< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Conoscerete la nostra velocità
  • Dormi, dormi
  • Mare mosso senza onde
  • Uno dei giorni
  • “Al Corvetto”
  • Dare casa alle cose
  • Il criterio mancante
  • La vita degli altri
  • Grandi Progetti
  • Cinquanta
  • October 2021
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    28/10/2021

    Mare mosso senza onde

    Filed under: — JE6 @ 09:53

    Un paio di giorni fa mi arriva una telefonata all’inizio del pomeriggio. E’ un cliente/fornitore/amico, uno di quegli ibridi che anni di lavoro creano quasi involontariamente e senza che uno se ne renda conto per davvero. Mi chiama per avvisarmi di un problema, che sembra essere piuttosto grosso. Fammi sapere, mi dice (e lo fa con il tono di chi è dalla tua parte, se posso ti do una mano: che è una cosa importante, ma è un’altra storia). Inizia una sarabanda di controlli, verifiche di tracciati, studi di soluzione, calcoli di penali. Poi uno di questi controlli fa pensare che forse l’errore non è stato fatto qui ma là, in Polonia, dove è partita la segnalazione: anzi, forse proprio non c’è un errore se non tanto piccolo da non poter essere nemmeno considerato tale. Richiamo il cliente/fornitore/amico: fai controllare questo e quest’altro, forse la mettiamo a posto, forse non c’è nemmeno nulla da mettere a posto. Passano un paio d’ore dove mi occupo di quel che stavo facendo prima della telefonata, poi squilla ancora il telefono: avevate ragione, tutto a posto, si erano sbagliati, a parte le quattro ore che abbiamo buttato via tutto è bene quel che finisce bene.

    Mentre torno a casa e sono fermo a un incrocio faccio un involontario bilancio della giornata e la sensazione di scampato pericolo mi sembra essersi bizzarramente trasformata in quella di soddisfazione, come se avessimo portato a casa un successo semplicemente lavorando come forsennati per riportare il segnaposto alla casella di partenza senza alcuna penalità. Mi viene da pensare a quante energie mettiamo, tutti senza eccezioni, solo per tenere in piedi la baracca – quella professionale, quella della vita privata, quella della vita sociale: manutenzione ordinaria. Quanto lavoro c’è, quanto impegno viene profuso per far andare avanti le cose lasciandole lì al loro posto. Quanto sono agitate le acque sotto la superficie piatta dello scampato pericolo.

    One Response to “Mare mosso senza onde”

    1. Roberto Says:

      Mi fa piacere che hai cancellato tutti i miei post e uno tuo e andato in bacheca…
      Mi reputo un ragazzo fortunato e utilizzo il termine ragazzo perché come anni ho scoperto solo di recente di essere sotto la media italiana e certamente non mi posso considerare un milleniam anche se ho festeggiato capodanno all estero nel 31 Dicembre 1999…mi fa piacere raccontare due annedoti di noi ragazzi degli anni 90…

      Tra i 14 e i 16 anni i miei mi portano a Montecarlo per vedere il Granpremio….ricordo la noia dei due tre giorni e non mi ricordo i grandi nomi…
      Ai tempi il Granpremio coincideva con il festival di Cannes…
      Io e mia sorella usciamo di sera per la “Via degli inglesi” e vedo un uomo che mi guarda negli occhi in giubbotto di pelle e credo di riconoscerlo…Mia sorella si gira e mi dice…
      ” Hai visto chi era? Rubert Evert….

      Io allora leggevo Dylan Dog e Joe bar ….
      Adesso ho una vecchia macchina e una moto gialla usata con cui mi sento libero quasi al 100 % e non mangio pesce…Ma mi ricordo che faceva strano vederlo a Maggio in giubbotto di pelle scusandomi la battuta

      Ma ricordo nel 1995 a 17 anni prima di avere un incidente motociclistico che mi ha permesso di fare ” diciamo un giro in elicottero” su una veramente piccola isola.
      Per me era usuale vedere in cielo la Via Lattea ogni sera e innamorarsi con una sguardo sognando una vita insieme che non avremmo mai conosciuto….Solo sapendo di essere in “Sintonia”..

      Oggi ho una casa in affitto, pochi soldi anche perché non saprei che farne se ne avessi di più e vedo sia il tramonto che l’ alba ogni giorno ma il momento più bello è in balcone, fumarsi una sigaretta guardando le stelle di un cielo sereno aspettando le luci dell alba con serene nuvole…..

    Leave a Reply