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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    15/05/2006

    Noi (e voi)

    Filed under: — JE6 @ 12:19

    Il giusto contrappasso per tutti coloro che del “noi” calcistico hanno fatto una bandiera (abbiamo vinto lo scudetto) mi pare l’essere inseriti d’ufficio nella categoria dei ladri e degli intrallazzatori (avete truccato le partite).
    Purtroppo, siccome abbiamo fatto ben pochi passi avanti dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini, in queste grandi famiglie vengono inseriti anche i tifosi più all’acqua di rose – cornuti e mazziati, business as usual.

    Travagli

    Filed under: — JE6 @ 11:39

    Dando alle parole il peso che meritano, posso dire che Marco Travaglio mi suscita i famosi sentimenti di amore-e-odio. Non posso fare a meno di considerarlo come uno di quei mastini del giornalismo di cui si sente un bisogno reso ancora più forte e urgente dalla palese scarsità dell’articolo, ma non riesco a non inquietarmi quando lo sento parlare di valutazioni etiche e morali a prescindere dai risultati dei processi (un conto è la giustizia e un conto è la legge, il concetto è più o meno questo). Ieri sera Travaglio era ospite di “Che tempo che fa“, e mentre lo ascoltavo pensavo le cose che ho scritto qui sopra.
    Pensavo anche che, nel famoso “Paese normale”, un paese capace di avere abbastanza dignità e rispetto di se stesso da pulirsi senza aspettare di essere pulito (dai magistrati e dai giudici), Travaglio sarebbe solo e semplicemente quello che dovrebbe essere (e che, onestamente, lui dice di essere): un cronista di giudiziaria. Invece, siccome viviamo nell’emergenza continua, e ci tocca assistere quotidianamente alla protervia del malaffare e al girotondo dell’indignazione, Travaglio assurge a simbolo, a paladino. Mala tempora currunt, e correranno ancora per un pezzo, credo.
    Wittgenstein, Che tempo che fa

    13/05/2006

    Il pericoloso liberaldemocratico

    Filed under: — JE6 @ 16:35

    La campagna elettoral-presidenziale del centrosinistra è stata tutt’altro che esemplare. Ma quella del centrodestra, guidata dalla ridicola e inquietante richiesta del “mai un comunista al Quirinale” (ridicola perchè pare che i comunisti siano cittadini con pari diritti rispetto a tutti i loro compatrioti, inquietante perchè – nonostante la sua palese infondatezza – viene invece considerata accettabile e pubblicamente esprimibile), sta portando a dei risultati a dir poco comici.
    Un esempio su tutti: ieri Letizia Moratti, richiesta da Barbara Palombelli di un giudizio su Giorgio Napolitano, si è esibita in un balletto imbarazzato e imbarazzante, esordendo con un “lo conosco bene” (Silvio, mi candido a sindaco di Milano e mi devo mostrare come donna di esperienza politica), continuando con un “ha una storia di uomo di parte” (vado bene così, Silvio?) per poi trovarsi costretta a concludere “è certamente un liberaldemocratico” (Silvio, giuro, mi è scappata!).
    Per inciso, la Palombelli pensava di procurare imbarazzo alla Moratti chiedendole di Napolitano, ma la domanda che ha mandato in palla la signora candidata è stata quella sul suo indirizzo e-mail al quale i cittadini le avrebbero potuto inviare richieste e pareri; la risposta è stata “dunque… ehm… letiziamoratti… … … chiocciola… ehm… punto ittì”. La Palombelli, che è buona, ha detto “dunque, questo è il suo sito Internet, la sua e-mail invece è?” e la risposta è stata identica alla prima – alla radio non si vedono le goccioline di sudore che imperlano una fronte, ma si possono immaginare molto bene.

    12/05/2006

    Un anno eccellente

    Filed under: — JE6 @ 12:23

    Come fai a dare torto all’AD di un’azienda che fa tre miliardi di utili in tre mesi, quando dice “ci sono le premesse per un anno eccellente”? E al tempo stesso, come fai a non pensare che certe cose, a volte, le si può pensare ma è meglio non dirle?
    Repubblica.it

    11/05/2006

    Il grande show

    Filed under: — JE6 @ 15:23

    Scopro di condividere con Luca Sofri quella particolare forma di perversione che mi farebbe stare – avendone il tempo – ore a guardare le dirette delle sedute parlamentari. Nel Regno Unito c’è BBC Parliament, che è davvero uno spettacolo. Non tanto per trucchi di regia o acrobazie dei cameramen, ma perchè i protagonisti sono davvero straordinari. I Lord, soprattutto, con i loro titoli medievali e i loro abiti improbabili, e il loro inglese pulito, così pulito che probabilmente nei pub di Brixton non li capiscono. Rapidi, concisi, così british nel portamento e nello humour; e poi, questa cosa dell’essere fisicamente messi uno di fronte all’altro (in effetti, la presenza dei LibDem sta un po’ sparigliando le buone abitudini): non c’è tetta della Ventura che tenga, credetemi.
    Wittgenstein, BBC Parliament

    Conoscenze altolocate

    Filed under: — JE6 @ 09:17

    Un giorno – non lontano – loro andranno alla Fiera del Libro a firmare autografi. Io, al bar della fermata della metropolitana, potrò bullarmi dicendo “li conoscevo”.
    In bocca al lupo, gente.
    Scrittomisto

    09/05/2006

    Greetings from London ‘06 – 9. Sky is the limit

    Filed under: — JE6 @ 23:49

    Devo ripeterlo, che amo questo paese? Il canale di Sky dedicato agli esercizi pubblici riporta come icona una pinta di birra.

    Greetings from London ‘06 – 8. Piccole gioie della vita

    Filed under: — JE6 @ 23:47

    Entrare in un pub nel bel mezzo di un quartiere costruito da un pazzo che nel 1811 era convinto che Napoleone avrebbe conquistato l’Inghilterra entro poche settimane, bere un paio di pinte, mangiare le traditional pork sausages with onions.
    Thanks to Jaisalmer

    Greetings from London ‘06 – 7. Real Estate

    Filed under: — JE6 @ 23:42

    Ci fermiamo davanti alla vetrina di un’agenzia immobiliare a guardare i prezzi delle case, e non possiamo evitare di pensare a quanti secoli dovremmo lavorare per permetterci una di queste case – un bilocale viene via a sole 425.000 sterline, mentre se avete 1.500.000 di pounds (a spanne, 2.300.000 Euro) potreste portarvi a casa duecento metri quadri in quel di Abingdon Road.

    Greetings from London ‘06 – 6. Quiete

    Filed under: — JE6 @ 23:35

    Ho sempre pensato che le grandi città non sono altro che il minimo comune denominatore di tanti piccoli paesi l’uno vicino all’altro. A New York c’è un filo rosso che lega gli orti di Washington Heights ai mille negozi cinesi di Canal Street che vendono orologi e sciarpe, così come a Milano c’è un filo rosso che lega il vecchio borgo di Baggio a via Bagutta. Londra è una somma di paesi e città, come il Royal Borough of Kensington and Chelsea, nel quale ho l’onore di risiedere per un paio di giorni. Questa zona che comprende Earl’s Court, High Kensington Street e Edwardes Square è un posto benedetto dal Signore, pieno di alberi fioriti, silenzioso – ci sono pezzi di strada presi di peso dall’Alto Adige. Il mio cicerone mi guida con fare sicuro, mi porta a vedere la casa dove ha vissuto il buon Foscolo, mi fa avvertire il suo attaccamento per questa città anche quando mi parla dei prezzi delle case – che si misurano in zilioni di sterline. Sinceramente, non mi dispiace per nulla non camminare per Oxford Street, questa sera.