Lacerazioni
Sabato sera guardavo Fedele Confalonieri intervistato da Fabio Fazio. Lombrosianamente parlando, Confalonieri è il Milanese-che-fu. Come Gino Bramieri, per dire. Il cumenda cunt el coeur in man, arricchito da buone letture e altrettanto buoni ascolti.
Mi pareva sincero quando magnificava i successi imprenditoriali del suo amico e datore di lavoro. E mi pareva – ma chissà – che al tempo stesso si chiedesse “tu guarda cosa mi tocca fare”, forse pensando che ai cumenda si addice maggiormente piazzare mattoni su mattoni là dove una volta c’era l’erba, e persino mostrare in televisione delle belle tette grosse e morbide come meloni, piuttosto che avere a che fare con il manuale Cencelli, i pranzi al “Bolognese”, gli avvocati presidenti del circolo canottieri. Il fatto è che i grattacieli sono più alti della Madonnina, al posto di Helenio Herrera siede Roberto Mancini, Gino Bramieri è morto. Così, Fedele Confalonieri – ma chissà – non si sente tanto bene.
May 8th, 2006 at 14:43
la fotografia color seppia di quel mondo scomparso per
raggiunti limiti di età è perfetto, ma per poter dire quelle
cose con la giusta misura di orgoglio e vergogna da vecchio
milanese intelligente e marpione, qualcuno si è sobbarcato il manuale Cencelli e tutto il resto, altrimenti l’azienda, divorata dai debiti all’epoca della “discesa in campo” sarebbe da tempo
scomparsa, ora salvata la barca, non sarebbe male se altri
facessero un salto dentro la tua fotografia, frà l’altro
un bel modo di salvarsi “dall’irrelevanza politica”.
May 8th, 2006 at 18:36
Ho avuto la stessa identica impressione. Bellissime le parole della tua descrizione. Me lo sono immaginato seduto al parco Sempione in mezzo a nuvole di polvere e quant’altro, deriso da masnade di finti no-global mentre dà da mangiare a dei piccioni morti nel ’72.
May 8th, 2006 at 21:35
“Quando si vede la vecchia faccia milanese di Fedele Confalonieri si capisce che “manager” è solo un neologismo per capufficio. Di Confalonieri si capisce a naso che è una persona perbene. Ma si capisce anche che per l’azienda si farebbe impalare, e farebbe impalare chiunque. Nessuna ideologia o posizione politica, dico nessuna, è così impermeabile al dubbio e alla realtà quanto la dedizione all’azienda.” (Michele Serra, giugno 1995: sembra scritto ieri, neh?).
May 9th, 2006 at 17:31
Un conto è quello che si dice. Un conto è quello che si pensa.
Credo che sapere cosa pensa realmente Confalonieri sia pressochè impossibile.