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    08/01/2006

    Leggende metropolitane

    Filed under: — JE6 @ 21:57

    Metto le mani avanti: non sono un esperto di moda, non sono in grado di distinguere Armani da D&G (posto che siano comparabili), non compro giornali che trattano l’argomento, ho imparato solo recentemente cos’è una Birkin (no link, sorry: questione di etica). Sono solo uno che negli ultimi giorni si è trovato in luoghi molto affollati, e ha provato a mettersi in un angolo a guardare.
    Arrivando alla conclusione che quella degli italiani, e soprattutto delle italiane, che si vestono bene è una bufala nazionalistica.
    Le donne di questo paese, in media, si vestono in modo sciagurato. Calzoni al polpaccio stretti da legacci improbabili. Stivali flosci. Stivali pelosi. Stivali rosa. Calzoni al polpaccio che finiscono appena sopra stivali flosci, pelosi e rosa. Piumini larghi e stretti in vita. Persone alte unoequarantatre che indossano scarpe a punta lunghe cinquanta centimetri. Look da kapò naziste su facce e fisici da casalinghe di Paderno Dugnano. Una galleria degli orrori. La moda italiana. Il gusto delle italiane. Tutte in fila da Prada-Gucci-CalvinKlein. Ma per piacere.

    17 Responses to “Leggende metropolitane”

    1. AleRoots Says:

      Noto con piacere che non ha esteso il giudizio agli uomini italiani…

    2. Chettimar Says:

      Perchè noi uomini italiani in realtà giriamo solo in giacca e cravatta (risultando assolutamente irresistibili, of course) e le parole “canottiera”, “ciabatte”, “frittatona di cipolle” e “rutto libero” non sappiamo neanche cosa significhino.

    3. farfintadiesseresani Says:

      Mahatma, se glieL’avessi già detto glieLo ridico: se non ci fosse bisognerebbe inventarLa.

    4. mafe Says:

      Tutte in fila? Sir, lei mi ha la statistica facile, ogni tanto mi sembra Crespi. Anche a metà prezzo, un tailleur Dolce e Gabbana (non D&G, dove non c’era fila) costa sui 400 euro. In media, le donne di questo paese seguono mode sconcertanti, e quella di quest’autunno-inverno lo è particolarmente: questo è vero. Ma le file per i saldi sono un’altra storia.

    5. .G Says:

      lettrici escluse, vero?

    6. Squonk Says:

      Maestrina, a parte il sanguinoso insulto (sono grasso, ma non come Crespi, cazzo), lei avrebbe dovuto essere al Serravalle Outlet, sabato scorso. File. File lunghe. File molto lunghe. D&G, Calvin Klein, roba così. Non ho fotografato, ma mi creda.
      E poi, il punto non è quello. E’ quanto male si vestono ottanta donne su cento – pensando, santodio, di essere vestite benissimo.

    7. sere Says:

      sir, sta dicendo che il buon gusto non si vende – in saldo, poi – che i grandi nomi non sono garanzia di eleganza, che un tempo qui era tutta campagna e non ci sono più le mezze stagioni? la bacio.

    8. pm10 Says:

      la classe non e’ acqua.

    9. Squonk Says:

      Sere, più o meno. Il problema è che la generalizzata assenza di buongusto si accompagna a grave sicumera e totale mancanza di senso del ridicolo.

    10. Mark Says:

      Santa pace. Stavolta tocca essere d’accordo con Sir Squonk, cosa che mi procura il brivido che di solito accompagna i grandi dilemmi esistenziali.

    11. Q.lla Says:

      Anche una mia amica mi ha raccontato di sabato a Serravalle Outlet. Sembrava mi parlasse di un film dei Blues Brothers o dell’assalto ai forni. Ha menzionato anche degli… elicotteri!

      (Postato da un informe tutone in pile verde marcio. Vado bene, vado, dotto’?)

    12. PlacidaSignora Says:

      http://malvestite.splinder.com/

    13. 003 Says:

      dottor squonk, mi trova d’accordo. soprattutto sull’assenza totale del senso del ridicolo. e della capacità di valorizzare la propria immagine a seconda del fisico che ci è stato dato in dotazione. narra una leggenda metropolitana di camper parcheggiati fuori dall’outlet di serravalle, sabato notte. e di 100mila presenze domenica. mi pare davvero una follia priva di ogni senso.

    14. Squonk Says:

      La leggenda metropolitana dice il vero: di camper ne ho visti a decine. Sui centomila, non so. Ma non mi pare inverosimile (uno, poi, dice: ma tu, che parli tanto, cosa c**** ci facevi lì? Avevo bisogno di qualche capo di abbigliamento, come tutti. Ma giuro, avessi saputo. Vabbeh, mi serva di lezione).

    15. 003 Says:

      dottor squonk, mi sono permessa di definirla follia perchè l’ho compiuta prima di lei. un paio di anni fa, prima domenica di saldi. in autostrada un muro di neve. il malcapitato che mi accompagnò smadonnava in ogni lingua conosciuta. rimasi a letto una settimana, dopo, per via di una bronchite causata dallo sbalzo termico continuo dentro//fuori dai negozi. beh, però magari hai fatto degli affari. infatti, non ho comprato nulla. e ho smesso di sottostare alla barbara follia dei saldi.

    16. mafe Says:

      Sir, ma lei non si occupava di marketing? D&G e Calvin Klein secondo lei dove sono posizionati, nel mercato della moda globale? Mi frequenta ormai da anni e ancora confonde D&G e Dolce & gabbana? 🙂

    17. Squonk Says:

      Maestrina, mi occupo di marketing, non di ciarpame cultural-modaiolo. I bei tempi in cui promuovevo multimetri e oscilloscopi, santodio.

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