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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    28/08/2008

    Andare avanti

    Filed under: — JE6 @ 09:52

    Se c’è una cosa che ho imparato durante questa estate – una cosa che forse ho sempre saputo, ma un conto è averne la nozione, altro è toccare con mano, sia in senso letterale che in quello più moderno delle nostre relazioni a distanza – è che noi umani abbiamo una capacità di resistenza ai limiti dell’infinito.
    Ci arrivano addosso le botte più dure e cattive, la malattia di un genitore o quella di un figlio, la perdita del lavoro, lo sfratto, il tradimento: e andiamo avanti. Cadiamo e ci rialziamo, ci sediamo ad aspettare che passi, e poi continuiamo. Sempre, ogni giorno. E’ più facile farlo, forse, quando c’è qualcosa di materiale da fare, quando si deve affrontare un problema concreto che ha una faccia, un nome, una definizione scientifica: un tumore è un tumore, per dire, così come un licenziamento è un licenziamento; i contorni sono chiari, ben definiti, ti rimbocchi le maniche e ti curi, o ti cerchi un nuovo lavoro. Forse (ma non ne sono sicuro: e chi lo è?) è invece più dura affrontare qualcosa che quel nome non ce l’ha, perchè diventa difficile capire cosa fare, su cosa concentrare l’attenzione. E però, nonostante tutto andiamo avanti: e non è vero che non abbiamo alternative. Lo sappiamo tutti benissimo che l’alternativa c’è, ce la troviamo davanti agli occhi ogni volta che passiamo davanti a una finestra o quando ci troviamo di sera, da soli, sul molo della amena località nelle quali stiamo trascorrendo le vacanze. Siamo troppo deboli, troppo pavidi per quella scelta? Non so. E se essere forti non fosse altro che essere deboli e avere lo stesso il coraggio di fare le cose giuste?
    [Se in queste righe trovate qualcosa di sensato, non è farina del mio sacco. Però ci vuole un po’ di discrezione, voi capite]

    5 Responses to “Andare avanti”

    1. caporale Says:

      non so e non posso sapere se questo è, come dire, un esercizio di stile o è altro; se fosse altro, si faccia aiutare.

    2. riccionascosto Says:

      Oggi, Sir, mi sembra il mio gemello spugna (che spero ricordi cosa vuol dire, e non ha riferimento al bere, posto che io sono astemia).
      Si va avanti, sì.
      E in queste righe trovo molte cose sensate (se poi, a parere del caporale, debba farmi aiutare anch’io, questo proprio non lo so)

    3. Squonk Says:

      Riccio, ricordo bene. Non so dirle se nel caso specifico mi faccia piacere o meno, ma non credo che importi molto.
      Cap., la ringrazio per la sollecitudine. Io, lì dentro, ci sono solo per un pezzetto, una cosa del mio passato risolta cadendo in piedi. Però no, non è un esercizio di stile. Purtroppo no.

    4. mf Says:

      Ci sono sia molto “senso” e tatto che molta discrezione… cosa che a me, ultimamente è mancata Squonk, e ne sto pagando le conseguenze e altro…

    5. john Says:

      Farla finita? E perché? Certo per tante cose ogni volta che inizia un anno mi chiedo più che cosa di bello porterà ma cosa mi toccherà sopportare di brutto.
      Poi quando capita ‘unica cosa sensata è tentare di stare a galla per l’illusione che una volta usciti siano finiti i problemi

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