Melius abundare
Ora il titolo è corretto. Chiedo venia al Chiarissimo ed ai conoscitori del latino.
Passi che un signore arrestato per riciclaggio possieda un cannone, un bazooka, alcuni mortai, bombe a mano e qualche fucile mitragliatore. Magari ama andare a caccia.
Ma santodio, cosa se può fare di due (2) cacciabombardieri Mig?
E di quale malattia degenerativa può soffrire uno che riempie capannoni dell’Oltrepo pavese con oltre mille (1000) motociclette e cinquecento (500) automobili?
Sarà per premunirsi dagli scioperi dei mezzi pubblici?
Corriere della Sera, off-line
24/10/2003
23/10/2003
Lobbying
Lobbying
Di tanto in tanto, non dimenticate di andare da queste parti.
Chissà mai che, di fronte ad amici e viandanti vari, il padrone di casa…
22/10/2003
Lo spettacolo è assicurato
Ragazzi, Howard Beale ed il Chiarissimo. Senza ironia, giuro, è un piacere leggerli. Chez una parente del Chiarissimo.
PS – A me, questo Beale… mah.
Capire il mondo
La consapevole difesa della propria intelligenza – e, mi spingo a dire, della propria dignità – è un’opera alla quale ciascuno si dovrebbe dedicare, chessò, almeno un’oretta al giorno. Una cosa tipo cento flessioni e dieci minuti di stretching per mantenere il tono muscolare, ecco.
Come, però, è faccenda complessa.
Tutto sommato, si fa in fretta a dire “leggi buoni libri, vai per musei, ascolta buona musica, guarda buoni film” e così via. Ma il dubbio che il libro che si sta leggendo, il museo che si sta visitando, l’album che si sta ascoltando, il film che si sta guardando, in altre parole le fonti di conoscenza e cultura alle quali ci si sta abbeverando non siano “buone” è un dubbio sempre più forte.
Da un lato perchè è – forse – impossibile definire il “buono” in sè, stabilire criteri qualitativi oggettivi. Per intenderci, c’è qualcuno che può argomentare che Bruce Chatwin è uno scrittore “migliore” di Paolo Villaggio (mia personale opinione: due a zero per Villaggio, ma conosco brutti ceffi che la pensano in modo del tutto diverso, poveri loro)?
Ma fin qui, siamo nel campo del trito e ritrito. Mi interessa di più pensare a ciò che è “buono” in quanto “utile”, se non altro a capire il mondo. E qui la confusione è massima. Mi serve guardare “L’isola dei famosi“, leggere “Il momento è catartico“, ascoltare “The Eminem Show” per capire dove cazzo sto vivendo?
Parlo volutamente di cose che mi fanno venire l’orticaria, e parlo volutamente di cose (scusate, “opere” mi pare davvero eccessivo, e “prodotti” comunque limitativo) che vengono viste, lette, ascoltate da milioni di persone in tutto e per tutto identiche al sottoscritto – alfiere della medietà contemporanea.
Io ho dei gran dubbi. Mi piacerebbe poter rispondere “no”, ma temo di dover rispondere “sì”. E voi, viandanti chez Squonk, che ne pensate?
21/10/2003
Scene dal Bar dello Sport
Io Biscardi, tu Zamparini, lui Jacobelli
Funziona più o meno così: un ardito propone – così, senza nessun particolare motivo – un qualsiasi argomento di discussione, diciamo il ruolo e la capacità del blog(ger) di essere facitore di opinione e quindi influenzatore (anche) di comportamenti di acquisto; per non restare nel mondo dei massimi sistemi, decide di corroborare la sua argomentazione con un esempio, diciamo il ruolo acquisito da un quotidiano (Il Foglio) nel cosiddetto panorama cultural-politico italiano; a quel punto, il primo degli astanti, non senza aver ordinato un bianchino spruzzato, inizia una dotta dissertazione sul sunnominato quotidiano, sui suoi dati di vendita e sulle storture che caratterizzano il mercato editoriale italiano; un altro avventore alza gli occhi da pagina cinque della Gazzetta e sostiene che, sì, venderà anche poco, ma per fortuna quel quotidiano esiste, e di questo bisogna ringraziare un’avvenente signora molto ben maritata; il barista asciuga il bancone e, preparando l’ennesimo caffè, fa notare che la sopra menzionata signora ha un paio di tette che lui se le sogna la notte, ed inizia una rapida ma dettagliata descrizione di quali acrobatiche posizioni farebbe assumere alla protagonista dei suoi deliri onirici; dal biliardo si leva la voce fumosa di un signore che sostiene che, in quanto a tette, la signora ben maritata vale assai poco, se messa in confronto alla più recente accompagnatrice del centravanti di quella squadra che ha vinto l’ultimo scudetto quando nelle strade cittadine giravano ancora i velocipedi; il suo sfidante appoggia al tavolo la stecca e comincia ad inveire contro i giovanotti che guadagnano miliardi (perchè i conti in Euro non gli vengono ancora un granchè bene) e passano le loro serate nei locali a scopare a destra e a manca e poi quando giocano la domenica sbagliano i gol soli davanti alla porta; l’aiutante del barista ricorda allo sfidante del signore dalla voce fumosa che beati loro che guadagnano e scopano, e che quella è solo invidia; dalla porta entra il ragioniere che abita al civico numero cinque e…
Di cosa stavamo parlando?
20/10/2003
Sono un idiota
Nonchè masochista, ma questo l’ho già scritto.
See you tomorrow.
Per capirsi: il blog manager di Squonk si scusa pubblicamente per la piega biscardiana con cui ha iniziato la settimana. Fa ammenda, chiede venia e torna a lavorare.