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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    21/04/2005

    Greetings from Rome ’05 (2) – 1. Lo zoo è qui

    Filed under: — JE6 @ 18:01

    Terme di Diocleziano, undici di sera. Era da parecchio, davvero, che non rischiavo di calpestare un topo impegnato a cenare.

    Filed under: — JE6 @ 08:34

    Il titolare, qui, non è “in sonno”. Solo, è in trasferta. E si guarda intorno. A presto.

    19/04/2005

    Egoiste!

    Filed under: — JE6 @ 16:33

    Levatevelo dalla testa: io altri due mesi di radio con la par condicio non li faccio. Silvio, tieni duro.
    Wittgenstein

    Ah, il titolo va pronunciato con la giusta inflessione francofona, se non fosse chiaro.

    C’è vita, là dentro

    Filed under: — JE6 @ 09:43

    Per motivi indipendenti dalla mia volontà*, questa notte sono tornato a dormire nella camera nella quale ho albergato fino a dieci anni fa, in casa dei miei genitori.
    Una volta spenta la luce, mi sono venute alla mente le molte camere d’albergo usate durante questi anni: belle, brutte, strette, luminose, calde. Eppure tutte rigorosamente neutrali.
    La stanza nella quale stavo provando ad addormentarmi, invece, aveva una sua propria vita, percepibile anche al buio. Il ticchettio di un orologio, la particolare rigidità del materasso, l’aria stessa. Ho deciso che, se non posso dormire nel mio letto, preferisco le camere d’albergo.

    * Tali motivi, per inciso, portano a imbattersi, nel corridoio di casa, in un sacco da 25 chili di “Malta bastarda”. Pare superfluo sottolineare che si tratta di una presenza inquietante.

    Facile umorismo

    Filed under: — JE6 @ 09:21

    E’ un caso che il professor Konrad Splinder, il primo scienziato che esaminò la mummia del Similaun, sia morto a causa di una forma aggressiva di sclerosi?
    Repubblica.it

    18/04/2005

    31 canzoni confessabili

    Filed under: — JE6 @ 13:58

    Beh, dato che il tempo è poco e la materia grigia disponibile ancor meno, chi è il titolare, qui, per sottrarsi al giochino delle 31 canzoni italiane confessabili iniziato da Gianluca?
    E allora, ecco. Che dire?
    Roba banale, come si vedrà. Ma che volete, son tipo da pane e salame, la nouvelle cousine non mi affascina.
    Vince, non proprio a mani basse ma comunque per distacco, De Gregori.
    Ho sicuramente dimenticato canzoni che mi piacciono moltissimo.
    La lista è in ordine alfabetico.

    Ascolta l’infinito – Fiorella Mannoia
    Autogrill – Francesco Guccini
    Bandiera bianca – Franco Battiato
    Bartali – Paolo Conte
    Centro di gravità permanente – Franco Battiato
    Dormi, dormi – Vasco Rossi
    E’ festa (Celebration) – PFM
    E la luna bussò – Loredana Bertè
    Gli spari sopra – Vasco Rossi
    I muscoli del capitano – Francesco De Gregori
    Il pescatore – Fabrizio De Andrè (PFM live version)
    In prigione, in prigione! – Edoardo Bennato
    Io che non sono l’imperatore – Edoardo Bennato
    La donna cannone – Francesco De Gregori
    La grande grotta – Alberto Fortis
    La leva calcistica della classe ’68 – Francesco De Gregori
    Luce – Elisa
    Maudit – Litfiba
    Meri Luis – Lucio Dalla
    Musica ribelle – Eugenio Finardi
    Nun me scuccià – Pino Daniele
    Nuntereggae più – Rino Gaetano
    Si viene e si va – Ligabue
    Sinan Capudan Pascià – Fabrizio De Andrè
    Solo tu – Matia Bazar
    Solo una sana e consapevole libidine – Zucchero
    Suonare suonare – PFM
    Una città per cantare – Ron
    Vengo anch’io – Enzo Jannacci
    Via con me – Paolo Conte
    Walter il mago – Ligabue

    15/04/2005

    Toccare con mano

    Filed under: — JE6 @ 12:50

    Leggo, nei commenti a questo post di Shangri-La che parla del modo in cui alcuni (quorum ego, direi) hanno commentato le emozioni seguite alla morte del Papa, queste due frasi: che senso ha parlare in questi termini di un’esperienza che va vissuta per essere compresa? (Boscimane) – si parli dopo aver esperito, da vicino o da distante (Shangri).
    Quasi in contemporanea, nei commenti ad un post dove il titolare, qui, mostrava segni di alterazione nei confronti delle curve ultrà degli stadi nostrani, Dado prima scrive per capire almeno un po’ ci vuole partecipazione, e poi ribadisce no il calcio non è di tutti, troppo comodo… il calcio è di chi lo vive, chi lo sente e chi ne prende parte attivamente.
    Non so. A pelle, anch’io direi che è bene conoscere prima di esprimere un’opinione, a maggior ragione in un’epoca nella quale tutti parliamo di tutto, sempre e comunque. Ma mi pare che qui si voglia fare (e far fare) un altro passo: si sa solo ciò che si è vissuto. Si conosce solo ciò che si è toccato con mano. Ripeto, non so. Ma questo mi pare, come dire, un po’ troppo.

    Cammino, guardo cose

    Filed under: — JE6 @ 11:28

    Spettacolare post (scritto in trasferta) del Vanz, nel quale si spiega il maschio alla femmina (e non anche viceversa, chè l’autore è consapevole dei propri limiti).
    MicroBlogGiallo

    13/04/2005

    E hop, la curva

    Filed under: — JE6 @ 09:56

    Secca ripetersi, ma, dopo aver sentito mille volte la scemenza “Noi [di Milano, ndr] siamo diversi, siamo migliori, non c’entriamo nulla con quei t****** di Roma“, dopo essersi sorbiti le ipocrite fregnacce su quanto era giusto fermare il campionato in segno di lutto per la morte del Papa, e su quanto invece sarebbe stato giusto giocare e comportarsi tutti bene per rendere omaggio al Papa-che-amava-lo-sport, vedere un Capodanno-a-Fuorigrotta-fuori-stagione abbattersi su un portiere colpevole solo di fare (bene) il suo mestiere non fa altro che consolidare le mie negative opinioni sugli abitanti delle curve di molti stadi italiani.

    L’argomento viene trattato, in modo interessante, anche da Stefano Olivari: estendo le negative opinioni anche ad almeno una tribuna, chè poi quelli della curva si sentono soli.

    12/04/2005

    I figli crescono, le mamme imbiancano

    Filed under: — JE6 @ 21:49

    Compleanno di mia moglie. Mangiando la torta, mia figlia le batte la mano sul braccio e le dice “Eh, vecchia mia“.