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Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    20/02/2010

    Patinato

    Filed under: — JE6 @ 14:23

    [Quel che resta di un aperitivo] A volte ti trovi a parlare con persone che frequentano, per piacere o per dovere, ambienti dei quali tu hai un’idea “da fuori”. E capita che la visione “da dentro” sia sconsolantemente molto vicina alla tua.

    Fly away

    Filed under: — JE6 @ 08:30

    Controllo il biglietto – il volo, l’albergo, quel paio di indirizzi che mi servono. Realizzo quello che so da tanto tempo, partire è vivere – è il tornare che è un po’ morire.

    19/02/2010

    nillapizzi

    Filed under: — JE6 @ 14:33

    In fondo, il vintage è un genere molto figo. No?

    18/02/2010

    La partita di pallone

    Filed under: — JE6 @ 09:00

    La donna apre lentamente gli occhi. Si sposta sulla poltrona, sente il formicolio del braccio sul quale si è addormentata chissà quante ore prima, lo stende, muove le dita della mano intorpidita. Dal televisore arrivano le voci indistinte di un quiz. Guarda le ore, cerca di capire la posizione delle lancette sul quadrante del minuscolo orologio da polso dal quale non si separa mai; le nove di sera. Si chiede quanto tempo ha dormito, si rende conto di non aver fame, di non avere voglia di nulla. Le capita spesso da quando è andata in pensione. Allunga la mano verso il tavolino cercando un pacchetto di sigarette, lo trova, ne sfila una, la porta alla bocca senza accenderla. Decide di farsi forza, di alzarsi. Va alla grande finestra della sala, scosta le tende, dà un’occhiata ai vasi di fiori sul davanzale – orchidee, viole, ciclamini -, gli stessi fiori che piacevano a sua madre, quella che le diceva che una casa non merita di essere abitata se non ha fiori freschi e piante curate. Guarda la via. In strada un gruppo di ragazzini gioca a pallone, un passo carraio come porta e due corsie per la sfida; la scena le strappa un sorriso, pare impossibile che in una via di Milano si possa ancora giocare a pallone senza essere travolti da automobili lanciate per evitare il semaforo rosso, li osserva, vede i giubbotti appoggiati sui cofani di due macchine parcheggiate sul marciapiede, ascolta lo strano silenzio di una sera d’inverno rotto solo dalle voci di sette adolescenti sudati che si chiamano il pallone e imprecano a ogni errore. Per un momento le pare di essere tornata indietro nel tempo, nel suo paese della Bassa, le sembra di vedere suo fratello giocare a pallone con gli amici, quelli della scuola e del catechismo e della banda; non si chiede dove sono adesso quei ragazzi, che fine hanno fatto – non lo sa nemmeno di suo fratello. Si gode i due minuti di pace, poi richiude le tende e si muove verso la cucina per farsi un caffè. Dalla strada arrivano delle grida, qualcuno ha segnato il gol della vittoria.

    17/02/2010

    Termometro

    Filed under: — JE6 @ 16:20

    Non so voi, io ho questo termometro dell’umore – andare in giro, anche il solito tragitto casa-ufficio – e non vedere nulla e nessuno che per me* valga la pena di essere raccontato, nemmeno ai colleghi bevendo il caffè. Ecco, ‘sti giorni sono un po’ così.
    [* = mettere le mani avanti]

    Giorno di festa

    Filed under: — JE6 @ 09:16

    Devo essere io che con il Carnevale ho un rapporto poco sereno – diciamo di fastidio, ecco – ma stamattina guardavo un pezzo del TG di Sky sul Carnevale di Venezia, e lo guardavo senza audio perché era ancora presto, e così ho potuto osservare bene le maschere e non so, a me sembrava di ricordare che il Carnevale fosse una festa, una cosa di gioia-allegria-felicità-matterisate, e invece era tutto uno sfarzo di costumi fighissimi e sontuosi e di maschere tanto fisse e tristi da essere inquietanti – ma ci dev’essere qualcosa che mi sfugge di sicuro se ottocentomila persone vanno ad accalcarsi in piazza San Marco per vedere una sfilata di zombie di George Romero.

    16/02/2010

    Sinonimi

    Filed under: — JE6 @ 13:54

    Una volta erano i mariuoli. Oggi sono i lestofanti. Non è magnifica una lingua che ti permette di scegliere fra così tante alternative alla parola ladri?
    Wikipedia, Rainews24

    15/02/2010

    Cocktail

    Filed under: — JE6 @ 17:31

    Quando il dolore si fece più forte decise di spegnere la luce, senza nessun motivo. Si sdraiò sul divano e cercò di calmarsi, senza riuscirci. Si ascoltò, e tutto quello che sentì fu paura e stanchezza e frustrazione e incertezza. Si rese conto che la partita era finita senza che lui se ne fosse accorto, prese il telecomando con la sola mano che in quei momenti riusciva a usare senza sentire il solito cocktail di fitte e colpi e battiti e formicolii e cercò il canale delle news sportive ma non trovò il risultato che cercava. Si alzò, si accese una sigaretta, si mise alla finestra. Otto piani sotto il mezzo della pulizia stradale rallentò proprio davanti all’ingresso del palazzo, mentre un trans saliva in macchina per tornarsene a casa.

    Scommesse

    Filed under: — JE6 @ 13:24

    I bambini prodigio sono delle scommesse, a volte vinci e ti viene fuori Mozart, a volte perdi e ti esce Julia Lira. Succede.
    Corriere.it

    14/02/2010

    Seven

    Filed under: — JE6 @ 09:00

    Oggi questo blog compie sette anni. Traccheggia e naviga a vista come il suo titolare, e come forse un po’ tutti – o certamente molti. Sta in piedi guardandosi fin troppo spesso l’ombelico, cercando di non sbragare, con onorevole dignità, a volte riuscendoci e a volte no. E’ che siamo quasi tutti qui per parlare di noi, e in fondo è giusto così – si prova a raccontare la propria storia come se fosse, almeno per un pezzetto, la storia di tanti, lasciando i massimi sistemi a chi fa mostra di pensare che non esistano.