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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    28/01/2008

    Trasposizioni

    Filed under: — JE6 @ 13:28

    Fatte tutte le debitissime proporzioni e sottolineata l’assoluta irrilevanza e inutilità degli endorsement italiani rispetto alla campagna presidenziale americana, pare che ad avere in simpatia Hillary Clinton si faccia la figura dei dalemiani – gente incapace di sognare e far sognare, interessata alla tattica, grigia come i capelli del Lider Massimo. E quindi, a sostenere Barack Obama eccetera eccetera. Sarà.

    Chissà se almeno lui lo sa

    Filed under: — JE6 @ 10:12

    Veltroni dice che il Partito Democratico ha una vocazione maggioritaria, e questo spiega perchè vuole presentarsi da solo alle elezioni, quando queste si terranno. A me piacerebbe sapere se questa vocazione vale anche all’interno del PD, oppure se questo non sarà altro che una riedizione in piccolo della laocoontica, litigiosa e ingestibile coalizione appena sfiduciata dal Senato.

    27/01/2008

    Un altro passo avanti

    Filed under: — JE6 @ 20:01

    Vedere in una vetrina del centro di Aosta un paio di finte Crocs con l’interno in pelo mi ha tolto un altro po’ di speranza nel futuro di questo paese.
    [E non tirate fuori la storia che da quelle parti son mezzi francesi, le vetrine leopardate di D&G e la bandana berlusconiana sono puri prodotti padani – così, per la precisione]

    26/01/2008

    Cose più importanti

    Filed under: — JE6 @ 17:49

    Immagino che oggi ci sarebbero molte altre cose molto più importanti, di cui parlare: la crisi di governo, il Corriere che pubblica immagini senza attribuirle, Denise Karbon. E’ che oggi è il compleanno di mio padre, e nel modo casuale che gli è proprio ha finito per farmi scoprire pezzi del suo passato che non conoscevo – di quando stava a Gorizia e con il binocolo vedeva i cannoni di Tito puntati in direzione ostinata e contraria; e quando ha finito di strappare la carta del regalo si è trovato a dover timidamente spiegare alla nipote che il libro che aveva in mano, la storia della Moto Guzzi, per lui era importante perchè su quella motocicletta aveva passato parecchi anni della sua vita tra servizi di scorta, entrate in parata a Trieste, gare di enduro, assideramenti nell’inverno belga e cadute rovinose – e ad un certo punto ha alzato gli occhi verso mia moglie e le ha detto “sai, significa ritornare indietro di cinquant’anni”.
    Insomma, so che – appunto – oggi ci sarebbero molte altre cose molto più importanti, di cui parlare. Però, se non vi dispiace, rimandiamo a domani.

    25/01/2008

    Quante volte, figliolo?

    Filed under: — JE6 @ 14:59

    Allora figliolo, dimmi. Ogni quanto usi Facebook?
    Hmm. Una volta ogni tre settimane, più o meno
    LinkedIn?
    Lo stesso; forse una volta ogni due e mezzo, ma siamo lì
    Flickr?
    Flickr? Hahahahahaha. Una volta ogni sei mesi
    Anobii?
    Oddio, non avrò mica aperto davvero un account di Anobii. E chi se lo ricorda più?

    [Insomma, l’ennesima variante della pace dei sensi – o un ottimo esempio di un-social]

    Guardiamoci allo specchio

    Filed under: — JE6 @ 08:41

    Questo è il paese che non riesce a spedire la posta, che si abbona ad un servizio senza capire cosa sta comprando, che scrive “toporagna ti amo” sul marmo di Ponte Milvio. Insomma, non è che può pretendere più di tanto dai suoi rappresentanti politici, secondo me.
    Repubblica.it, Piovono Rane, Lucchetti Ponte Milvio

    24/01/2008

    Lo fanno per noi

    Filed under: — JE6 @ 18:23

    Guardate che i senatori si sputano addosso per farci sentire migliori di loro.

    Ci troviamo da Amalia

    Filed under: — JE6 @ 14:49

    Che raccontano tante belle storie. Quella del titolare qui, ripescata dal barile dei Cinque Birilli, è andata on-line oggi.
    Osteria da Amalia

    Come una pace dei sensi – Reprise

    Filed under: — JE6 @ 13:34

    Per capirsi: qui non si pensa che sono tutti uguali, non si è ancora arrivati a quel punto (non manca molto, ma questo è un altro discorso). E’ che ci si comincia a sentire corresponsabili dello spettacolo indecoroso e deludente che ci passa ogni giorno davanti agli occhi, e si inizia a vagheggiare di un giorno in cui non un solo italiano si presenta alle urne, e Fede e Vespa e Mentana e Floris son lì a chiedere a Mannheimer e Pagnoncelli “ma allora, gli exit poll, le percentuali, chi è in testa?” e loro smarriti a rispondere “mah, sono tutti a zero”, e allora chissà cosa succederebbe – però di dare un altro aiuto a Mastella e a Giordano, a Pecoraro Scanio e a Dini, a Binetti e a Boselli qui ci non ce la si sente più, perchè non si sa se è più inutile o dannoso ma di sicuro non è una cosa buona.

    Come una pace dei sensi

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    Forse per la prima volta da quando ho la possibilità di votare, l’idea di “perdere” – alla quale mi sono abituato per esperienza – mi lascia piuttosto indifferente.