La rivoluzione ha i capelli Bianchi
Capisco che nessuno voglia il treno o la discarica dietro casa, ma da qualche parte si deve metterli. Sono perplesso che si debba andare dietro ai focolai di protesta.
Preferisce concedere compensazioni economiche al territorio?
Sono contrarissimo: significa ammettere che l’opera sta creando un danno, quando invece si sta facendo qualcosa per il Paese.
E come si arriva all’unanimità nelle decisioni?
Non si arriva. Non mi appassiona l’unanimismo. La democrazia si regge sul principio della maggioranza, il diritto di veto è una forma decadente di democrazia.
Alessandro Bianchi, comunista, Ministro dei Trasporti.
Corriere.it
June 23rd, 2006 at 13:03
Fantastico: mi piacerebbe sapere cosa vuole dire “forma decadente di democrazia”. Forse lo si può capire attraverso il suo contrario? “Forma crescente di dittatura” ?
June 23rd, 2006 at 13:12
Secondo me, non ti ci vuole molto per capirlo. Basta che ti impegni un pochino (ah, parere personale: “forma crescente di dittatura” è una simpatica fesseria).
June 23rd, 2006 at 14:08
mi sorprende la contrarietà alle “compensazioni al territorio”. un comunista dovrebbe, con rispetto parlando, godere come un maiale a porre rimedio ai fallimenti del mercato (pigou e le esternalità e la rava e la fava)
June 23rd, 2006 at 14:19
Sempre con rispetto parlando, il mercato con la TAV non c’entra nulla. Trattasi di opera pubblica, che non verrebbe mai fatta da un privato in quanto il ROI, se mai esistesse, lo si avrebbe in tempi più che biblici (ha presente il tunnel sotto la Manica? Ecco. Sono falliti due volte).
June 23rd, 2006 at 14:46
“La democrazia si regge sul principio della maggioranza”
eh, infatti il punto è proprio che prodi ci rischia la maggioranza.
mica stavano a discuterne se fosse una questione di filosofia politica.
(le “compensazioni” infatti sono una pietosa metafora: non saranno per le popolazioni, ma per verdi e rifonda. Che già sembrano soddisfatti delle “soluzioni alternative al tunnel” – che ovviamente non esistono, a meno di non portare i treni con un ponte aereo. Ma tra un annetto nessuno se ne ricorderà quando finanzieranno il tunnel, e sciao)
June 23rd, 2006 at 15:37
proprio nulla non direi. ma è una storia lunga. e anche molto noiosa.
con rispetto parlando, però, per gli investimenti – tipo un tunnel, ha presente? è un investimento – vedrei meglio metodi tipo tasso interno di rendimento o anche approcci non finanziari, che ne so, il periodo di rientro (don’t worry, è la stessa cosa del “payback period”). il roi per gli investimenti non ce lo vedo benissimo.
June 23rd, 2006 at 15:44
Caporale, mi pare che stiamo dicendo una cosa abbastanza simile; il calcolo del ROI lo fa un’azienda privata (come quella che gestisce il tunnel sotto la Manica). Un investimento come quello della TAV è soggetto ad altre valutazioni, sempre di natura economico-finanziaria, oltre che di natura politica e/o ambientale. Per questo dicevo che il mercato, nel senso che comunemente si attribuisce al termine, c’entra poco con la TAV – e per questo non mi stupivo del fatto che il comunista Bianchi si disinteressasse al mettere una pezza ad un danno prodotto dal mercato, dato che il mercato non ha prodotto alcun danno (almeno fino al momento).