Una lingua meravigliosa
Io sono nato, cresciuto e diventato adulto a Milano. Sono talmente milanese che definisco “luogo all’aperto” l’interno di una stazione ferroviaria. Ma sono di origine 100% nuragica. E quando leggo cose come i nomi dei mesi scritti in un sardo molto vicino a quello che parlano i miei genitori, che ho imparato fin da piccolissimo, beh, mi sento a casa. La seconda casa, ma sempre casa è.
Zennarzu, Frearzu, Marzu, Abrile, Maju, Lampadas, Triulas, Austu, Capidanni, Santuaini, Santandria, Nadale.
Illorai.org, American Beauty
May 7th, 2006 at 18:16
Wow! Di Illorai!
Sai che io sono invece di Ollolai? Meno di 40 km
May 7th, 2006 at 20:37
E’ indubbiamente affascinante, il suono del dialetto sardo. Lo trovo molto musicale. Che poi non capisca una virgola, è un dettaglio irrilevante! 🙂
May 7th, 2006 at 22:38
Desterrau tui puru?
May 8th, 2006 at 09:55
Già, è stupenda. Mi vergogno di non conoscerla meglio.
May 8th, 2006 at 10:16
Una volta la sapevo parlare. Ero piccolo, e non mi vergognavo. Così, potevo giocare a carte – e litigare in “limba” – con mio nonno, mentre mia nonna scioglieva le lunghissime trecce e se le lavava con acqua e sapone – come uno o due secoli prima. Il tempo passa, e non sempre per il meglio (infatti, oggi “desterrau” è un termine che mi lascia con la mandibola pendente).