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    12/10/2005

    Restare dentro

    Filed under: — JE6 @ 08:08

    Io, onestamente, di droga ne so poco. Molto poco. Nessuna esperienza personale, e vaghissime conoscenze di chi ne facesse uso. Quindi, scrivo per sentito dire.
    Fatta questa premessa, ho la sensazione che la droga dell’adolescenza della mia generazione, l’eroina, fosse una droga di fuga, un mezzo per scappare da un mondo brutto, sporco e cattivo (entrando, paradossalmente, in un mondo persino peggiore – ma di questo ce ne si rendeva conto solo dopo); mentre la droga dei miei e nostri (quasi) quarant’anni, la cocaina, sembra essere un mezzo per restare nel mondo, per “essere sul pezzo”, per non perdere colpi, per continuare almeno alla stessa velocità di quel “tutto intorno a me” che sembra non incepparsi mai. E se questo fosse vero, ci sarebbe da preoccuparsi, parecchio.

    6 Responses to “Restare dentro”

    1. Antani Says:

      Mmmmmmh. Hai letto Facci, per caso?
      È una analisi che condivido, pur come te da profano.

    2. spiritum Says:

      E’ così, socio, proprio così, c’hai preso in pieno.

    3. Squonk Says:

      Spiritum: mica ne sono tanto contento, però.
      Antani: ho letto Facci, ma un po’ di fretta, e credo di averne capito più o meno la metà. Ma anche se non lo avessi letto, il fatto è che di gente che si buca (o di siringhe lasciate in giro, tra marciapiedi e prati che hanno visto tempi migliori) se ne vede sempre meno, qui a Milano. In compenso, si vedono molti altri tipi di soggetti umani, non tutti freschi di bucato (si dirà: e tu, guardarti allo specchio? Ecco, appunto).

    4. Marco Says:

      Credo che la differenza tra “vecchia e nuova droga” sia proprio azzeccata. L’eroina partiva da una comunità sotteranea di disperazione eletta e autodistruttiva, per finire nella solitudine. La cocaina parte ma soprattutto è diretta alla comunità, nel giro. Sniffare da soli è inutile. Mi sembra un segnale spaventoso della condizione delle relazioni.

    5. laflauta Says:

      riflessione personale (che lascia il tempo che trova).
      il poveraccio chet baker si faceva di speedball (coca e eroina in minestrone), ma almeno suonava da Dio. L’han trovato che si faceva di metadone in un bagno di autogrill, e l’hanno abolito dal mondo con un timbro in fronte.
      Sto lapo qua ha la faccia da stonato, gli dicon poverino e….ha inventato una felpa.
      Mah.

      Fla (e nel jazz dovremmo esser tutti drogati??)

    6. Auro Says:

      scusi a lei interessa la videocassetta di Oracxio del suo venerdì ammerikkano? se sì lo dica, che gliela tengo via… Auro

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