Questioni di genere
Qualche giorno fa una lettrice/commentatrice mi ha scritto facendomi sapere che tra le varie acrobazie intellettuali e verbali che avevano costellato la famigerata intervista di Giuliano Ferrara a Daria Bignardi era rimasta affascinata anche dalla tesi (non nuova, direi – ndr) che si debba considerare “l’aborto di genere maschile perché in molti casi esercizio di una facoltà degli uomini e non delle donne”.
A volte scrivere serve giusto a prendere il tempo necessario per depurare i propri pensieri dalle incertezze della conversazione. Così ho potuto fermarmi qualche minuto per rispondere alla mia interlocutrice una cosa semplice e forse banale, ma che penso da tanto tempo e che qui riporto: “la faccenda dell’aborto “maschio” la ritengo una sciocchezza intellettualoide. Ho l’immensa fortuna di non avere avuto esperienze dirette della questione, ma non sono così fuori dal mondo da non essere mai venuto in contatto con la tragedia; mi è capitato anche di recente, non più di un paio di mesi fa. E so che non si può generalizzare, so che il maschio è non di rado espulso dalla faccenda – il che è sia colpevole nei confronti del maschio responsabile, sia ulteriormente diseducativo nei confronti del maschio irresponsabile.”
Credo che a voce non mi verrebbe meglio – anzi, ne sono sicuro. Poi, magari, è una scemenza colossale, ma questo è un altro discorso.
February 28th, 2008 at 11:52
è una scemenza e neppure troppo intellettualoide secondo me. ho appena finito di leggere quello che ha scritto di Juno, dove affronta apertamente la questione dell’aborto di genere maschile , dimostrando tra l’altro di non avere capito niente del film in questione. se può interessare ho inserito un link al suo articolo sul blog di panorama.
February 28th, 2008 at 13:38
Vista come la vede lui è una scemenza sì. Io lo vedevo maschio nella tendenza all’ignoranza di comodo della contraccezione da parte dei maschietti. Ma dimenticavo, lui non vuole nè l’aborto nè la contraccezione. Vuole il mondo perfetto.
February 28th, 2008 at 14:30
Può succedere che il maschio venga escluso nel momento in cui si dimostri un po’ troppo a favore dell’aborto. Io l’ho intesa così la questione dell’aborto “di genere maschile”. E infatti fortunatamente l’ultima parola spetta alla donna.
February 28th, 2008 at 15:50
Ferrara la intende nel senso che il maschio scappa di fronte alle responsabilità perché è interessato a musica, canzoni e donne. Almeno così l’ho interpretata io leggendo il suo endorsement per “Juno”.
February 29th, 2008 at 13:41
Preg.ssimo Sir, Voi pensate all’aborto e vedete una donna italiana emancipata, magari lavoratrice, comunque abituata a decidere per sé. Purtroppo i grandi numeri dell’aborto riguardano donne diverse da questo modello. P. es. Nel 2004 al Mangiagalli di Milano il 50% delle donne che hanno abortito erano extracomunitarie. Ora, messa da parte ogni demagogia e considerato l’ultimo censimento degli immigrati, è ragionavole ritenere che una parte non trascurabile di queste donne sia di origine albanese, rumena, cinese ecc. provenga insomma da un contesto sociale e familiare dove l’autodeterminazione della donna è ancora limitata. Con osservanza, Robba
February 29th, 2008 at 13:50
Gent.ma Sig.ra Robba, Voi avete ragione. Vi faccio però osservare che ho scritto – magari più per paraculismo che per convinzione – che non si può generalizzare. In quel pezzo di mondo che io conosco, il maschio non ha tutta questa importanza (il che, direte Voi, non è nemmeno un male: ma qui si apre un altro discorso).