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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    18/03/2008

    Progresso

    Filed under: — JE6 @ 08:20

    Mi sono sempre chiesto se la cosiddetta Pubblicità Progresso avesse mai ottenuto qualche risultato tangibile, paragonabile a quelli che la pubblicità commerciali si prefigge di raggiungere. Sono passati 40 anni dalla prima campagna, e francamente ho qualche dubbio.
    Corriere.it

    17/03/2008

    La morte ti fa bello

    Filed under: — JE6 @ 13:26

    Sarà meglio che mi riaggiorni per capire se siamo di fronte a un superficiale revisionismo, ad una rilettura autocritica o a un più banale paraculismo pre-elettorale; sta di fatto che D’Alema dice che il PD eredita la parte migliore del pensiero politico di Aldo Moro, il quale viene definito da Marco Boato “un gigante”. Il che magari è vero, intendiamoci: ma non mi pare che trent’anni fa questa opinione fosse così diffusa.

    Alumni

    Filed under: — JE6 @ 10:08

    Sabato tenevo tra le mani “Economia della felicità” di Luca De Biase; durante quei pochi minuti nei quali valutavo se comprarlo o meno [1] mi sono tornati alla mente i primi mesi della mia frequentazione della cosiddetta blogosfera, quando eravamo più o meno tutti sulla stessa barca, perchè il nostro microcosmo era veramente micro. Era come frequentare la scuola elementare, tutti imparavamo i fondamentali e tutti – senza saperlo – ci stavamo preparando per ciò che sarebbe venuto dopo.
    In quel “dopo” qualcuno avrebbe lasciato la compagnia, qualcuno si sarebbe dedicato alla letteratura, qualcuno si sarebbe interessato alla tecnologia, qualcuno sarebbe diventato un tuttologo, qualcuno un esperto di social media, e così via. Non c’è più un solo microcosmo, anzi: ce ne sono millemila. Io ogni tanto penso alla mia prima elementare ed ai miei compagni, e penso anche che mi farebbe piacere rivederli tutti.
    Feltrinelli
    [1] Sì, l’ho comprato.

    16/03/2008

    Anche loro

    Filed under: — JE6 @ 09:36

    Non so, ma tutto sommato il fatto che gli scout siano ragazzi come quasi tutti gli altri a me non pare questa gran bella notizia.
    Corriere.it

    15/03/2008

    Buon sangue non mente

    Filed under: — JE6 @ 21:09

    Ieri i nani e le ballerine, oggi le pornostar – anche se in pensione. I socialisti di questo paese sono fantastici, bisogna ammetterlo.
    Wikipedia, Corriere.it

    14/03/2008

    Tu che sei diverso

    Filed under: — JE6 @ 16:04

    Qualche giorno fa un antico lettore di questo blog, uno il cui parere mi interessa sempre, mi ha scritto facendomi notare – credo non senza qualche ragione, che sto prendendo una deriva alla (testuale) “come-siete-pirla-e-gregge-io-non-mi-faccio-fregare”.
    Penso che il mio lettore abbia un po’ ragione, il che mi dispiace per almeno due motivi; il primo, piuttosto banale, è che le critiche possono essere utili, ma non le si accoglie con il sorriso sulle labbra. E fin qui, niente di che. Il secondo, invece, per me conta un po’ di più. Il fatto è che io mi sento parte del gregge, se non altro perchè so che è inevitabile esserlo – ed esserlo non è nemmeno così male. Credo di aver già scritto da queste parti che il culto dell’individuo e la celebrazione della sua unicità sulla quale si fondano gran parte del nostro mondo mi paiono una sciocchezza ed un inganno. Per quel che credo di conoscere il mondo, sono davvero pochissime le persone che si distinguono: tutti gli altri ci provano – poveri illusi – senza riuscirci. Ecco, a me dà proprio fastidio l’idea di essere (mostrandolo) uno di questi che si credono speciali e superiori (per intelligenza, cultura, etica): non lo sono, anche se lo vorrei essere. Sarà bene che me ne ricordi.

    13/03/2008

    Dialoghi

    Filed under: — JE6 @ 09:32

    Io non credo che “dialogare con Hamas“ sia sbagliato e immorale in sè; anzi. Ma tra “non dimentichiamoci mai che Hamas vinse le elezioni” e “si negozia con i nemici, perché con gli amici non c’é bisogno di negoziare” consiglierei al nostro Ministro degli Esteri di puntare sulla seconda motivazione, chè la prima è purtroppo una sciocchezza.
    Ansa

    Un po’ come la cocaina, però a gratis – parte seconda

    Filed under: — JE6 @ 08:47

    Ma se vostro figlio parlasse a vanvera come uno di questi geni che rilasciano almeno un’intervista al giorno per almeno trecentotrenta giorni all’anno, uno di questi scafati adulti che alle undici di sera dichiarano a tutto il mondo “mi dimetto” e alle nove della mattina dopo dicono “ma no, è stato lo sfogo dettato dalla delusione”: ecco, se vostro figlio si comportasse così non avreste almeno la fortissima tentazione di prenderlo a sberle prima, e costringerlo a fare davvero quello che aveva minacciato di fare poi?
    Corriere.it

    12/03/2008

    Nemesi?

    Filed under: — JE6 @ 11:19

    Sono confuso. Io ero rimasto alle toghe rosse, ma poi vedo che nel tritacarne sono passati Mastella (nulla di fatto), Prodi (idem), Visco (anche). Il governo è caduto, nel frattempo, almeno così mi dicono.

    Dove fermano i treni

    Filed under: — JE6 @ 09:18

    Andavamo alla stazione di Malles Venosta durante alcune domeniche di libera uscita, quando non avevamo né tempo né soldi per tornare a Milano. Funzionava solo un paio di mesi all’anno; per il resto, passava la sua vita nella totale inattività, aspettando i treni dell’anno successivo e accogliendo gente che, come noi, amava i luoghi desolati e abbandonati. Era tutto come nei film: porte che sbattevano, finestre rotte, sterpaglia tra i binari, e tutto intorno una sensazione di morte sonnolenta. Noi entravamo, ci sedevamo sotto il porticato, e dimenticavamo il rumore dei sergenti maggiori, degli alzabandiera e dei carri armati. Leggevamo lo scarno orario delle partenze e degli arrivi, tiravamo qualche sasso, disegnavamo la faccia del telegrafista e del capostazione. Era bello. Almeno per noi. Ci tornammo alla vigilia del congedo; su un foglio a quadretti, una mano teutonica avvisava che l’indomani due treni avrebbero ripreso a funzionare. C’era chi arrivava, c’era chi partiva. Noi, quei treni, li avremmo solo immaginati.

    [Frugavo dentro un armadio e mi sono trovato in mano una copia del fu “Diario della settimana”, uscito il 27 gennaio del 1999; all’interno c’era uno speciale dedicato alle stazioni ferroviarie, e in quello speciale c’era pure questo pezzo]