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12/04/2008
E insomma, domani si torna a votare.
Credo che lo farò, per abitudine e anche per una certa vergogna – vergogna di non esercitare il diritto e di non ottemperare al dovere (civico).
Lo farò senza particolare entusiasmo, più con la paura della sconfitta – alla quale, essendo genericamente di sinistra, sono comunque piuttosto abituato – che con il desiderio della vittoria.
Non voterò uno dei “piccoli”, non perchè sia convinto del cosiddetto “voto utile”, ma per rendere “inutili” i piccoli medesimi – almeno a questo giro.
Lo farò vedendo che nessuno, ma proprio nessuno tra coloro che conosco e leggo, ha un briciolo di fondata speranza; immaginando – senza peraltro avere il coraggio di farlo – quanto sarebbe straordinario e rivoluzionario e decisivo se alle 15 di lunedì gli exit poll dessero 0 (zero) a tutti, ma proprio a tutti, e un clamoroso 100% a… boh, la SVP? Così, per vedere finalmente lo smarrimento più completo negli occhi di tutti tranne Durnwalder, tutti a chiedersi “ma come cazzo è stato possibile”.
Ecco, questo è quanto. Lo farò, e poi lunedì al lavoro, e per fortuna martedì e mercoledì me ne vado in Belgio, che almeno stanno messi un po’ peggio di noi, per quanto questo possa suonare impossibile.
[Poco fa mi è capitata sotto mano la scheda elettorale. A partire dal 2001, ho contato 11 timbri. Mi sono sforzato di ricordare per cosa ero andato a votare, ma sono arrivato a coprire non più della metà delle mie gite al seggio – e forse anche questo vuol dire qualcosa]
11/04/2008
Non è che avessi pianificato di andare a Vaduz, ecco. Mi toccava San Gallo, dove sono arrivato, ho parcheggiato davanti al palazzo nel quale dovevo entrare, ho fatto i miei centocinquanta minuti di riunione, ho ripreso la macchina e me ne sono andato – se mi sentite dire “San Gallo? Sì, ci sono stato” datemi una sberla perchè non è vero, chè allora potrei dire lo stesso di Washington D.C. avendoci fatto scalo un par d’anni fa.
Comunque.
Vaduz è di strada, e mi fa simpatia l’idea di visitare un altro stato, come una specie di tacca da aggiungere alla lista. E’ ora di pranzo, la deviazione è giusto di tre o quattro chilometri, quindi mi decido ed esco dall’autostrada. Ora, non mi aspettavo chissà cosa, ma santodio, almeno – chessò – una vecchia dogana con il simbolo del Liechtenstein, qualcosa che facesse capire che si stava entrando in un paese diverso. Invece. Solo un cartello, di quelli che indicano il nome del comune oppure il cambio di una provincia: Schweiz/Vaduz: il che, a pensarci, è bizzarro, perchè uno si aspetterebbe un cartello Schweiz/Liechtenstein. E di Vaduz non saprei cosa dire, onestamente; sia perchè ci sono stato poco, sia perchè è in tutto e per tutto uguale a una qualsiasi cittadina svizzera: un piccolo castello, le banche, i ristoranti e la gente che cammina sui lati della strada anche nelle zone pedonali. Uno sta a destra del Reno ed è in Svizzera, oltrepassa il ponte ed è in Liechtenstein: non so, è come se qui in Lombardia ci fosse un Principato di Busto Arsizio, uno lo visiterebbe ma finirebbe per chiedersi cos’ha Busto Arsizio di tanto diverso rispetto a Castellanza.
Le leggi fiscali, dite voi.
Ecco, forse.
10/04/2008
Usi come comode pantofole memorie a stato solido, navighi investendo soldi e rimorchiando dissoluti avatar su reti supportate da satelliti, cullandoti dentro antenne paraboliche e portandoti nella borsa ogni giorno, in tram, più sapienza tecnologica di quanto chi ha inventato un’urna elettorale avrebbe mai potuto – nemmeno da ubriaco – concepire.
Però mi raccomando, stai attento. Hai un quadretto di solo tre centimetri, dove far stare una crocetta.
Un quadretto, una crocetta, hai capito? Guarda la lavagna, stai attento.
Il disegnino quello bello che ti piace, una crocetta, lì. Attento, tieni bene la matita, non uscire dai contorni.
È difficile, sì. Ma ci siamo passati tutti, poi si impara, vedrai.
Poi arriva la mamma e ti porta a casa.
Certo, tra i molti milioni di elettori italiani ci sono anche quelli con la mano tremante e quelli con la vista scarsa, e i loro diritti vanno rispettati. Ciò detto, Madame Sphera ha comunque ragione tutta la vita.
Sphera
Io, se fossi Clio, prenderei mio marito sotto braccio e gli direi “ascolta, Giorgio: abbiamo la nostra età, e ci meritiamo di più e di meglio di tutto questo; mandali al diavolo, e andiamocene in vacanza. Ti va?”.
Repubblica.it
09/04/2008
Occhio e croce, l’esperimento di un blog di commenti non mi pare un gran successo.
Commentstein
“Per qualche strano motivo non voti? non voti perché non sai a chi dare i resti? non voti perché non ti va? non voti perché il piu’ pulito c’ha la tigna? non voti perché no? se ti va, vieni a dirlo ad anno zero. saremo felici di ascoltarti. si parla della puntata del dopo elezioni, cioé il 17 aprile”.
Per gli under-35 interessati alla cosa, seguite il link e mettetevi in contatto con la responsabile del misfatto. Che è una persona seria.
11, Rue Simon Crubellier
Non so se mi mette più di cattivo umore venire a conoscenza della veltronata del patto di lealtà repubblicana, dover ammettere che Libero non ha tutti i torti (non c’è bisogno di sottoscrivere un patto, la lealtà alla repubblica è imposta dalla legge) o pensare che forse di quel patto c’è davvero bisogno, almeno un po’.
Repubblica.it, Libero
08/04/2008
La signorina Svaroschi, che io credevo amica, mi fa sapere che secondo degli esperti neozelandesi il global warming potrebbe mettere a repentaglio la produzione futura del nettare sacro agli dei, o renderla molto più costosa. Preferivo restare nell’ignoranza, ma a questo punto è bene che mi metta a fare incetta.
Vassar storie(s), Corriere.it
07/04/2008
Ho sentito parecchia gente criticare – con ragione – il boicottaggio della campagna elettorale di Giuliano Ferrara. Ne ho sentita un po’ meno criticare il boicottaggio del trasferimento della fiaccola olimpica.
Per motivi che non è il caso di stare qui a spiegare, qualche giorno fa sono entrati in casa Squonk due pupazzi che raffigurano Brian Johnson e Angus Young. Il primo con baschetto e microfono, il secondo in pantaloncini e chitarra. La persona corta mi rimprovera perchè ogni volta che prendo Angus in mano per rimirarmelo faccio scivolare il manico della chitarra dalla mano sinistra (e siccome è una pignola, mi fa: “Ma scusa, e il plettro?” – vabbeh). Ieri, per punirmi, ha preso Brian in mano e si è messa a ballare per tutta la casa, facendo cantare allo sventurato il main theme di Winx Club.
Acdccentral
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