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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    24/03/2008

    We can be poets, just for one day

    Filed under: — JE6 @ 13:57

    Il poeta è colui che dice le parole che tutti hanno sulla punta della lingua, ma nessuno riesce ad esprimere. Ora, io non sono “tutti”, e quindi coloro che cito qui di seguito non sono – pascolianamente parlando – “poeti”. Diciamo che lo sono oggi, per il sottoscritto.

    Troppo eterodosso per essere un buon cristiano, troppo clericale per essere un buon laico, incasso i “bigotto!” e i “peccatore!” senza fare una piega, mantengo chiara la distinzione fra gli ambiti in cui devo essere “cittadino” e quelli in cui devo essere “credente”, adotto come dogma il rispetto delle posizioni altrui. E se c’è chi mi considera fra gli “spiriti sempliciotti, incapaci di mediazione culturale, impotenti e spaventati di fronte al trionfante cammino della ragione moderna”, scusatemi la sboronaggine, è un problema suo, non mio.
    Stasera mi farò due ore e mezza di veglia pasquale, full optional. Mi addormenterò alla sesta lettura, farò cantare dei bei brani ai miei vecchietti del coro e ritroverò, anche se solo per cinque minuti, il senso di tutto questo credere:
    perché l’umiliazione di un Dio
    ci insegnasse la mitezza di cuore
    e la glorificazione di un uomo
    ci offrisse una grande speranza

    Uno poteva starsene in panciolle a fare il Dio, godersi il panorama e farsi un giretto da basso quando capitava, e invece ha deciso di venire qui a prendersi il raffreddore, andare in bagno, infilarsi schegge di legno sotto le unghie e, dulcis in fundo, fare la fine del sorcio. Magari non è vero niente, ma se un senso c’è, per me non può che essere questo.

    Io non so se è nato prima l’uovo o la gallina, ma se non ci fossero classifiche forse anche i blogger da competizione potrebbero andare a fare utilmente altro (studiare, lavorare, avere una vita, postare cose interessanti) contribuendo ad eliminare un po’ di monnezza dal web e qualche bamboccione da casa di mammà. Detto questo, se poi le volete fare, fatele: non vi criminalizzeremo per questo (cit.). Credo invece che BB, inteso come motore di ricerca dei blog italiani, sia un servizio utile.

    Sei in autostrada. Rispetti i limiti di velocità, hai le cinture di sicurezza allacciate. Nel cassetto portaoggetti hai dello Zantac, del Maalox, Aulin, Vasellina, Dildo dual vibro, cerotti alla nicotina, due stecche di Camel light, Lisomucil tosse sedativo, collutorio, lamette Credo, utensili con lame arrugginite, una fiala di antitetanica, garze, paracetamolo, mercurio cromo, antibiotici per il cavo orale, morsette per capezzoli, metanfetamine, passaporto, tessera sanitaria, un coltello con lama retrattile, guanti in lattice, preparazione H, fazzoletti imbevuti di etere dietilico per anestesia. Seduta sul lato passeggero c’è la tua ex moglie. State andando in vacanza. L’odore del suo shampoo alle mimose si confonde con l’arbre magic al mentolo.

    Le iniziative socio-eco-psico-whatever-logico che si intraprendono in rete vanno concepite fin dal primo momento come dittature assolute teocratiche prive di organi consultivi. E’ l’unica possibilità per non uscirne pazzi.

    Riconoscere La Notizia è facile, a questo punto non potete sbagliarvi. L’applicazione di INAT richiede impegno e una sola regola:
    Ignorate La Notizia con tutte le vostre forze.
    Non è impossibile. Cambiate sistematicamente canale. Spegnete la radio. Anche se dovete alzarvi in piedi, è un piccolo sforzo ma ne vale la pena. Se in treno ne sentite parlare cambiate scompartimento. Se qualcuno ne parla in compagnia cambiate argomento (può non essere facile, lo so. La mia tecnica è dire qualcosa di spaventosamente cinico prima, in modo che risulti imbarazzante ritirare fuori l’argomento. “Sì. Ha ucciso i genitori ma almeno non era milanista” oppure “è certamente colpevole, ha preso Taormina come avvocato”). Se vedete Vespa cambiate canale, se vedete Fede cambiate canale. Se vedete Biscardi cambiate canale. Se chi non sopportate parla su tutti i canali (e in questi giorni non è impossibile) spegnete la tele e aprite un libro. Non vi morderà. Nei giornali non leggete nemmeno i titoli sulla Notizia. Aprite i giornali dal fondo (tanto lo so che lo fate lo stesso).
    Non è impossibile. Io l’ho fatto. Non avete idea della soddisfazione di saltare da un canale all’altro per evitare la Notizia. Del togliere solo l’audio se il programma comunque vi interessa. Del non sapere chi ha vinto Sanremo (se uomo), o il campionato del mondo (se donna).
    E’ terapia occupazionale. Non potrete evitare che almeno un po’ vi rompano gli zebedei, ma li state combattendo. Li state INAT-tuando.

    The Blog Lies Down On Broadway, Brodo Primordiale, Hotel Messico, Cloridrato di Sviluppina, Momoblog

    Il bianco della neve

    Filed under: — JE6 @ 12:00

    Faceva freddo come nell’inverno di molti anni prima.
    Come molti anni prima, si fermò a fissare il bianco della neve che rischiarava in lontananza la notte; spense il motore, appoggiò la testa al finestrino della macchina e per qualche minuto rimase ad ascoltare il nulla di quelle vie che aveva percorso mille volte lungo un anno della sua vita – in un’altra vita. Quando sentì i primi brividi si scosse, come risvegliato da un torpore stanco e sfiduciato, e decise di tornare in albergo, alla sua ordinaria vita di commesso viaggiatore, ai panini mangiati in autostrada, ai clienti che fingeva di credere amici, alle puttane slave pagate sulle provinciali, alle scarpe graffiate, ai trucchi sulle note spese. Guardò per qualche secondo ancora la cima delle montagne, provando la confusa sensazione che a volte i luoghi erano semplicemente troppo belli e persone come lui non se li meritavano. Si accese una sigaretta, e ripartì.

    22/03/2008

    Gente furba

    Filed under: — JE6 @ 09:06

    Io sono convinto che quelli di BlogBabel cambiano gli algoritmi della loro classifica una volta al mese per dimostrare l’inutilità della classifica stessa.
    BlogBabel

    21/03/2008

    Tranquillamente intorpidito

    Filed under: — JE6 @ 09:45

    In un passato ormai remoto ebbi la balzana idea di scrivere la mia tesi di laurea in marketing sulla comunicazione dei partiti politici: balzana perchè faceva intuire la mia inadeguatezza a trovarmi un posto di lavoro decente sfruttando le conoscenze maturabili durante i mesi di lavoro per la stesura della tesi (ai tempi, pareva che i bocconiani non potessero fare altro che diventare Chief Financial Officer di una multinazionale dopo sei mesi, e Imperatori dell’Universo dopo due anni), e balzana (anche se con il senno di poi) perchè mi trovai a fare le ultime interviste e scrivere i capitoli finali mentre Tonino Di Pietro e il resto del pool di Milano arrestavano politici di ogni ordine e grado dalle sette di mattina a mezzanotte per sette giorni su sette.
    Comunque, l’incipit mi serve per dire che l’attenzione per la comunicazione politica non mi è mai mancata: parlo di attenzione ai termini, ai modi di dire, ai “compagni-amici-camerati”. Nel corso del tempo ho continuato imperterrito a leggere cronaca e analisi politica, non mi sono fatto mancare nè le dichiarazioni di Intini nè quelle di Tatarella, per non dire degli editoriali di Sartori e financo di Valentino Parlato. La mia vita, chiaramente, non ne ha tratto particolare beneficio; anzi, direi che l’accumulo di parole, annunci, smentite, interpretazioni, dietro-le-quinte ha finito per rendermi come il Pink raccontato da Roger Waters: comfortably numb. Quindi, immagino che in questa campagna elettorale si stiano susseguendo novità di assoluto valore, che però a me entrano da una parte ed escono dall’altra: intendiamoci, la colpa è mia e non di Veltroni o di Berlusconi. Forse dovrei fermarmi un giro a ricaricare le pile, non so.

    Sono contento di smentirmi

    Filed under: — JE6 @ 07:45

    A dimostrazione che ad essere cinici e disincantati non solo si fa peccato ma si rischia anche di non azzeccarla, sono lieto di apprendere che i cartelli della “Città della speranza” che ieri sbertucciavo sono il reminder fatto a indigeni e passanti di una nobile causa: “la fondazione nata per costruire il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale di Padova e di sostenere la ricerca sulle neoplasie infantili” (cit.).
    Grazie a Gif e Simone per la segnalazione, e in bocca al lupo alla CdS.

    20/03/2008

    Grandi speranze

    Filed under: — JE6 @ 11:51

    Ieri, passando vicino a Montorso Vicentino ho visto questo cartello che definisce l’amena località “Città della speranza”. E non so se é perchè sto aumentando le dosi quotidiane di cinismo e disincanto, ma mi è solo venuto da sogghignare.

    19/03/2008

    Grabstaette

    Filed under: — JE6 @ 21:46

    Il fatto è che bisognerebbe spiegare perchè uno finisce per trovarsi alle dieci di sera nel cimitero di Dorf Tirol a guardare le luci della Val Venosta nel silenzio tombale (appunto) di un piccolo borgo montano. Ma sarebbe una storia troppo lunga e troppo poco interessante; così, i Greetings si prendono una vacanza, mentre il titolare va a bersi una hefe weizen prima di passare davanti alle mura del fu Terzo Gruppo Squadroni Savoia Cavalleria e alla stazione di Maia Bassa.

    Per una magia così, dice, val la pena vivere

    Filed under: — JE6 @ 09:45

    Varrebbe la pena chiudere il blog solo per ricevere tutti gli attestati di stima, amicizia, rimpianto, apprezzamento che sono arrivati a Herr Effe dopo la chiusura di Herzog.
    Il fatto è che magari quegli attestati non ti arrivano, e allora meglio lasciar perdere.

    18/03/2008

    Inizio io: hanno perso

    Filed under: — JE6 @ 15:19

    “La politica sa essere implacabile. Perde probabilmente la candidata più preparata e quella che su alcune questioni nodali – riforma sanitaria su tutte – ha assunto posizioni più coraggiose e progressiste. Ma il voto è stato un altro e avremo tempo di rifletterci sopra assieme. Game Over, then. Prima i clintonistas lo riconoscono, meglio è per tutti. Anche per noi europei.”
    Disclaimer: il titolo non permette l’arruolamento del titolare qui tra le fila degli obamiani italici; così, per la precisione.
    Mario Del Pero

    Si tira un respiro e si passa avanti

    Filed under: — JE6 @ 08:32

    I casi della vita, dice: e così, nel giorno in cui scrivo “io ogni tanto penso alla mia prima elementare ed ai miei compagni, e penso anche che mi farebbe piacere rivederli tutti”, uno di quei compagni – uno dei più cari in assoluto: Herr Effe – chiude definitivamente. Dirò solo che mi dispiace, per motivi che hanno a che fare con la ragione (un po’) e con gli affetti (forse di più). Oggi i miei ricordi sono legati alla persona, più che al blog e alle storie che vi sono state raccontate: un lontano pomeriggio nella periferia torinese, ad esempio, chiusosi in una sala biliardo. Poi, insomma, si tira un respiro e si passa avanti, come si deve fare: good night, and good luck.
    Herzog, Squonk (quello vecchio)