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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    19/01/2008

    Apocalisse latina

    Filed under: — JE6 @ 20:58

    Poco fa ho sentito una versione mambo di (I Can’t Get No) Satisfaction.

    Quando, come e perchè

    Filed under: — JE6 @ 13:58

    Non so se e quanto vi fidate dei sondaggi, delle rilevazioni che periodicamente questo o quell’osservatorio produce per dirci quanto stiamo male, quanto siamo incanagliti, disillusi e arrabbiati. Io non molto – sarà che sono incanaglito, disilluso e arrabbiato. Ma continuo a pensare alle persone che ho incontrato in Slovenia e alle storie che mi hanno raccontato: persone che gestiscono un’azienda molto grande, un business molto ricco, e che però vengono ad accogliere il loro fornitore italiano con un regalo in mano – it’s for you, ’cause we wish a nice cooperation in 2008, and thanks so much for being here. E i loro clienti, potrei riportare dieci aneddoti uno più incredibile dell’altro, tutti intrisi di una ingenua umanità che resiste in un paese la cui crescita economica è seconda solo a quella cinese; insomma, penso ai sondaggi di Diamanti o di Mannheimer e penso a questa gente, e mi chiedo – senza riuscire a rispondermi, peraltro – quando, come e perchè siamo diventati quello che siamo diventati noi italiani, anche i migliori tra noi.

    Missione compiuta

    Filed under: — JE6 @ 12:42

    Non che sia importante, ma per come qui si interpreta un pezzo di questo blog leggere un commento che dice “pare di esserci” è una cosa molto bella.

    18/01/2008

    Greetings from Ljubljana ’08 – 5. Regole

    Filed under: — JE6 @ 13:44

    Where do you come from, sir?
    She comes from Spain, I come from Argentina.
    I see, that’s why you are taking hundreds of pictures even if it is forbidden.

    (Vede signora, per noi di Mitteleuropa una regola è una regola. Per loro no)

    Greetings from Ljubljana ’08 – 4. Ovatta

    Filed under: — JE6 @ 13:38

    Finisco la riunione, e decido di fare un salto in centro a cercare il magnete da frigorifero che non ho trovato a novembre. Mi fermo a guardare la gente che attraversa questa piazza che mi pare si chiami della Vergine Maria, e se non dovessi tornare a casa starei qui ancora e ancora, una pivo in mano, ad ascoltare il suo quieto silenzio.

    17/01/2008

    Greetings from Ljubljana ’08 – 3. La città delle donne

    Filed under: — JE6 @ 23:15

    Salgo e scendo dalla collina del castello. Vado a mangiare (ehm) al Premier Pub. Incontro sei coppie e un terzetto: tutti di sole donne.

    Greetings from Ljubljana ’08 – 2. Dall’altra parte del mondo

    Filed under: — JE6 @ 18:02

    Andiamo a pranzo in un piccolo ristorante sul lungofiume. Parliamo un po’ di lavoro, poi – senza dircelo – pensiamo che abbiamo tutto un pomeriggio di discussioni che ci attende, e anche un pezzo di domani mattina, e viriamo su storie personali, racconti dei nostri paesi, cose così. Riko mi dice che è nato perchè suo padre nel ’53 ricevette una lettera dall’esercito che lo avvisava della possibilità di essere richiamato in vista di una guerra con l’Italia – e insomma i suoi si presero paura e decisero di avere un figlio prima che fosse troppo tardi. Daniel è nato e cresciuto a Buenos Aires, e aveva un’azienda florida andata in rovina in una delle catastrofiche crisi economiche argentine: suo padre gli disse che la Slovenia era un posto magnifico, che trasferirsi era una grande opportunità per riscoprire le sue origini, che Ljubljana era una città dove valeva la pena vivere – e così nel dicembre di cinque anni fa lasciò i trentasette gradi dell’estate argentina e si ritrovò nella European Cloudiest Capital: “ho visto il sole per la prima volta dopo più di tre mesi che ero qui, prova ad immaginare”. Mi raccontano dell’incomunicabilità fra sloveni e croati, tra croati e serbi, di confini e passaporti: faccio quattro conti e realizzo che di questo paese so pochissimo anche se per arrivarci ci impiego meno che ad andare a Perugia. Mi rallegra l’idea di sapere di doverci tornare almeno due volte prima dell’estate.

    Greetings from Ljubljana ’08 – 1. Come se

    Filed under: — JE6 @ 12:27

    Mentre mi avvicino a Ljubljana guardo le nuvole veloci e bassissime, la pioggia battente, le colline, le case in legno. Non so perchè, mi viene in mente un pomeriggio dell’agosto 1998 nelle Highlands scozzesi, il tempo era lo stesso e mi pare che si assomigli proprio tutto; poi butto ancora l’occhio oltre il guard-rail, e mi sembra di rivedere alcuni tratti della foresta dei Vosgi, o della Foresta Nera. Mi chiedo se tutto questo ha senso, se la prossima volta che andrò da Colmar a Strasburgo penserò a queste zone e mi dirò “ehi, sembra il Carso sloveno”. E’ il brutto del passare senza fermarsi, senza capire un po’ meglio dove sei; ma in fondo è già tanto essere dove si è, e bisogna pur accontentarsi.

    Sereno è

    Filed under: — JE6 @ 07:10

    Quelli che gli indagano il ministro e auspicano indagini serene. Quelli che vengono messi agli arresti domiciliari e si dichiarano sereni. Tutti sereni. Qui, a Sommacampagna, piove.

    16/01/2008

    Mi metto tranquillo

    Filed under: — JE6 @ 12:28

    Dice Manuela Arcuri che tutti gli uomini con cui va a letto la prima volta non combinano nulla (e lei, che è tanto buona d’animo, concede sempre una seconda chance).
    Il Giornale