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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    21/10/2003

    Filed under: — JE6 @ 09:05

    Scene dal Bar dello Sport
    Io Biscardi, tu Zamparini, lui Jacobelli
    Funziona più o meno così: un ardito propone – così, senza nessun particolare motivo – un qualsiasi argomento di discussione, diciamo il ruolo e la capacità del blog(ger) di essere facitore di opinione e quindi influenzatore (anche) di comportamenti di acquisto; per non restare nel mondo dei massimi sistemi, decide di corroborare la sua argomentazione con un esempio, diciamo il ruolo acquisito da un quotidiano (Il Foglio) nel cosiddetto panorama cultural-politico italiano; a quel punto, il primo degli astanti, non senza aver ordinato un bianchino spruzzato, inizia una dotta dissertazione sul sunnominato quotidiano, sui suoi dati di vendita e sulle storture che caratterizzano il mercato editoriale italiano; un altro avventore alza gli occhi da pagina cinque della Gazzetta e sostiene che, sì, venderà anche poco, ma per fortuna quel quotidiano esiste, e di questo bisogna ringraziare un’avvenente signora molto ben maritata; il barista asciuga il bancone e, preparando l’ennesimo caffè, fa notare che la sopra menzionata signora ha un paio di tette che lui se le sogna la notte, ed inizia una rapida ma dettagliata descrizione di quali acrobatiche posizioni farebbe assumere alla protagonista dei suoi deliri onirici; dal biliardo si leva la voce fumosa di un signore che sostiene che, in quanto a tette, la signora ben maritata vale assai poco, se messa in confronto alla più recente accompagnatrice del centravanti di quella squadra che ha vinto l’ultimo scudetto quando nelle strade cittadine giravano ancora i velocipedi; il suo sfidante appoggia al tavolo la stecca e comincia ad inveire contro i giovanotti che guadagnano miliardi (perchè i conti in Euro non gli vengono ancora un granchè bene) e passano le loro serate nei locali a scopare a destra e a manca e poi quando giocano la domenica sbagliano i gol soli davanti alla porta; l’aiutante del barista ricorda allo sfidante del signore dalla voce fumosa che beati loro che guadagnano e scopano, e che quella è solo invidia; dalla porta entra il ragioniere che abita al civico numero cinque e…
    Di cosa stavamo parlando?

    26 Responses to “”

    1. riccionascosto Says:

      Non lo so più, però un cappuccino lo berrei volentieri, sir Squonk.

    2. utente anonimo Says:

      Direi che non si può ESIGERE che una discussione vada assolutamente per il verso che si IMMAGINA (nella propria testa). A me pare lapalissiano, ma so di certezze che non son tali per tutti, quindi è probabile che sbagli.

    3. Squonk Says:

      Non penso che una discussione debba per forza andare in una data direzione. Penso però che la tentazione di partire per la tangente sia fortissima, e di rado siamo capaci di resistervi.

    4. riccionascosto Says:

      E a volte è così bello lasciarsi trascinare dalla corrente… perchè ostinarsi a rimanere all’ancora?

    5. gtraina Says:

      di niente. stiamo parlando di niente.

    6. riccionascosto Says:

      Oh, Chiarissimo… un cappuccino anche lei?

    7. Squonk Says:

      Oh, per piacere, non iniziamo con gli OT. Fate i bravi, please (e questa è casa mia, e qui comando io…).

    8. riccionascosto Says:

      Veramente eravamo in tema… di bar. Comunque, se le diapiace così tanto, vado via subito (dopo il licenziamento di ieri, le mie azioni sono proprio in calo).

    9. georgia Says:

      Mi ricorda un recente poster pubblicitario per The Economist: “Can you keep people interested or are they easily ooh look, a pigeon” (sorriso)

    10. Squonk Says:

      Gemella, non si adonti, la prego. Torni.

    11. riccionascosto Says:

      Allora non vuol più sapere chi viene e chi va, sir Squonk?

    12. KeyContact Says:

      Caro squonk (bentornato, tra l’altro), giorni fa mi è toccato sostenere una discussione con i laZZiali indignati perché in un manifesto sul tema diritto di voto agli immigrati, i DS avevano messo lafoto di un bambino extracomunitario, con la didascalia (erano più di una) “tifa per totti”
      Sarebbe carino chiedere a quell’ottantina di extracomunitari morti sul barcone al largo di lampedusa, se è meglio mettere totti o mancini, sui manifesti dei DS …..

    13. Squonk Says:

      Key, ci siamo capiti. Esempio estremo e triste. A proposito, auguri al pargolo (e il post, nella sua semplicità, è splendido).

    14. gilgamesh Says:

      Il niente è un argomento assolutamente affascinante, volendone parlare.
      I pensatore greci ad esempio eran terrorizzati da due concetti: il vuoto e l’infinito. Il tentativo di negare la possibilità del primo portò a teorizzare quello che poi i latini deifinirono “horror vacuii”, per il secondo a inventare il concetto matematico di limite, poi ripreso nell’analisi differenziale.
      Gli Indiani e i Cinesi non avevano simili complessi, tanto che inventarono strumenti concettuali che utilizziamo ancor oggi, senza piena coscienza d’essergli debitori, in molte discipline.
      Ma torniamo all’argomento del post.
      La sua, Sir Squonk, è una bella metafora dell’andamento della discussione. Altrove propongono un calendario 2004 con la signora Soncini, e altre idee relative alla signora temo irriferibili.
      Quel che m’è piaciuto di più, e penso sia il commento più in tema, è il riferimento della dott.ssa Georgia Buba al manifesto pubblicitario inglese.
      Direi azzeccatissimo.
      Mi piacerebbe sapere che ne pensa la sorella nascosta. Che ho letto con discreto disappunto definire “ragazza acidella”…
      E ora scusate, c’è un bellissimo volo di piccioni e tortore, qua fuori.

    15. KeyContact Says:

      Se torni indietro di qualche giorno, trovi anche le foto, del capolavoro …..
      Ma sono anche stupito di questa querelle pro/contro sofri e/o soncini, come per la querelle totti o non totti, ho solo una risposta: ma si ha qualcosa di meglio da fare, che perdere tempo con ‘sta gente ? (che poi uno di sinistra che scrive sul foglio, vabbè, sorvolo)

    16. Squonk Says:

      Dal mio punto di vista – fottendomene allegramente della Soncini – il punto non è Sofri. E’ l’iconoclastia a gratis, che spesso sfocia nel penoso fenomeno detto “invidia del blog”: tu hai un blog di successo, tu sei una merda (mi si passi il francesismo). LS non è altro che un simbolo, sostituisci pure il suo nome con quello di una qualunque altra cosiddetta blogstar. Insomma, sarebbe bello lavorare di astrazione, pur utilizzando esempi concreti. Quanto a chi, di sinistra, scrive sul Foglio: beh, su molti giornali americani, in primis il NYT, esiste una sezione chiamata Op-Ed, che ospita chi la pensa in modo diverso rispetto alla “linea” del giornale. A me pare una cosa buona.

    17. KeyContact Says:

      E’ una cosa buona fuori dai confini patri, non in Italia, la patria dell’inciucio, volendo dietrologizzare ho sempre pensato che LS scriva sul foglio per i buoni uffici del padre, che anche se dietro le sbarre rimane persona che conta …. (futuro ministro di giustizia del governo ulivista ?)
      In quanto all’invidia da blog, ah ecco, mi è nuova, e aliena quanto può essere alieno ET; in quattro parole secche “ho altro fa dare”
      E siccome il tuo blog è più bello e intellettualmente impregnato del mio, finisce pure che lo linko, tiè !

    18. KeyContact Says:

      Bellissimo lo strafalcione di cui sotto (“fa dare”), si vede che non sto propriamente bene, vero ? (e posterò anche quel tuo scritto sul prendersi sul serio, dedicandolo ovviamente a quelli che pensano mi prendo troppo sul serio)

    19. utente anonimo Says:

      Si parte per la tangente da un’analisi difettosa del testo, in my humblissima opinione.

    20. AdRiX Says:

      Caro Goppai, del ruolo del blogger come facitore di opinione eccetera eccetera comincio ad essere stufo. Va bene per qualunque attività chiedersi che senso abbia per decidere la rotta, ma non esageriamo! Cominciamo a generare sostanza, sia essa fuffa, scienza, poesia, informazione o onanistica applicata e vediamo che succede. Altrimenti siamo solo facitori di schiuma informativa, o come lo chiamerebbe propriamente il tecnico delle telecomunicazioni, di rumore.

    21. Effe Says:

      Si parte con una meta, e chissà dove si arriva. Questa è la vita. Oppure è il blog.

    22. Squonk Says:

      Goppai, è nervoso? Ma mi faccia capire che cosa significa “generare sostanza”. Un’opinione è sostanza? Una segnalazione (tipo Kurzwail e Kapor) è sostanza? Sì? Allora stiamo dicendo la stessa cosa. No? Allora mi spieghi.

    23. AdRiX Says:

      Nervoso? Leggermente, ancora non ho fumato una sigaretta! Volevo dire che secondo me lo spazio secondo me eccessivo che la bloggologia e la blogosferologia stanno assumendo nella blogosfera è un sintomo negativo. Come quando un musicista invece di fare concerti o dischi si mette a teorizzare, a far cinema, a fare opinione. Solitamente, ciò indica che ha finito il propellente creativo. Guardandomi attorno vedo blogger BRAVI (e uno sei tu, caro Squonk) che parlano di blog, quando invece potrebbero fare blog. Non so se mi sono riuscito a spiegare.

    24. Squonk Says:

      Non so. Forse hai ragione, forse no. Cerco di spiegarti come la vedo. La blogosfera non è un’entità aliena disgiunta dalla “vita reale”. No. Io e te abbiamo gli stessi pregi e gli stessi difetti sia davanti alla tastiera che davanti al bancone del bar del post. Allora, parlare della blogosfera significa parlare di una fetta di vita. Ragionare sulla blogosfera significa ragionare su una fetta di vita. A me non sembra tempo sprecato; certo, bisogna lavorare un po’ per astrazione, ma non dovrebbe essere troppo difficile.

    25. gtraina Says:

      it’s still baloney, baby.

    26. AdRiX Says:

      Cito: parlare della blogosfera significa parlare di una fetta di vita. Vero. Tuttavia, la blogosfera mi piace soprattutto quando mi rappresenta la vita dei/lle blogger dietro i blog. Quando mi fa trovare luoghi della rete fuori dalla blogosfera stessa. E’ laggiù, nella rete e al di fuori di essa che il gioco si fa davvero interessante.

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