You
Me, I’m just a lawnmower, you can tell me by the way I walk
Facciamo finta per un momento che esiste una edizione italiana di Time. Facciamo finta per un altro momento che di quella edizione italiana siete il direttore responsabile, e dovete decidere il titolo di copertina – sì, quella copertina, esatto. Cosa fate, scrivete “Tu” oppure “Voi“?
Se avete voglia di rispondere, i commenti sono a un click di distanza, come sapete. Per quanto mi riguarda, io titolerei “Tu“, conservando quella buona dose di ambiguità che permette di salvare capra e cavoli che non fa mai male. Perchè, alla fine, questa mi pare la realtà: tutti insieme, noi cosiddetti produttori di contenuti, creiamo una enorme Conversazione (con il relativo rumore di fondo – e chi si occupa di pubblicità sa di cosa parlo) fatta a sua volta da un altrettanto enorme numero di conversazioni, il cui valore è dato non dal semplice fatto di esistere, ma dalla rilevanza dei singoli contributi. Che senso ha affermare “siamo sostanzialmente irrilevanti” come fa Gaspar, o arrovellarsi sul quesito “Quanto incide concretamente la blogosfera italiana nel contesto generale della comunicazione in questo paese” come fa Massimo?
Siamo? Noi? Noi blogosfera? Ma no, percaritadiddio. Io sono irrilevante, i miei contenuti sono irrilevanti. Io non incido nel contesto della comunicazione italiana. Io.
Time, Gaspar Torriero, Mantellini
December 19th, 2006 at 09:58
non più tardi di un mese fa il lungimirante emmebi mi disse: i blog non contano un cazzo…
giornalisti italiani sempre al passo dei tempi.
December 19th, 2006 at 09:58
“Tu.”?!?
al massimo
“Lei.”.
Per la miseria, la buona creanza, ce la siam dimenticati? Proprio Lei, Sir Squonk?
December 19th, 2006 at 10:05
Eio: non posso darLe torto, ma Lei sa che la comunicazione degli old media ha le sue regole codificate. In effetti, ho scritto “facciamo finta per un momento”, no?
Dado: continuo a pensare che anche il lungimirante EmmeBi sia in errore, con il suo uso di un plurale che include tutto e tutti.
December 19th, 2006 at 10:14
Beh, ‘tu’. Perchè -> ‘Person’ of the year, quindi ‘you’=’tu’.
December 19th, 2006 at 10:34
Io avrei messo TU proprio perchè suona meno bene di VOi. E poichè questa è operazione ad effetto….
December 19th, 2006 at 10:35
Eh, già, pensandoci, un giornale italiano che dice Il personaggio dell’anno è Lei, diventa confuso, soprattutto se si pensa che difficilmente si tratterrebbero dal mettere una qualche PHYGA in copertina.
December 19th, 2006 at 10:53
Che senso ha affermare “siamo sostanzialmente irrilevanti”: è che davanti a una mappa di duemilacinquecento blog ho chiesto “Tutta qui la blogosfera italiana?”. Le risposte sono state varie ed articolate, ma fortunatamente propendono per un “No”.
December 19th, 2006 at 11:14
sostanzialmente d’accordo con Lei. ritengo comunque curioso che quella copertina e questa benedetta e indefinita blogosfera rimbalzino senza sosta da giorni su tutti i blog che mi trovo a leggere. come a dire, poi, che i blog non sono autoreferenziali.
quoto emmebi, sempre.
December 19th, 2006 at 12:10
io la vedo molto meno tragica: faccia come mia madre, se ne fotta del Time.
si sopravvive lo stesso. peraltro, si sopravvive anche senza blog.
mediamente bene. se non fosse che io e Lei non ci saremmo mai conosciuti. probabilmente.
December 19th, 2006 at 12:57
ah, questa la so: peter gabriel 1972.
December 19th, 2006 at 13:23
73 (pardon).
December 19th, 2006 at 13:25
Gaspar, la mia osservazione non è sull’irrilevanza, ma sull’uso del plurale. “Siamo”. No, non è vero. Chiunque abbia un minimo di capacità di osservazione (e di senso [auto]critico) sa che non è così. Senza alcuna falsa modestia, non ho alcun problema a definire irrilevanti i miei contributi[1]: ma non definirei tali quelli di altri soggetti. La “rilevanza”, o la “capacità di incidere concretamente” non sono attributi della blogosfera, bensì delle singole persone, le quali – a volte – usano per esprimersi uno strumento di produzione e gestione di contenuti.
[1] Naturalmente, sono sempre confortato dall’illusione che ogni scarrafone è rilevante a mamma soia.
December 19th, 2006 at 14:14
Io avrei tradotto in terza persona plurale, in quanto di solito la carta ci dà del “loro”. Ci nel senso di noi.
December 19th, 2006 at 14:23
credo che il noi (volevom savuar) sia inteso nel senso che le cose rilevanti che uno può dire, se non vengono riprese da altri che rendono noto prima o poi quell’uno, restano lì dove sono (e non nel senso che saremmo un’unica falange armata e ciò che si applica a uno vale per tutti, cosa che non è). si chiamerebbe appunto rete. questa cosa, dico.
poi lei mi insegna che la rilevanza è relativa, insomma a chi piace il tonno e a chi l’acciuga, anzi qui è tutto un regno della rilevanza relativa.
December 19th, 2006 at 15:10
In qualità di oggetto esterno alla mia vita, la mappanza blog e i suoi derivati (rilevanza / irrilevanza / individuo / collettività-consorzio vattelapesca/mela) sono fenomeni da trattare alla stregua degli altri più antichi media. Sostanzialmente il mezzo in cui si è protagonisti (attivi o passivi) resta la radio: raggiunge l’ovunque con più facilità e quota l’attimo come la riflessione; è moderna per genetica, come il linguaggio, non sosta, lei va e non conosce digital divide. La radio irradia all’infinito, internet è un puzzle in crescita ma autodelimitato, può aumentare di continuo il numero delle tesserine, ma sarà sempre un numero finito.
December 19th, 2006 at 16:16
(radio)
Nel vuoto il suono non si propaga. E comunque, senza l’ascoltatore il dj sarebbe come il gatto di Schrödinger. Senza nemmeno le crocchette.
December 19th, 2006 at 16:35
E senza uno schermo che farebbe? Captare un’onda radio si può ovunque, gli hot spot invece…mica parlavo di canzonette.
Il vuoto, poi, non esiste.
(gnammy e croc croc!)
December 19th, 2006 at 20:25
Dalla (ir)rilevanza dei blog al gatto di Schrödinger in 16 agili commenti. Siamo gente che associa veloce, noialtri (o voialtri, o essialtri, vedete un po’ quel che preferite).
December 19th, 2006 at 22:12
ma è così rilevante essere rilevanti?
December 19th, 2006 at 22:26
Io quoto Auro e queen jane. Io sono qui (inteso come “internet”) per fare amicizia con persone interessanti. In dieci anni sono stata ripagata per dieci vite. Tutto il resto è grasso che cola, se c’è.
December 20th, 2006 at 00:48
Direi che la cosa migliore è sedersi sulla riva del fiume ad aspettare che il vocabolo ‘blogger’ perda qualsiasi connotazione valoriale, rendendo così insensata la domanda sulla rilevanza dei blogger in quanto tali.
December 20th, 2006 at 11:20
io mi associo a quanto scritto dalla iacine mafe.
December 21st, 2006 at 10:13
chi si preoccupa tanto della rilevanza dei blog in quanto -sfera di solito nasconde qualche mira tipo farci sopra dei soldi.
chi si preoccupa tanto della rilevanza del proprio blog di solito nasconde qualche problema di rilevanza psicanalitica.
chi non si preoccupa non se ne occupa 🙂
(PS: essendo la rivista americana, lo tradurrei senz’altro con TU)
January 1st, 2007 at 18:56
>Io non incido nel contesto della comunicazione italiana. Io.
appunto. allora, non TU, ma VOI 🙂
(ma te lo vedi, Panorama che per una volta non mette delle tette in copertina? ;-))
June 11th, 2007 at 10:59
[…] Nel frattempo, si può continuare amabilmente a discutere del colpo di mano verso i media classici o del pronome più corretto cui attribuire il premio. Ciò che conta, di questa iniziativa editoriale, è che finalmente la Rete ed i suoi cittadini più attivi abbiano ottenuto un riconoscimento positivo, dopo mesi di brutte notizie e persecuzioni. Per il resto, come ha brillantemente sintetizzato Squonk, «La “rilevanzaâ€, o la “capacità di incidere concretamente†non sono attributi della blogosfera, bensì delle singole persone, le quali – a volte – usano per esprimersi uno strumento di produzione e gestione di contenuti». […]