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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    26/11/2007

    Greetings from Ljubljana – 2. Suoni

    Filed under: — JE6 @ 12:34

    Aspetto due persone per il classico pranzo di lavoro. Guardo fuori dalla finestra, a sinistra in cima alla collina il Ljubljanski Grad, il castello. A destra una selva di tetti e antenne tra le quali spiccano delle piccole cupole. Si sentono distintamente le prove di un gruppo di violini e violoncelli: mi viene in mente che sull’autostrada ho visto l’indicazione per Lipica, il primo allevamento dei cavalli che danno mostra di sè all’alta scuola di equitazione di Vienna. Aspetto di vedere Francesco Giuseppe da un momento all’altro.

    Greetings from Ljubljana – 1. Frontiere

    Filed under: — JE6 @ 12:25

    Più spesso che no, le frontiere rivelano una forza tanto grande quanto assurda: all’occhio di chi passa da quelle parti per la prima volta, non c’è nulla che differenzi Opicina da Dane, e lo stesso sembra potersi dire per le decine di chilometri prima e dopo la barriera dove un poliziotto alza stancamente gli occhi dal giornale e ti fa cenno che sì, puoi proseguire. La stessa terra, così com’era in un passato nemmeno troppo lontano; eppure, in pochi chilometri ci si trova precipitati nel solito groviglio di consonanti inestricabili e incomprensibili, e sono certo di aver visto, a lato dell’altra corsia dell’autostrada, un piccolo cippo commemorativo di chissà cosa e chissà chi, e non saprei dire cosa splendeva di più, se il marmo bianco del cippo o la stella rossa che lo dominava. E insomma, tanto per fare un po’ di filosofia autostradale, le frontiere sono davvero il segno tangibile che siamo capaci di cambiare il mondo. Come, ecco, quello è un altro discorso.

    25/11/2007

    Concorrenza

    Filed under: — JE6 @ 17:57

    Il titolare qui si sposta per un paio di giorni in quel di Ljubljana, il cui nome apprende significare “città dell’amore” – chissà cosa ne pensano Parigi e Venezia.
    Wikipedia

    In un mondo di ciechi, gli orbi fanno la loro porca figura

    Filed under: — JE6 @ 17:52

    Quando danno degli ombelicisti autoreferenziali a noi blogger di periferia mi vien davvero da ridere, chè in confronto a politici, imprenditori, intellettuali più o meno de sinistra e giornalisti noi siamo modelli di apertura verso il mondo – leggete un po’, se non l’avete già fatto, il trittico Francesco Merlo – Filippo Facci – Mario Cervi a seguito della pubblicazione delle intercettazioni sulle liaisons dangereuses tra Rai e Mediaset (Cervi poi è fantastico, a fatti del 2005 risponde con ricordi dei primi anni Settanta e l’eskimo in redazione e lo strapotere della sinistra eccetera eccetera eccetera, e io che credevo che di piccoli soldati giapponesi in guerra non ne esistessero più).
    Macchianera

    24/11/2007

    Buone notizie – Reprise

    Filed under: — JE6 @ 21:03

    Mi preme fare un veloce chiarimento sul post dell’altroieri [1]: una buona notizia non cancella la cattiva notizia che l’ha preceduta, nè la fa diventare meno cattiva: e viceversa. La fine di una guerra [2] è una buona notizia, che non può e non deve cancellare l’orrore e la tristezza della notizia dell’inizio della guerra medesima, ma che non può e non deve essere considerata una buona notizia in minore, o una cattiva notizia ben camuffata.
    [1] A tutti coloro che hanno avuto la cortesia di dire “bene, bravo”: grazie. Ma lo sapete anche voi che tra il dire e il fare, eccetera.
    [2] Nel momento in cui ho scritto questa frase pensavo alla seconda guerra mondiale: il riferimento a quella irachena sarebbe alquanto improprio, se non altro perchè quella guerra non è di sicuro terminata.

    23/11/2007

    Ringiovanire

    Filed under: — JE6 @ 12:01

    In un’altra, antica stagione facevo parte dei moltissimi affezionati clienti del Bar Magenta di Milano. Poi si sa, le cose cambiano; ma l’idea di partecipare ai festeggiamenti per i suoi cento anni (e soprattutto alle dodici serate dedicate alla conoscenza e alla degustazione della birra) sta rischiarando questo venerdì grigio e stanco.
    Corriere.it

    Tagliamo la testa al (T)oro

    Filed under: — JE6 @ 09:25

    Non senza buoni motivi, aumentano a vista d’occhio i divieti di assistere a questa o quella partita di calcio. Visto che quella dei biglietti è una voce che conta sempre meno tra i ricavi delle società calcistiche, non varrebbe la pena di chiudere definitivamente e a tutti i cancelli di San Siro, del San Paolo e in generale degli stadi italiani, e far diventare ufficialmente il calcio quello che già è – uno sport televisivo, punto e basta?

    22/11/2007

    A volte c’è, a volte no

    Filed under: — JE6 @ 17:04

    Qualcuno ha una pur pallida idea di che cosa sia una terza corsia “dinamica” e di come diavolo la si possa costruire (ad esempio a Bologna San Lazzaro, dove il cartello della Società Autostrade fa bella mostra di sè)?

    Buone notizie

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Nella veloce scorsa che ho potuto dare a Repubblica, ieri, mi sono balzate all’occhio due notizie che reputo notevoli e che invece non mi pare abbiano avuto grande spazio – a partire dallo stesso giornale sopracitato.
    La prima è che a Baghdad si sta un po’ meglio, o un po’ meno peggio; non entro nei dettagli, l’articolo prende una pagina ed è la riduzione di un articolo più lungo del New York Times, ma il succo è quello: meno morti, un pochino più di normalità.
    La seconda è che due gruppi di ricercatori hanno trovato il modo per creare cellule staminali come quelle embrionali (pluripotenti, mi pare che si chiamino), senza però dover usare gli embrioni.
    Ora, sono entrambe buone notizie, credo che su questo ci possiamo trovare d’accordo. Rispetto alle quali però in molti storcono comunque il naso, perchè nell’irrefrenabile desiderio di contestualizzare e catalogare (politicamente, socialmente, economicamente) tutto e tutti queste notizie sembrano dare ragione agli “altri”: a Bush, ai neocon, a Giuliano Ferrara, al cardinal Ruini – ci siamo capiti.
    Ci casco anch’io. Quando ho letto che i morti giornalieri di Baghdad sono passati da 35 a 5, il primo pensiero che ho avuto è stato “beh, cazzo, hai detto poco: cinque morti al giorno”. Mi sono un po’ vergognato di me stesso. Il fatto è che il miglioramento della situazione nella capitale irachena e la scoperta dei ricercatori sono buone notizie in sè che non necessariamente danno ragione a idee, politiche e visioni del mondo che ritengo sbagliate. Sono altro, e dovrei diventare capace di rendermene conto – sempre – e perciò di godermele per quello che sono: buone notizie, appunto.

    21/11/2007

    Appunti

    Filed under: — JE6 @ 23:01

    Nella basilica di San Francesco di Arezzo si paga un biglietto per potersi avvicinare di tre metri alla grande croce lignea, che si vede perfettamente a gratis stando, appunto, tre metri più indietro.
    Nei confronti del navigatore satellitare bisogna prendere una posizione netta: o ci si fida ciecamente, oppure non lo si usa. Se si rimane in mezzo al guado si possono fare delle interessanti escursioni turistiche lungo tutta l’Umbria, godendo dei ben noti panorami, ma si allunga la strada di abbondanti mezz’ore e di altrettanto abbondanti decine di chilometri.
    La prossima volta che mi sentite dire qualcosa tipo “che posto magnifico, sembra il Montana (o il Wyoming, o il North Dakota, cose così)”, prendetemi a calci e ricordatemi che il Montana (o il Wyoming, o il North Dakota) ce l’abbiamo qui: si chiama Abruzzo.
    Il lungomare di Pescara è costellato di ristoranti cinesi.
    Un’architettura più malinconica di quella di Pescara l’ho vista soltanto nella periferia di Varsavia; non sapevo che anche i nostri piani regolatori dipendessero dai piani quinquennali.