Io vorrei esserci
“Senti, per qualunque cosa mi raccomando non farti problemi, chiamami: io ci sono”.
Onestamente, quante volte in un anno vi capita di dire questa frase? Per quanto mi riguarda, non moltissime: ma certo, sempre troppe.
Perchè basta una sciocchezza, una cosa che oggi è insignificante ma che si ripeterà domani e dopodomani e domani l’altro ancora – ogni volta un pochino amplificata -, un fatto piccolo che colpisce una persona alla quale volete bene davvero e per la quale volete e dovete davvero esserci per farvi rendere conto che no, non ci potete essere con quella facilità che dite: perchè esserci sul serio è un’altra cosa, e bisogna averne la forza e la volontà: e forza e volontà non sono infinite. Allora, anche se in modo prima fugace e poi sempre più chiaro, capite che ci potrete essere solo per pochissimi, e che questo varrà anche per voi quando avrete bisogno: perchè siamo così, piccoli e limitati, e questo è il massimo che possiamo fare, quando riusciamo a volerlo.
January 14th, 2008 at 11:50
Penso anch’io sia davvero così. Lo diceva anche don Milani. Ci si può dedicare, sul serio, solo a pochissimi, e a quelli soltanto. E, in quanto a dedicarsi a qualcuno, lui ne sapeva qualcosa. (ne parla, in modo mirabile, anche Adriano Sofri, al quale evidentemente il tema sta a cuore. “Altri Hotel” pag. 158).
January 14th, 2008 at 12:30
Infatti quella è una frase da centellinare con estrema cura.
January 14th, 2008 at 17:23
cazzate
chi è bravo, ma bravo davvero, ha il touch del wind-wind
January 14th, 2008 at 18:32
E’, il più delle volte, una dichiarazione di impotenza: quando vedi una persona a cui vuoi bene soffrire, ma temi di non poterci fare nulla.
January 14th, 2008 at 22:41
post splendido