. Col rischio di perdere contatto con la (triste) realtà, appunto.