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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. (Gabriel Garcia Marquez)
Ho sentito parecchia gente criticare – con ragione – il boicottaggio della campagna elettorale di Giuliano Ferrara. Ne ho sentita un po’ meno criticare il boicottaggio del trasferimento della fiaccola olimpica.
Poi magari rifletti sulla differenza tra una persona e un pezzo di alluminio (e tra chi minaccia e aggredisce una persona – quella persona – e chi minaccia e aggredisce un pezzo di alluminio), e capisci di chi sia stata la vera distrazione.
Ciao, L.
A parte il fatto che il pezzo di alluminio in questione non se ne va in giro da solo, continuo a trovare bizzarro che non si consideri l’impedimento del passaggio della fiaccola una sciocchezza (eufemismo) equivalente all’impedimento del comizio elettorale di Ferrara (o di chiunque altro). A quanto mi consta, in democrazia si usano – o si dovrebbero usare – altri strumenti per manifestare dissenso. A meno che i sacri diritti di un giornalista-politico italiano non siano un po’ più sacri di altri, e allora va bene tutto.
Tirare le uova addosso non usa tra gente educata, vero. Se si scende in piazza con fare ed atteggiamento provocante ed indisponente le uova vanno tenute in conto…, è pieno di gente maleducata. Il pezzo di alluminio non se ne va in giro da solo, vero. Il pezzo di alluminio se ne va in giro portato da una mano e spinto dal governo di una nazione di di un miliardo e passa di persone che, attraverso quel pezzo di alluminio cerca di riscattare decenni di arretratezza ed oppressione. Per l’arretratezza stanno provvedendo, per l’oppressione pare ci sia da attendere. Spegnere quella fiamma – simbolo di pace e libertà – per “sollecitare” il rispetto dei diritti civili, mi pare cosa legittima, mica si va a bastonare il tedoforo, no? E – se posso – trovo curioso che oggi tutti si scaglino contro la Cina accusandola di continuare a fare ciò che ha sempre fatto, e nessuno si occupa del C.I.O. che alla Cina dei Laogai ha assegnato i Giochi.
E’ che siamo tutti un po’imbarazzati a discutere di che caspita fare adesso con le Olimpiadi (io per primo, che per me il fuoco di Olimpia è sacre, e i diritti umani pure.)
Sergio, la tua illazione sui sacri diritti di un giornalista è maligna e infondata. Quello che è in questione è la sgradevole vigliaccheria di mettersi in tanti contro uno, chiunque sia quell’uno e qualsiasi cosa dica, e costringerlo a lasciare un palco spintonato e stretto in mezzo a dei poliziotti con gente che urla cose odiose a lui, e solo a lui (non gli urlano “la tua campagna è sbagliata”, gli urlano “vaffanculo, ciccione”). Poi se qualcuno vuole fare benaltrismo e dire che anche-lui-però o c’è-di-peggio, faccia pure: ma la logica del se l’è cercata somiglia a quella che giustifica gli stupratori di prostitute.
L.
Sono vecchio e un poco strano. Se capita tirerò pomodori e uova marce a Ferrara con dolcezza e, educatamente, gli dirò – scusa ciccione – . Tutto questo perché considero lui l’illiberale e non quelli che lo contestano. Per il medesimo motivo credo non sia disdicevole prendersela con la fiaccola olimpica.
Ecco. Se si potesse fare come con Bossi a Venezia, denuncerei Ferrara per vilipendio alla donna. Democrazia è una cosa, ma poter permettere comizi su bestialità mi fa prudere le mani.
Sarà sbagliato. Ma io avrei lanciato uova e gallina inclusa. Modello Hot Shot.
Luca, non faccio nessuna illazione. Tanto è vero che nel post scrivo che molti hanno criticato con ragione il boicottaggio della campagna di Ferrara; faccio notare che una delle motivazioni – la principale, direi – alla base di queste critiche è che “in democrazia questo non si fa”: e sono d’accordo. Quindi, applicando lo stesso criterio, penso che si dovrebbe criticare anche chi fa violenza alla democrazia impedendo la manifestazione della fiaccola olimpica. Sono cose diverse, lo so: ma a me sembra una dimostrazione di strabismo, non so quanto interessato.
Luca, intendi dire che se Ferrara fosse magro non ci sarebbe alcuna campagna contro le sue posizioni politiche sull’aborto?
Sergio, mi sfugge perché in democrazia non si possa manifestare in modo vigoroso contro olimpiadi tenute in un paese che pratica il genocidio, o, per dire, assaltare in gommone baleniere imbrattandole di vernice rossa, o persino tirare un uovo a un leader politico (non mi risulta l’uovo un oggetto contundente). Per quello che ne capisco io: dato che palesemente nessuno di questi atti è in grado di impedire, di per sé, ciò a cui si oppone (la politica cinese in Tibet, la pesca delle balene, l’eventuale modifica della 194 in senso restrittivo), ma si propone piuttosto come azione di propaganda che usa olimpiadi, baleniere e candidati come simbolo, vuoi perché sia un giorno impedito ciò che rappresentano (la pesca), o viceversa perché siano sconfitte le politiche che rappresentano, le cose andrebbero viste nella loro esatta misura e non commisurate subito a un attentato con le armi ai diritti altrui e alla democrazia. Quindi secondo me si dovrebbe ritenere, fatto salvo il diritto di chiunque avere opinioni diverse in merito, che sia legittimo in democrazia che per alcuni la vita delle balene valga più di una fiancata di nave sporcata, la vita dei tibetani più di un simbolo spento (e poi riacceso) per qualche ora, la dignità delle donne più di una giacca mandata in tintoria.
In democrazia tutti hanno diritto di sostenere le proprie idee, e tutti il diritto di contestarle – in modi legittimi, quindi non sparando ma usando di certo tutti i metodi storicamente ammessi persino nei teatri, pomodori e uova comprese. Viceversa si confonde, secondo me, la democrazia con la sterilizzazione delle posizioni e del conflitto politico, con il volemose bene, o si restringe l’esprimere opinioni sulla pubblica piazza all’urbano e tutto sommato comodo e non sporchevole fioretto di bit tra pochi intimi.
sul lancio di uova a Ferrara dico solo una cosa: è in momenti come questi che si avverte la scarsità di struzzi
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April 7th, 2008 at 22:28
Poi magari rifletti sulla differenza tra una persona e un pezzo di alluminio (e tra chi minaccia e aggredisce una persona – quella persona – e chi minaccia e aggredisce un pezzo di alluminio), e capisci di chi sia stata la vera distrazione.
Ciao, L.
April 8th, 2008 at 00:12
Ma se per semplificare le cose facessimo portare la fiaccola a Ferrara?
April 8th, 2008 at 00:18
Il teo-doforo, insomma.
April 8th, 2008 at 06:41
A parte il fatto che il pezzo di alluminio in questione non se ne va in giro da solo, continuo a trovare bizzarro che non si consideri l’impedimento del passaggio della fiaccola una sciocchezza (eufemismo) equivalente all’impedimento del comizio elettorale di Ferrara (o di chiunque altro). A quanto mi consta, in democrazia si usano – o si dovrebbero usare – altri strumenti per manifestare dissenso. A meno che i sacri diritti di un giornalista-politico italiano non siano un po’ più sacri di altri, e allora va bene tutto.
April 8th, 2008 at 07:52
Tirare le uova addosso non usa tra gente educata, vero. Se si scende in piazza con fare ed atteggiamento provocante ed indisponente le uova vanno tenute in conto…, è pieno di gente maleducata. Il pezzo di alluminio non se ne va in giro da solo, vero. Il pezzo di alluminio se ne va in giro portato da una mano e spinto dal governo di una nazione di di un miliardo e passa di persone che, attraverso quel pezzo di alluminio cerca di riscattare decenni di arretratezza ed oppressione. Per l’arretratezza stanno provvedendo, per l’oppressione pare ci sia da attendere. Spegnere quella fiamma – simbolo di pace e libertà – per “sollecitare” il rispetto dei diritti civili, mi pare cosa legittima, mica si va a bastonare il tedoforo, no? E – se posso – trovo curioso che oggi tutti si scaglino contro la Cina accusandola di continuare a fare ciò che ha sempre fatto, e nessuno si occupa del C.I.O. che alla Cina dei Laogai ha assegnato i Giochi.
P.S.: Mi inchino davanti al “Teo-doforo”.
April 8th, 2008 at 08:21
E’ che siamo tutti un po’imbarazzati a discutere di che caspita fare adesso con le Olimpiadi (io per primo, che per me il fuoco di Olimpia è sacre, e i diritti umani pure.)
April 8th, 2008 at 08:35
Sergio, la tua illazione sui sacri diritti di un giornalista è maligna e infondata. Quello che è in questione è la sgradevole vigliaccheria di mettersi in tanti contro uno, chiunque sia quell’uno e qualsiasi cosa dica, e costringerlo a lasciare un palco spintonato e stretto in mezzo a dei poliziotti con gente che urla cose odiose a lui, e solo a lui (non gli urlano “la tua campagna è sbagliata”, gli urlano “vaffanculo, ciccione”). Poi se qualcuno vuole fare benaltrismo e dire che anche-lui-però o c’è-di-peggio, faccia pure: ma la logica del se l’è cercata somiglia a quella che giustifica gli stupratori di prostitute.
L.
April 8th, 2008 at 08:48
Sono vecchio e un poco strano. Se capita tirerò pomodori e uova marce a Ferrara con dolcezza e, educatamente, gli dirò – scusa ciccione – . Tutto questo perché considero lui l’illiberale e non quelli che lo contestano. Per il medesimo motivo credo non sia disdicevole prendersela con la fiaccola olimpica.
April 8th, 2008 at 10:17
Ecco. Se si potesse fare come con Bossi a Venezia, denuncerei Ferrara per vilipendio alla donna. Democrazia è una cosa, ma poter permettere comizi su bestialità mi fa prudere le mani.
Sarà sbagliato. Ma io avrei lanciato uova e gallina inclusa. Modello Hot Shot.
April 8th, 2008 at 15:29
Luca, non faccio nessuna illazione. Tanto è vero che nel post scrivo che molti hanno criticato con ragione il boicottaggio della campagna di Ferrara; faccio notare che una delle motivazioni – la principale, direi – alla base di queste critiche è che “in democrazia questo non si fa”: e sono d’accordo. Quindi, applicando lo stesso criterio, penso che si dovrebbe criticare anche chi fa violenza alla democrazia impedendo la manifestazione della fiaccola olimpica. Sono cose diverse, lo so: ma a me sembra una dimostrazione di strabismo, non so quanto interessato.
April 8th, 2008 at 20:46
Luca, intendi dire che se Ferrara fosse magro non ci sarebbe alcuna campagna contro le sue posizioni politiche sull’aborto?
Sergio, mi sfugge perché in democrazia non si possa manifestare in modo vigoroso contro olimpiadi tenute in un paese che pratica il genocidio, o, per dire, assaltare in gommone baleniere imbrattandole di vernice rossa, o persino tirare un uovo a un leader politico (non mi risulta l’uovo un oggetto contundente). Per quello che ne capisco io: dato che palesemente nessuno di questi atti è in grado di impedire, di per sé, ciò a cui si oppone (la politica cinese in Tibet, la pesca delle balene, l’eventuale modifica della 194 in senso restrittivo), ma si propone piuttosto come azione di propaganda che usa olimpiadi, baleniere e candidati come simbolo, vuoi perché sia un giorno impedito ciò che rappresentano (la pesca), o viceversa perché siano sconfitte le politiche che rappresentano, le cose andrebbero viste nella loro esatta misura e non commisurate subito a un attentato con le armi ai diritti altrui e alla democrazia. Quindi secondo me si dovrebbe ritenere, fatto salvo il diritto di chiunque avere opinioni diverse in merito, che sia legittimo in democrazia che per alcuni la vita delle balene valga più di una fiancata di nave sporcata, la vita dei tibetani più di un simbolo spento (e poi riacceso) per qualche ora, la dignità delle donne più di una giacca mandata in tintoria.
In democrazia tutti hanno diritto di sostenere le proprie idee, e tutti il diritto di contestarle – in modi legittimi, quindi non sparando ma usando di certo tutti i metodi storicamente ammessi persino nei teatri, pomodori e uova comprese. Viceversa si confonde, secondo me, la democrazia con la sterilizzazione delle posizioni e del conflitto politico, con il volemose bene, o si restringe l’esprimere opinioni sulla pubblica piazza all’urbano e tutto sommato comodo e non sporchevole fioretto di bit tra pochi intimi.
April 9th, 2008 at 12:50
sul lancio di uova a Ferrara dico solo una cosa: è in momenti come questi che si avverte la scarsità di struzzi