< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Running, standing still
  • Quello che te ne resta
  • Call the call a call
  • Dopo l’incidente
  • Play around it
  • Generale la guerra è finita
  • Dove è un lusso la fortuna c’è bisogno della luna
  • Esperienza
  • Guardando gli spettatori
  • Appena
  • September 2006
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    01/09/2006

    Prima Pavlov

    Filed under: — JE6 @ 15:06

    Il titolare, qui, è un ascoltatore piuttosto devoto di Prima Pagina. La qualità maggiore della trasmissione, per me, è senza dubbio la rotazione dei giornalisti che, per una settimana, hanno il compito di fare la rassegna stampa, per poi discuterne con gli ascoltatori (1). In un anno, Prima Pagina viene condotta da cinquantadue persone diverse, il che – grazie ad una certa consumata perizia nelle convocazioni – assicura varietà di personalità, impostazioni culturali, idee politiche. Pare poco, ma non lo è.
    Eppure, nonostante l’alternarsi al microfono di conduttori tra loro diversi come un hamburger di Burger King da uno di McDonald’s (2), giorno dopo giorno e settimana dopo settimana si ripete implacabilmente il rito del vaticinio in sedicesimo: viene letta l’intervista al ministro X, viene citata la dichiarazione del capogruppo al Senato Y, viene sillabato l’editoriale dell’opinionista Z, e si chiosa con la frase standard: che non mancherà di suscitare roventi polemiche nel dibattito politico (e/o culturale).
    Il fatto che non vi sia un solo conduttore capace di non rispettare questa regola, supponendo che non vi siano obblighi contrattuali al riguardo, fa pensare che sfuggirvi non sia possibile, proprio perchè quella frase non è una specie di semplice intercalare, ma è la previsione esatta di ciò che effettivamente succederà nel giro di poche ore. Fateci caso: editoriale critico il giovedì mattina, rinforzo da parte dell’avversario politico il giovedì pomeriggio, raffica di dichiarazioni pro e contro il giovedì sera, lettera di risposta da parte del criticato il venerdì mattina, rilancio del dibattito su un altro quotidiano il sabato, un altro paio di interventi di rilievo decrescente la domenica. Lunedì, pausa. Martedì, si riprende: intervista, reazioni all’intervista, editoriale di commento, smentita e/o chiarificazione da parte dell’intervistato, rilancio della polemica su un altro quotidiano, due-tre dichiarazioni di commento, stop. E così via. Pavlov, allo stato puro.
    Io, ogni volta che sento quella frase, avverto un incipiente attacco di orticaria; ma so che se mi trovassi davanti al microfono di Prima Pagina, finirei per tirare un lungo respiro, e poi pronuncerei le fatidiche parole: che non mancherà di suscitare roventi polemiche nel dibattito politico. Direi la verità, nè più, nè meno.
    RadioTre

    (1) Molti dei quali, come in qualunque trasmissione che consenta il loro intervento, tendono ad abbassare irreparabilmente il livello della trasmissione medesima, impiegando venti minuti a fare i complimenti al conduttore, salutare la redazione, tutti gli altri ascoltatori, lanciandosi poi in fluviali affermazioni – non domande, affermazioni – praticamente impossibili da fermare senza ricorrere alle cattive maniere. La telefonata in diretta è il più grande flagello della radiofonia moderna.
    (2) Se pensate che gli hamburger siano tutti uguali, l’unica cosa che riesco a pensare è che meritate Giovanni Rana. I suoi prodotti, non i suoi spot, naturalmente.

    Lo zoo è qui

    Filed under: — JE6 @ 10:50

    Il numero delle specie animali starà pure diminuendo, ma quelle ancora in servizio permanente effettivo si mettono d’impegno a farsi far del male. Così, in Norvegia devono costruire un recinto di venti chilometri per impedire alle renne di bivaccare nel centro di Hammerfest, e in Australia stanno pensando ad una campagna di trattamento anticoncezionale per canguri. La famiglia Angela si sta fregando le mani, sai le puntate di SuperQuark che riescono a farci sopra.
    Repubblica.it (la cosa dei canguri l’ho letta sugli schermi del servizio informazioni della metropolitana di Barcellona, andate sulla fiducia)