Io, che magari sono un po’ beat
E magari è vero, anche se ho piantato a metà “On The Road” due volte su due
“Ho inoltre la sensazione, ma forse mi confondo, che esiste una relazione tra i template e i loro proprietari”.
Hotel Messico
21/11/2003
La forma non è tutto, ma
Qualche giorno fa, cito a memoria, Shangri-La scriveva “se una cosa è mal scritta, è mal pensata“.
Oggi leggo, sulla colonna sinistra di American Beauty, questa bella definizione data da Lester a proposito di un blog che poi, insomma, vedete voi se visitare o no: “Nessuna vita è banale se raccontata bene“.
Ed io, cresciuto nel mito dei contenuti.
Pen pals
Ve li ricordate? Gli “amici di penna”, con i quali la professoressa di inglese ci obbligava a corrispondere per mettere in pratica i suoi insegnamenti quotidiani.
Ecco, mi sta venendo voglia di riprendere le buone, vecchie abitudini.
Questa mattina avrei potuto corrispondere con Osvaldo Crocketts, e fargli sapere che sì, il tasso al 2,95% che mi offre non è niente male, con Ulysses Askew, al quale potrei far sapere che sono interessato alla sua offerta di perdere peso senza fatica, con Jefferson Navarro, al quale rivolgerei l’implorazione di farmi sapere come posso “farle urlare il mio nome”.
Chissà , ci potremmo scambiare gli indirizzi di casa, incontrarci durante le feste natalizie, inviarci fotografie delle famiglie.
E’ bello avere degli amici sparsi per il mondo.
A casa, tutto bene?
La signora che fa le pulizie condominiali è tornata ieri. Tre settimane in Ucraina, a trovare la famiglia. Dopo tre anni di assenza, perchè prova tu a mandare tutti i mesi a casa qualche manciata di euro, mantenerti, ed al tempo stesso risparmiare per il viaggio.
“Buongiorno, signora, bentornata”. Questo son stato capace di dirglielo, sì. Ma poi, vigliacco che sono, non ho avuto coraggio di chiederle della famiglia, dei figli. Io, mia moglie e mia figlia, le vedo tutti i giorni.
20/11/2003
Poi la smetto, parola di boy scout.
C’è chi parla di persone, e chi parla di simboli. Io ho dato l’impressione di stare nella seconda categoria. In realtà , da buon terzista, penso che persone e simboli sono, spesso, così strettamente legati da non poter essere scissi. Tutto qui.
19/11/2003
Cos’ho che non va?
Insomma, Matrix m’ha annoiato a morte; leggo Eggers, mi piace da morire, lo scrivo e vengo sbeffeggiato.
Ascolto quasi solo rock mainstream e il rap mi fa lo stesso effetto del film di cui sopra.
Boh, ditemi voi che devo fa’.
Leggerezza, prendimi
Diobonino, quanto son pesante, di questi tempi.
Chiedo venia, mi faccio venire i capelli bianchi da solo.
31/10/2003
Io so?
D’acchito, non posso dire di esser contento dell’assoluzione di Giulio Andreotti.
A dirla tutta, speravo che lo condannassero. So che la cosa non mi fa onore, non molto. Non avevo e non ho alcun elemento che mi consentano di aver una seppur vaga opinione della vicenda; quindi, la mia era una speranza legata ad altri elementi: l’essere Andreotti un simbolo di un’Italia che non mi piaceva (e che ogni tanto, maledizione, rimpiango), l’essere io vittima del virus pasoliniano “io so” (ricordate? Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi).
Bene, la Cassazione ha deciso che Andreotti è innocente. E non perchè non sono state trovate prove sufficienti, ma proprio perchè non ha commesso il fatto. Ecco, ne prendo atto. Con poca soddisfazione “politica”, certo. Ma se dico di aver fiducia nella magistratura (e ce l’ho), e se dico ad altri che devono aver fiducia nella magistratura (e lo dico), appunto, devo prendere atto.
Non solo.
Devo chiedere a qualcuno dei signori che io voto da quando avevo diciotto anni di ammettere di essersi sbagliati; di chiedere scusa. Luciano Violante? Ecco, magari lui.
Non cambierei certo le mie idee politiche, ma mi sentirei un po’ (poco, ma son tempi grami) più orgoglioso delle mie scelte.