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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    28/05/2007

    Collegamenti

    Filed under: — JE6 @ 12:02

    In sintesi, il problema di questo nuovo, anzi obsoleto, Partito democratico non è quello di essere composto da vecchi o di non dare spazio ai giovani, ma quello di nascere con una piattaforma politico-ideale vecchia – e mi sa che le due cose siano collegate.
    Christian Rocca spiega perchè l’appello è una sciocchezza e perchè lui non lo firmerà. A me sembra che fornisca alcune buone ragioni per farlo (a meno che il suo pezzo non si chiuda con un refuso).

    In domo sua

    Filed under: — JE6 @ 11:41

    Titti Pinna è stato liberato.
    Repubblica.it

    Piove sui giusti e sugli ingiusti

    Filed under: — JE6 @ 10:35

    Mentre gli scatoloni e le ante degli armadi e i sacchi si spostano da un palazzo all’altro, il cielo assume il colore degli scarti di lavorazione della ghisa. E piove. Tanto.
    [Siccome il Dottor Attentialcane non fa parte della lista dei miei peggiori nemici, gli auguro di cuore di non dover patire anche lo sberleffo metereologico]

    27/05/2007

    Cambio stagione

    Filed under: — JE6 @ 20:29

    Siccome il personale è politico – o almeno così alcuni sostenevano – il titolare qui è lieto di annunciare di aver da poco concluso l’impacchettamento della vita sua e del resto della famiglia in sessantanove scatole di cartone, quindici sacchi e un numero imprecisato di altri contenitori. Il trasloco è un lunghissimo, interminabile, sfiancante cambio stagione. Ma se sopravvivo ai detrattori di Diaco (quelli che mi scrivono dicendomi – amichevolmente, lo so – “sei impazzito”, “vergognati” e cose del genere – senza aver capito che uno che vota da decenni turandosi il naso non vede certo in Diaco il problema dei problemi), posso sopravvivere anche a quest’ultima spaventosa settimana che mi aspetta.

    Di Diaco me ne frego

    Filed under: — JE6 @ 19:57

    Chi di voi mi conosce trova il mio nome nella lista di coloro che hanno firmato questa lettera, di cui abbastanza si parla negli ultimi giorni (e che qui viene spiegata e approfondita). Non molto a lungo, è vero, ma un po’ ci ho pensato prima di rispondere all’invito di Luca. Lo ammetto, la prima impressione è stata quella di una riproposizione del Patto Generazionale, che qui è stato sbertucciato più volte. E’ un’impressione che non mi ha ancora lasciato, ma che credo essere in larga misura errata, perchè l’idea del PG è quella del “levatevi di torno, voi, e lasciate posto a noi che lo terremo per una ventina d’anni almeno”, mentre in questo caso si chiede soltanto a chi sta costruendo un nuovo partito di tenere in considerazione l’esistenza di una fetta di mondo che non voterà il nuovo partito se non si sentirà in qualche modo rappresentata.
    Poi, ammetto anche questo, non sono riuscito a non rimanere sconcertato di fronte ad alcuni nomi: Pierluigi Diaco è il giovane più vecchio del pianeta, per dire. Ma due o tre nomi discutibili (i quali, per inciso, continuano a fare la loro porca figura a fronte di Agazio Loiero) non sono sufficienti a mandare in vacca il valore (che non vorrei venisse sopravvalutato) di una richiesta semplice e ragionevole. E devo dire che trovo estremamente deludente che i commenti di persone ragionevoli come EmmeBi, Chettimar, Mantellini, Rocca e Ferrandi si riducano al mero dileggio di Diaco: se questo è il valore delle obiezioni, mi convinco di aver fatto bene a firmare.
    Wittgenstein, EmmeBi, The Blog Lies Down On Broadway, Mantellini, Paferrobyday, Camillo

    25/05/2007

    Guelfi e Ghibellini reloaded

    Filed under: — JE6 @ 10:08

    E’ inutile, in questo paese si gode solo se si ha un nemico al quale augurare il peggio.
    Repubblica.it

    Novità

    Filed under: — JE6 @ 07:27

    Un paese che cambia (uno va all’estero per un paio di giorni, e quando torna non si raccapezza più):
    Confindustria fa politica
    In Campania c’è l’emergenza rifiuti
    L’adsl italiana è la più lenta e cara d’Europa
    Due morti in un cantiere
    Alitalia perde più di 600 milioni di Euro in un anno
    Il contratto degli statali non è stato firmato
    Lo slow food è di sinistra
    [Segue?]

    Peraltro, un segno inquietante di novità mi è apparso davanti agli occhi questa mattina, sotto forma di Silvio Berlusconi che tiene comizio senza cravatta, e con il collo della camicia ciancicato. Non bisogna mai perdere la fiducia nel futuro, insomma.

    23/05/2007

    Gruesse aus Muenchen – 3. HB Original

    Filed under: — JE6 @ 08:20

    Ma poi, siccome basta poco, c’è l’Hofbrauhaus. Gioco il carico da undici: questo è il luogo che dimostra la superiorità della birra rispetto al vino. Non per il liquido in sè, dato che, diciamolo, la HB vale giusto poco più dell’Ichnusa. Ma perchè la birra fa allegria e compagnia, perchè vuoi mettere il piacere di tenere in mano il boccale da un litro, perchè qui dentro c’è il livello di decibel che trovi su una pista di aeroporto o in un altoforno, perchè ridono tutti, perchè ballano valzer improbabili, perchè passano ragazze con le tette strizzate dai push-up e compagnie in gessato blu e cravatta rossa, perchè ci sono le custodie personali dei boccali degli habitue con tanto di numero progressivo e lucchetto di sicurezza, perchè i muri sono affrescati con sobri ritratti di cinghiali e salami e barilotti, perchè tutti sono più bavaresi dei bavaresi. Insomma, semplicemente non c’è partita.

    Gruesse aus Muenchen – 2. Sarà falso, sarà vero

    Filed under: — JE6 @ 08:05

    Percorro la grande zona pedonale, cercando di ricordare com’era Monaco l’ultima volta che ci sono venuto – direi una decina d’anni fa. Ma in fondo non ha senso farlo, chè luoghi e persone cambiano senza aspettare i nostri adeguamenti. Ho solo la spiacevole sensazione che di originale siano rimaste solo le pietre del municipio: tutto il resto è souvenir, bancarelle di frutta e negozi di brand globali. Ma forse è la stanchezza, forse il caldo, forse il fatto che never judge a book by its cover e chissà, Monaco sta da un’altra parte.

    Gruesse aus Muenchen – 1. La verde campagna

    Filed under: — JE6 @ 07:45

    L’ho già scritto, lo so: ma il fatto è che 820 chilometri (e oggi gli altri 570), di cui 800 fuori confine e 750 in zone non urbane cominciano ad essere un buon osservatorio, per rendersi conto che la campagna italiana è rimasta solo nelle vecchie pubblicità del Mulino Bianco (e mettiamoci anche Nino Castelnuovo che salta la staccionata grazie a Olio Cuore). Qui, invece – dove il “qui” sta per l’intera Svizzera attraversata da sud a nord, e poi per il Baden Wurttemberg e la Baviera, e so già che l’Austria non sarà da meno – la campagna, l’assenza di inurbazione, i campi e i boschi e gli animali sono un dato di fatto, e sono la regola. Ti metti in macchina a Stoccarda e arrivi a Monaco, passando per Ulm e Augsburg, restando costantemente in un limbo bucolico che per me, abitante della Padania che è tutta una casa e un capannone da Novara a Mestre, è quasi scioccante. Poi dicono il Bel Paese.