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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/02/2010

    Ma cos’è questa crisi

    Filed under: — JE6 @ 18:26

    Quando si dice che non tutti i mali vengono per nuocere – pare che il San Valentino 2010 sarà caratterizzato dall’incremento del costo dei peluche.
    Kataweb

    07/02/2010

    Avatar

    Filed under: — JE6 @ 20:35

    Aveva passato gli ultimi dieci minuti a fissare quella piccola foto, osservando il volto dell’uomo famoso che con il passare del tempo gli pareva sempre più brutto e odioso, proprio quanto risultava affascinante e simpatico a lei e a mille altre. Si alzò e attraversò il suo minuscolo e arruffato appartamento da single fuori tempo massimo con quella domanda in testa, la domanda più vecchia e inevitabile – cos’ha lui che io non ho, cos’ha che ti attira; poi si fermò davanti allo specchio, e capì che non era il caso di farsi domande, e telefonò a un amico qualsiasi in cerca di compagnia per una bevuta.

    06/02/2010

    Sono solo canzonette

    Filed under: — JE6 @ 11:13

    Tutto sommato, e premesso che si sguazza nel vasto mare della chiacchiera da barbiere del sabato mattina, a me che uno che reputo intelligente come Ivano Fossati infili una sequenza di sciocchezze come quella riportata da Luca un po’ mi intristisce (la capacità e sensibilità artistica come giustificativi dell’incapacità di non dare inutilmente aria ai denti, la sopravvalutazione di un cantante eletto al ruolo di maestro – buono per alcuni e cattivo per altri -, la bizzarra idea che un festival canoro possa essere luogo pedagogico, cose così). D’altra parte, si sa che nessuno è perfetto.
    Wittgenstein

    Far morire le piante

    Filed under: — JE6 @ 09:03

    Lapiccolacuoca, su FF: “mi dovrei rimettere sotto e scrivere sul blog dippiu’. mi sento come avessi abbandonato un’amata pianta per un viaggio, breve eh. e me la ritrovo rinsecchita con un solo germoglio. son cose che proprio non faccio. far morire le piante intendo.

    05/02/2010

    DJ for one day

    Filed under: — JE6 @ 13:30

    Qui nell’open space ascoltano una di quelle radio a tre lettere e niente, ormai son mesi che ci penso, e sono sicuro di non fare facile demagogia dicendo che se lo schema è “prendi dieci canzoni e falle ascoltare cento volte al giorno” allora il dj lo so fare anch’io (sarebbe bello, finalmente potrei spiegare a mia figlia che lavoro faccio).

    A Milano c’era il mare, c’è ancora adesso in via Spadari (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 12:16

    Se non ci fossimo noi milanesi, Milano sarebbe – ancora – una città magnifica.
    [Cose delle quali ti rendi conto quando un’amica che si è trasferita da poco sotto la Madunina ti chiede consiglio su come sfruttare una domenica di riposo, e tu quel consiglio glielo dai e per un momento ti trovi a invidiarla]

    La slavina delle pochezze

    Filed under: — JE6 @ 08:36

    [Bukovskitsch reprise]
    Ci sono quelle situazioni nelle quali tutti riescono a fare cattiva figura, come se una invisibile slavina li trascinasse nel fondovalle delle loro pochezze; ecco, io il “Porta a porta” di ieri sera – quello di Vespa e Morgan e Meloni e Turco e Mori e non so chi altro – l’ho visto per il tempo di un time-out di Nuggets-Suns, ma ho idea che fosse proprio una di quelle situazioni lì.

    04/02/2010

    Non vedo, non sento, parlo

    Filed under: — JE6 @ 14:09

    E’ storia vecchia, dibattuta fino alla nausea (che poi è un po’ quella che viene ad ascoltare un buon numero di sue frasi), ma la profonda e indistruttibile italianità del PresDelCons – quella peggiore, quella di bassissima lega – non viene mai smentita: io non c’ero, se c’ero dormivo, se per caso ero sveglio guardavo da un’altra parte e così non ho visto un muro alto tanti metri e lungo molti chilometri mentre la macchina che mi scarrozzava lo costeggiava per tutto il tempo necessario a farmi dare quella sbirciatina che invece, giurin giuretta parola di boy scout, non ho proprio dato.
    Affaritaliani

    Moving social

    Filed under: — JE6 @ 10:08

    Uscire quando si sa di non incontrare né i vicini sul pianerottolo né altri condomini in ascensore. Scegliere il percorso più indolore nel passaggio tra due fermate della metropolitana. Memorizzare i giorni di passaggio dei mezzi della nettezza urbana e cambiare strada di conseguenza. Dribblare l’entrata della scuola elementare. Regolare la velocità sul vialone per minimizzare i tempi di attesa ai semafori. Rallentare il passo per non dover dividere l’ascensore con quelli dei mutui del secondo piano. Arrivare in ufficio mezz’ora prima del primo collega.

    03/02/2010

    Bukowskitsch

    Filed under: — JE6 @ 09:41

    Negli ultimi tre giorni ho dormito quanto mi capita di fare, normalmente, in dieci. E niente, come ogni volta che mi capita un periodo così – un accumulo di stanchezza e condizioni fisiche diciamo un filo precarie – ho la sensazione che spesso ci facciamo fregare da questa stupida idea fintamente romantica e ancor più fintamente maledetta che sia tanto bello fare i Bukowski de noantri – i dritti notturni, l’alcool, le mattine con la bocca impastata e le occhiaie viola, il restare in piedi perché se dormi sei morto e la vita invece è là fuori, nei locali, su Sky o – diosanto – sui socialcosi. Il fatto è che bisogna avere la stoffa per essere come il vecchio Charlie, e quella stoffa è merce rara: il resto è kitsch.