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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    19/05/2006

    Gruesse aus Stuttgart – 5. Numeri

    Filed under: — JE6 @ 13:59

    Vi ho già citato Beate Unse, no? L´imperatrice del porno tedesco, sexy-shop ovunque – anche nel centro delle città, fianco a fianco con chiese, ristoranti e negozi di orologi.
    Anche Beate sta sfruttando al massimo i mondiali di calcio, che tra poche settimane porteranno da queste parti centinaia di migliaia di tifosi e di turisti. Le vetrine dei suoi negozi sono per metà dedicate alla Welt Meisterschaft; i manichini vestono vezzosa biancheria intima declinata in termini calcistici, che riporta, come tutte le divise che si rispettino, il numero che identifica l’atleta. A dire il vero, il numero è uno solo, e potete anche immaginare quale.

    Gruesse aus Stuttgart – 4. Sessi

    Filed under: — JE6 @ 13:54

    Vi siete mai chiesti perchè un certo termine è maschile piuttosto che femminile? Io sì , ma il menu della Paulaner Stube mi conferma che il vecchio Confucio (era lui, vero?) non aveva tutti i torti a sostenere che la saggezza consiste nel sapere di non sapere: infatti, leggo “Die Wurst ist die Freundin vom Bier”. Ora, per chi non conosce il tedesco, “Freundin” significa “amica”, e il resto non credo di dovervelo tradurre. Eppure, quel pezzo di carne, per noi latini, è un simbolo fallico come pochi altri. Transgender.

    Gruesse aus Stuttgart – 3. Fortune

    Filed under: — JE6 @ 13:45

    La riunione è andata molto bene. Deve essere merito del volatile che mi ha lasciato un suo ricordo personale.

    Gruesse aus Stuttgart – 2. Trasporti

    Filed under: — JE6 @ 13:44

    Stoccarda non è una megalopoli. Ha circa seicentomila abitanti, circa un decimo dei quali lavora per Mercedes. Insomma, è la metà di Milano. Ma ha sei (6) linee di Schnellbahn, treni locali che passano ogni venti minuti circa e che collegano la città con i cento paesi che la circondano. Gerlingen e Ditzingen sono posizionati più o meno come Arese o Limbiate rispetto alla metropoli della Madunina, con la sola differenza che, al prezzo di due-euro-e-novanta, i loro abitanti arrivano al Neue Schloss oppure a Stadtmitte in diciannove minuti. Fate voi Arese-Piazza Duomo.

    Gruesse aus Stuttgart – 1. Profumi

    Filed under: — JE6 @ 13:38

    Forse devo iniziare a preoccuparmi, ma sono assolutamente convinto che questa mattina, alle otto meno un quarto, nel parco che sta sopra Reinsburgstrasse, ci fosse profumo di luppolo, o di malto in fermentazione.

    18/05/2006

    Gruesse aus Frankfurt – 10. Bellezze

    Filed under: — JE6 @ 19:41

    Prima o poi, bisognerà fare un discorso serio su questo mito della bellezza del Belpaese (l’Italia, zucconi). Che è bello, certo: però è bello di una bellezza non più nostra, di mille o duemila anni fa, che alla maggior parte di noi non dice più nulla, e infatti lo trattiamo da schifo. Da queste parti avranno anche meno storia (non è vero, ma facciamo finta che), ma c’è un rispetto e una cura per i luoghi che è rispetto e cura per se stessi. Non parlo solo dei palazzi, delle chiese, dei monumenti, delle stazioni. Parlo anche di cose piccole ma non banali come i cartelli stradali; che fanno parte dell’arredo urbano, per chi non se ne fosse accorto, e sono puliti, chiari, tenuti dritti. O gli uffici postali, gialli come quelli di Poste Italiane, ma lindi, con le cose tenute in ordine, gli spazi lasciati liberi e vivibili. O gli avvisi, quelli che si mettono sulle porte non funzionanti della metropolitana (ma certo che capita), scritti in modo chiaro, leggibile, anche piacevole alla vista. O il fatto di avere un negozio di frutta e verdura (bello, e molto utile, se ci si pensa appena un po’) proprio davanti alle scale mobili della Schnellbahn. Noi, invece, stiamo dietro alle cazzatelle della moda, al mito dell’italiano vestito bene (non è vero, guardatevi in giro, non è vero e prima lo si ammetterà meglio sarà per tutti – o quasi), ai lasciti di Napoleone e Numa Pompilio. La bellezza è ciò che ti fa vivere bene, con piacere – e tu guarda, a me sembra che i tedeschi vivano in una nazione più bella della nostra.

    17/05/2006

    Gruesse aus Frankfurt – 9. Humour?

    Filed under: — JE6 @ 23:19

    Uno i tedeschi se li immagina come dei tipi noiosi. Ma siccome le regole esistono perchè esistono le eccezioni, su uno dei ponti che collegano le due rive del fiume campeggia una scritta enorme che dice “There is no demonstration in Disneyland” – non chiedetemi cosa significa, il Dottor Freud è morto e anche io, dopo settecento chilometri e un’oretta di treno, non mi sento tanto bene.

    Gruesse aus Frankfurt – 8. Civiltà

    Filed under: — JE6 @ 23:15

    Il grado di civiltà di un paese occidentale si misura dalla maggiore o minore presenza di Smart per le strade (qui: molto, molto poche) e dal fatto che nelle vetrine dei negozi si trova – alla modica cifra di 195 Euro – un fantastico erogatore di birra alla spina della Philips.

    Gruesse aus Frankfurt – 7. Connessioni

    Filed under: — JE6 @ 23:13

    Muenzgasse (il vicolo della moneta) si incrocia con Buchgasse (il vicolo del libro). Immagino che vi sia un legame, tra le due cose, anche se non credo di volerlo conoscere.

    Gruesse aus Frankfurt – 6. Melting pot

    Filed under: — JE6 @ 23:10

    Sul treno che mi riporta verso Ruesselsheim vedo un paio di giornali turchi, uno ceco, e svariati abbigliamenti certo non teutonici. La piazza del Duomo è il classico crogiuolo di lingue – i due che mi siedono a fianco mentre mi mangio Frankfurter con insalata di patate e birra parlano francese, gli asiatici si sprecano, la porta della Alte Nikolai Kirche me la apre un italiano, la padrona del negozio di souvenir è indubitabilmente balcanica (direi croata, o serba). E il grande cartello che sta sopra il vecchio ponte sul Meno è scritto in cirillico.