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    22/05/2006

    Derive

    Filed under: — JE6 @ 09:09

    Continuo ad essere convinto che Report sia un’ottima trasmissione, resa ancora più preziosa dal fatto di essere una delle pochissime a praticare il famoso “giornalismo d’inchiesta”. Però mi sembra di notare una specie di deriva in stile “Mi manda RaiTre”, sia nei toni che nella descrizione dei fatti.
    Ieri sera, ad esempio, parlando dei bilanci Parmalat, gli autori del servizio hanno puntato l’indice su Deloitte ma non hanno parlato di Grant&Thornton; a quanto mi ricordo, la prima certificava il bilancio consolidato del gruppo, ma la seconda aveva l’incarico per i bilanci delle società operative – cioè quelli dove effettivamente si nascondevano le frodi; e la differenza, non occorre essere degli esperti di finanza o di contabilità, non è di poco conto.
    Sempre ieri sera, tanto gli autori dell’inchiesta quanto la Gabanelli si sono mostrati grandemente scandalizzati per quello che, secondo loro, è l’iniquo trattamento che le compagnie assicurative riservano alle donne quando queste iniziano a riscuotere le rate delle loro pensioni integrative (per farla breve: a parità di condizioni di età e di versamenti, un uomo riscuote mensilmente una somma maggiore rispetto ad una donna, che ha però un’aspettativa di vita decisamente più elevata e quindi, presumibilmente, incasserà una somma più piccola ma per un periodo di tempo più lungo), senza spiegare che, se non si applicano cautele di questo tipo, si fa facilmente la fine dell’INPS.
    Insomma, a me la Gabanelli continua a piacere – e molto; non vorrei vederla trasformata in un clone di Lubrano, di Vianello o – Dio ci scampi – di Anna Bartolini.

    14 Responses to “Derive”

    1. john Says:

      Gia essere la Gabanelli dovrebbe bastare

    2. Anna Says:

      Per quanto riguarda il caso Parmalat, ti dico solo che la consulente del tribunale (l’hanno inquadrata per circa tre minuti, mentre descriveva le mail di Nextra) ha prodotto una doppia perizia in 5 mesi e in Tribunale ha mostrato qualcosa come 360 slide. Il che significa che ci vorrebbero ottocento puntate di Report per sviscerare a fondo il problema Parmalat. E capire il coinvolgimento di banche, advisor, revisori e gli stessi top manager.
      Sto pensando di cambiare tesi, appunto 😉

      Sulle pensioni integrative hanno sparato un po’ di cazzate. Ad esempio, ad inizio puntata il giornalista sommava pere con mele, ovvero rendimenti percentuali positivi con negati su quote capitali diverse con orizzonti temporali differenti..insomma un casino fuorviante. Sulla differente somma destinata ad uomini e donne: l’aspettativa di vita delle donne è più alta. Usano le stesse tabelle usate dalle assicurazioni. E non ci vedo nulla di strano.

      In generale la trasmissione è ben fatta, solo che quando si tratta di scegliere chi intervistare, non vanno mai a bussare alle porte giuste (vedi il matematico di ieri, nientaffatto convincente).

    3. Al Says:

      Resta il fatto che alla singola persona, delle statistiche non gliene cale; una donna che riscuote meno e muore dopo 5 anni ha semplicemente riscosso meno, il fatto che un’altra abbia riscosso per 45 anni e’ ininfluente. La statistica funziona per la societa` di assicurazioni, non per gli assicurati….

    4. Antonio Says:

      Report discende in qualche modo dalla famiglia del giornalismo d’assalto o giornalismo verità introdotta a suo tempo da Santoro, che era un tentativo di riportare pubblico a un’informazione paludata e in crisi facendo ricorso alla spettacolarizzazione, alle interviste di piazza, al filmato in presa diretta che smaschera e si ritiene il mezzo più fedele e veritiero. Questo modo di procedere aveva un senso allora, in un momento in cui c’era da sollevare un velo di ipocrisie e connivenze che poi sarebbe esploso con tangentopoli, e ha un senso adesso con un’informazione ridotta a lumicino nel clima di censura preventiva degli ultimi anni. Però ha anche notevoli controindicazioni, come tutte le soluzioni di ripiego. Vale a dire pensare che il potere taumaturgico della videocamera, unito alla ricerca di argomenti che presentino la caratteristica di essere “denunciabili”, basti a fare buon giornalismo, saltando a pie pari quelle fasi necessarie del mestiere come la verifica, la controverifica e l’interpretazione dei fatti.
      A me poi la Gabanelli di suo, dopo averla sentita da Fazio, piace ancora meno del suo programma.

    5. Effe Says:

      massì, meglio la De Filippi

    6. Squonk Says:

      Herr: non mi faccia della facile ironia. Quando si fa un’inchiesta, si fa anche divulgazione: si spiega a chi non sa. Ed è meglio spiegare bene, per continuare a restare credibili.
      Al: errore. Le statistiche servono agli assicurati, eccome. Ad esempio, a tutti coloro (maschi e femmine) che vivono oltre la media. Ma a parte questa rispostina facile facile, non mi pare che il caso del singolo smentisca la validità della regola applicata in generale. Non con questa formulazione che hai scelto, che è, come dire, un filo demagogica.

    7. laflauta Says:

      a me la bartolini piace.
      quando fa le comparazioni tra ferri da stiro è meravigliosa.

    8. Effe Says:

      Sir, l’ironia non è mai facile, per noi che ci tocca vivere sotto questo cielo.

    9. Massimo Morelli Says:

      Trovo che hai ragione (sulle pensioni). Eppure Report è il meglio che c’è. Forse gli altri si devono vergognare (almeno un po’).

    10. ilaLuna84 Says:

      “Però mi sembra di notare una specie di deriva in stile “Mi manda RaiTre”, sia nei toni che nella descrizione dei fatti.”

      Anch’io ho spesso la stessa impressione!

    11. Kerub Says:

      anche la menata che i 1000 parlamentari a libro paga dovrebbero riuscire a predirti la pensione…

    12. ermagister Says:

      ho l’impressione che funzioni meglio quando deve approfondire un ambito in qualche modo delimitato (Cremonini, finanziamenti alla stampa) frischia di far casino generalista quando affronta temi “vasti”.
      Poi, le tare del giornalismo d’assalto spesso escono fuori: nella puntata sugli OGM hanno forzato molto nel montaggio dei servizi le dichiarazioni dei ricercatori dell’Inran
      L’errore forse è di chi guarda una trasmissione comunque di ottimo livello con attese messianiche

    13. john Says:

      E’ che a volte sembrano più che giornalisti d’assalto sembrano dei capipopolo

    14. Antonio Says:

      ermagister: trovo che hai ragione e anche Morelli, se ci fosse intorno un panorama più livellato sulla qualità, si sentirebbero meno in dovere di forzare la mano.
      Io per inciso non sono del tutto contento nemmeno di ballarò, anche loro forse sofferenti da un clima da accerchiamento.
      Speriamo nominino presto il nuovo DG e che sia uno in grado di fare scelte con benefici immediati: far cadere qualche direttore di TG e responsabile dell’informazione, dare un po’ di ossigeno, tornare a livelli quasi decenti di giornalismo. Che caccino Vespa è osare troppo forse: mah speriamo.

      effe: chiedo venia

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