Scarpe gialle
L’altro giorno, fermo in un corridoio di un centro commerciale ad aspettare mia moglie, guardavo la gente sciamare da un negozio all’altro. Da bravo snob, osservavo con smarrimento le mille varianti di abbigliamento che mi passavano davanti agli occhi – una galleria degli orrori di cui avevo già scritto poco meno di un anno fa, e pensavo che il famoso abisso che separa la cosiddetta classe dirigente dalla cosiddetta società civile non riguarda più solo la politica, ma anche aspetti della nostra vita quotidiana rispetto ai quali ci sentivamo un po’ più sicuri – chi di noi non pensa che l’eleganza sia un tratto caratteristico degli italiani, e guarda le calze dei francesi e i pantaloni degli inglesi e le scarpe dei tedeschi, ma ti pare che si possa andare in giro conciati così? Poi uno passa davanti a una vetrina, si ferma, e si vede per quello che è – un quarantenne, che ai piedi porta un paio di sneakers gialle.
December 18th, 2006 at 09:33
Sneakers gialle, o l’Eleghanzia Labranchiana. Si consoli, io giro con un paio di sneakers grigie e rosse con la chiusura velcro. Però mi stanno bene.
December 18th, 2006 at 13:56
Il quarantenne giallocalzato potrebbe essere il caso d’invitarlo a una partita a poker…
December 18th, 2006 at 16:19
bene. posso attendere ancora una decina d’anni allora prima di guardarmi allo specchio (o in una vetrina).
December 18th, 2006 at 16:36
Chamb, l’età non fa nessuna – ma proprio nessuna – differenza, mi creda.
December 18th, 2006 at 16:52
lo so.
era un disperato tentativo di aggrapparmi a qualcosa per non guardare in faccia la realtà.
a me verrebbe da dire meglio le sneakers gialle piuttosto del calzino bianco con mocassino.
poi penso a quei dannati sandali di gomma trasparenti che portano i tedeschi.
che tu li pigli per i fondelli per una vita per quanto sono brutti ed intanto cresci fracassandoti i i piedi sugli scogli, sui sassi e su qualsiasi superficie appuntita sotto il livello del mare.
poi un giorno, probabilmente ubriaco, ti capita di provarli quei sandali, di nascosto e curandoti di non essere visto da nessuno.
e mentre cammini sugli scogli senza il minimo dolore vieni colto dal dubbio che forse il crucco anche questa volta ha visto più lontano di te.
ma poi ci ripensi e ti dici che la differenza è che noi l’eleganza ce l’abbiamo nel sangue.
December 18th, 2006 at 16:55
Ecco, quello è il punto: non è vero – ripeto: NON E’ VERO – che noi abbiamo l’eleganza nel sangue. Basta guardarsi in giro. E’ una leggenda, punto.
December 18th, 2006 at 17:02
basta guardare come si conciano gli agenti immobiliari.
December 18th, 2006 at 17:06
Lasciamo perdere i casi clinici: diciamo che, come scrivo nel post, basta girare un qualunque centro commerciale sito nella cosiddetta capitale della moda.
December 18th, 2006 at 18:19
stai forse dicendo, che siamo maleducati, sguaiati e sciatti, e che nessuna bacchetta magica, può improvvisamente trasformare
queste varianti in eleganza, in questo caso i vestiti mi sembrano il minore dei mali.
December 18th, 2006 at 19:51
…eppur bisogna andar
December 18th, 2006 at 20:07
il cane si morde la coda per vedersi da dietro. per vedere come sta.
December 18th, 2006 at 23:24
Purtroppo viviamo in un mondo dove conta essere come tanti e non essere unici,il bello è che lo siamo ,ma non sappiamo metterlo in pratica.
Regna la maleducazione,l’arroganza,l’egoismo più subdolo per imporsi agli “occhi”di un qualcuno che si considera inferiore…
Perchè tutto questo?Perchè non si può continuare a insegnare i sani e vecchi valori ai nostri figli?Perchè tanta fragilità?
L’erba del vicino è sempre più verde e ci siamo,ma dovremmo fermarci e riflettere che non è bello coprirsi di firme all’ultimo grido se si manca di sostanza…Io almeno noto che donne e uomini bellissimi da togliere il fiato sono impeccabili nel vestire,ottimi manichini che camminano,magari da ammirare per lo stile,ma se parlano sbagliano i congiuntivi,quindi da bocciare con tutto il loro pacchetto superficiale!!
Quindi meno vestiti e più libri,please!!