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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    07/03/2011

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    Filed under: — JE6 @ 10:31

    Stavo pensando.
    Eh. A cosa?
    A una cosa che mi hanno insegnato tanti anni fa, quando ho iniziato a parlare in pubblico per lavoro.
    Ah.
    Sì, che devi scegliere una o due persone tra quelle che ti stanno davanti, e parlare a loro come se non ci fosse nessun altro, non importa se ne hai di fronte cento o mille.
    Io se facessi così, mi metterei a ridere: scovo sempre quello che si sta scaccolando mentre parlo. Io penso alle parole, è l’unico modo. A me che parlo. Però il tuo metodo è professionale e funziona.
    Sì, funziona. A volte mi chiedo se quelle due persone se ne rendono conto che stai parlando a loro.
    Se le scegli bene, penso di sì. Glielo leggi in faccia, di solito.

    [Che poi, leggere in pubblico – specie le tue cose – non è parlare in pubblico. E’ un’altra cosa, anche se non ho ancora capito bene cosa. Ma questo è un altro discorso]