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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/07/2008

    Orgoglio e pregiudizio

    Filed under: — JE6 @ 12:14

    Noi italiani siamo bravissimi a parlar male di noi stessi: e il problema vero è che molto spesso lo facciamo a ragion veduta. Oddio, a essere più precisi il problema vero è che facciamo troppo poco per eliminare queste ragioni, il che ci rende doppiamente colpevoli. Però naturalmente ci infastidisce non poco farci criticare dagli altri – ma come vi permettete, voi che avete tirato il napalm, voi che avete sterminato gli ebrei, voi che guidate ancora a sinistra. Il mondo è un gran teatrino, a ben vedere.
    La Stampa

    07/07/2008

    Dategli un salvagente

    Filed under: — JE6 @ 19:19

    Ora, d’accordo che tutto è relativo, ma mi chiedo con quale criterio l’anonimo titolista di Repubblica può parlare di “affondamento” del prezzo del petrolio giusto perchè questo è sceso sotto i 140 dollari a barile.
    Repubblica.it

    06/07/2008

    Le forme dell’amore

    Filed under: — JE6 @ 09:46

    So che arrivo buon ultimo, al termine di qualche migliaio di anni di storia e di letteratura al riguardo. Pensavo questa notte, guardando la puntata dei Soprano nella quale AJ prova a suicidarsi, la puntata nella quale Tony dice a Carmela che si sente nuovamente depresso e lei gli risponde dura ma non doma “Hai giocato con la depressione fino a diventare depresso veramente, e hai coinvolto tuo figlio”, la puntata che si chiude in una corsia di ospedale con Tony che mette una mano sulla spalla di AJ e quel che si vede sono due persone senza speranza a dispetto di quel che hanno e potrebbero avere dalla vita, pensavo che tanto spesso essere padri ed essere figli si rivela la cosa più difficile del mondo, ognuna a modo suo, e dev’essere per quello che capita di pensare al padre (o al figlio) e sentirsi senza parole, semplicemente sull’orlo del baratro, con la sensazione che le cataratte siano pronte ad aprirsi e allora a quel punto hai bisogno di spegnere il cervello – o la televisione – sapendo che non potresti resistere, hai bisogno che qualcuno cambi discorso, hai bisogno di un break qualsiasi anche se sai bene che dopo qualche ora di sonno tuo padre o tuo figlio saranno ancora al loro posto, purtroppo e per fortuna. E pensavo che in quella frase di Carmela Soprano c’è tutta la millenaria saggezza e forza delle donne, quella che noi maschi non abbiamo e possiamo solo provare a sfruttare: e se a volte riusciamo a non andare del tutto in pezzi, questo succede non per merito nostro, ma solo per riconoscenza nei confronti delle donne che ci stanno a fianco, per pagare un debito. Suona poco romantico, ma è amore anche questo.

    05/07/2008

    E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

    Filed under: — JE6 @ 11:09

    Lo vedi che il PresDelCons non è un poeta? A lui non piace stare nel fango.
    Repubblica.it, Angolotesti

    Il sabato del villaggio

    Filed under: — JE6 @ 09:46

    [Post ombelicistico e popular-demagogico, io vi ho avvisati]
    Dev’essere il periodo dell’anno, un po’ più di dieci mesi lavorativi (dei quali gli ultimi quattro veramente molto pesanti, e con poche soddisfazioni) alle spalle, ancora uno – tutto intero – che aspetta, e la sensazione che settembre sia già arrivato, del tutto identico a questo luglio appena iniziato. Un po’ di stanchezza, insomma.
    Dev’essere quello, perchè ho a noia quasi tutto. Là fuori, come scriveva ieri Massimo, c’è poco da stare allegri, sia da quella che continuo ostinatamente e forse un po’ stupidamente a considerare la “mia” parte, sia dall’altra; la lettura del giornale si trasforma nell’elencazione rattristante – e, peggio ancora, sempre uguale a se stessa – di ogni possibile orrore e squallore, al punto che anche la buona notizia si sporca e si corrompe (per dire: Ingrid, sei stata prigioniera in una foresta per sei anni; ma non hai voglia di stare a casa tua, stesa su un divano, a guardare ciò che ti hanno tolto, a provare a farlo tornare tuo, non hai voglia di andare in un bar a bere un caffè, non provi l’impaurita voglia di capire cosa sono diventati i tuoi figli mentre ti tenevano lontano da loro? Cristosanto, cosa cazzo ci fai dall’altra parte dell’oceano a fare conferenze stampa? Ma che vita fai?).
    Dev’essere il periodo dell’anno, dicevo, questa specie di lungo e umido sabato del villaggio nel quale mi invitano a cena, una di quelle riunioni che ogni tanto si fanno per rimettere intorno a un tavolo vecchi amici e fare quattro risate e raccontarsi qualche cazzata di poco conto, leggerezza allo stato puro, e declino perchè in fondo sto meglio da solo ad ascoltare il concerto di un gruppo di sessantenni che cantano le canzoni di un poeta morto troppo giovane; dev’essere il periodo dell’anno, perchè riduco – un po’ consapevolmente e un po’ no – il mio microcosmo a una voce narrante, tre persone fisiche e due catodiche, quelle che si alternano sullo schermo tirandosi addosso una pallina su un prato inglese. Rimangono un caffè in uno sperduto autogrill e qualche decina di chilometri in autostrada, in silenzio, tenendo di fronte le luci della città che si avvicina; poi, è lunedì.

    04/07/2008

    Meriti

    Filed under: — JE6 @ 13:46

    Francamente non so chi è peggio tra coloro che chiedono che il ministro Mara Rosaria Carfagna si dimetta per aver soddisfatto carnalmente il PresDelCons e coloro che lamentano che il ministro Mara Rosaria Carfagna viene attaccata “in quanto donna”. Un pompino non ha rilevanza penale, e in fondo non dovrebbe avere nemmeno rilevanza politica, ma non è colpa di nessuno se il ministro Mara Rosaria Carfagna è una donna. Nella mia ingenuità, suppongo che il ministro Mara Rosaria Carfagna sia stata nominata tale in virtù di chiari meriti acquisiti sul campo di battaglia: certo, a ben pensarci si può lottare anche sotto le lenzuola.

    03/07/2008

    Pausa

    Filed under: — JE6 @ 17:50

    Il titolare qui si appoggia al davanzale, e si ferma un giro.

    02/07/2008

    Toh

    Filed under: — JE6 @ 13:08

    Il centrodestra si è accorto che Alitalia sta fallendo e che saranno necessari “sacrifici”.
    [Meglio tardi che mai, dirà qualcuno – ma ad occhio e croce in questo caso era meglio mai che tardi]
    [E poi, trovalo un altro Spinetta adesso]
    Repubblica.it

    Professionisti

    Filed under: — JE6 @ 09:07

    Qualche giorno fa, per ironizzare sull’elezione di Vittorio Sgarbi a sindaco di un paese della provincia di Trapani, scrivevo che “Forse quello del politico o dell’amministratore pubblico va davvero considerato come un mestiere – una cosa che impari a fare e magari fai per tutta la vita”.
    Oggi Luca – nel raccontare di non poter partecipare alla riunione della Direzione Nazionale del PD della quale fa parte da pochi giorni, e criticando il metodo di convocazione (un avviso ricevuto sei giorni prima della riunione stessa) – chiude in questo modo: “così si consente di occuparsi di politica solo a chi non ha altro da fare che partecipare alle riunioni della direzione nazionale. Che può anche andar bene, basta mettersi d’accordo e non lamentarsi più dei professionisti della politica”.
    Non ho potuto fare a meno di ricordare il commento lasciatomi da Elena, assessore da 7 anni in un comune dell’Emilia Romagna, di cui riporto la prima frase: “no, non è un mestiere. è una passione, è una responsabilità. quando fai il sindaco normalmente vai in aspettativa dal tuo lavoro, quando fai l’assessore puoi anche fare un altro lavoro ma devi essere in grado di dedicare il giusto tempo al “fare l’assessore”. non esistono sabati e domeniche, nè sere, per chi fa il pubblico amministratore”. Ho pensato che Elena, in poche parole, ha spiegato tutto e che Elena, pur non considerandosi tale perchè continua ad avere quello che noi poveri di spirito definiremmo “un lavoro vero” è a tutti gli effetti una professionista della politica: il che, per il sottoscritto, è tutt’altro che un demerito – e se io fossi un cittadino del comune nel quale lei fa l’assessore sarei ben contento di essere amministrato da una persona così.
    A Luca dico che una convocazione a sei giorni non è uno scandalo, nella vita delle aziende – dove le persone sono a volte più occupate e spesso meno flessibili nella gestione dei tempi rispetto ai liberi professionisti – è una pratica piuttosto comune, e quando la si riceve si prova a fare in modo di adattarsi alle superiori esigenze: se l’obiezione è “d’accordo, ma quello di membro della Direzione Nazionale del PD non è il mio lavoro”, ritorniamo alle parole di Elena, e per quanto mi riguarda a dirci che forse di professionisti della politica ce ne vorrebbero di più, e non di meno.
    Squonk, Wittgenstein, Senza aggettivi

    01/07/2008

    Feedati di me (again)

    Filed under: — JE6 @ 16:36

    Scusate, ma a voi i feed di questo simpatico accrocchio chiamato Squonk funzionano?
    ‘Sti cosi qui, dico:
    http://www.blogsquonk.it/wp-rss2.php
    http://feeds.feedburner.com/Squonk
    Che qui non ci si capisce un accidente.