< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Quando sarà finita
  • 13D
  • Mille, mille e cento metri
  • Deflated
  • Lungo il fronte
  • Dentro la circonvallazione
  • Dito, luna
  • “E non dire di quelli che sono morti sulla via di Allah: ‘Sono morti’. No, sono vivi ma tu non li senti”
  • Ieri
  • “Aspetto”
  • August 2026
    M T W T F S S
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign

     

    18/08/2026

    Unendo i puntini

    Filed under: — JE6 @ 13:52

    Siamo fermi a un semaforo del centro di Belfast. Chiediamo al ragazzo che ci sta a fianco dove sta il St. George’s Market. Proprio lì di fronte a voi, ci dice. “Thank you” – “No problem. Free Palestine”. Noi ci guardiamo, sorridiamo, alziamo il pollice.

    Bilbao, San Sebastian, Vitoria, Guernica, Bayonne e decine di paesini più o meno grandi, più o meno sperduti: non c’è un angolo dei Paesi Baschi spagnoli e francesi che non porti le sue scritte end genocide e free Gaza, le bandiere palestinesi affiancate alle Ikurrine.

    Bihać, Bosnia nordoccidentale, a due passi dai laghi di Plitvice meta turistica per milioni di persone: murales enormi con i colori della bandiera palestinese, free Gaza free Gaza free Gaza.

    Una pizzeria della provincia di Como, una sera di luglio, una squadra di pallavolo femminile arrivata in modo avventuroso dal campo di Shatila per incontrare chi la sostiene a distanza, un microfono per dire metà di noi sono palestinesi e decine di persone che appoggiano le posate per stare ad ascoltare.

    Uno dice d’accordo, la Bosnia, la solidarietà musulmana. Uno dice d’accordo, i baschi, la tradizione della sinistra radicale antiamericana. Ma i cattolicissimi repubblicani di Divis Tower, Billy McVeigh che all’entrata della Free Derry prende sotto braccio i turisti per una foto e mentre qualcuno scatta lui urla free Palestine end genocide down with the King; ma i tranquilli cattolici medioborghesi della Brianza Felix, i normali universitari milanesi, tutta la gente che se ne frega delle querelle intellettuali sul sionismo e sul suo anti-: tutti questi sono vittime di una enorme manipolazione, comparse di una sensazionale allucinazione collettiva, esempi viventi di malafede ben sfruttata? Non so. Davvero, non so. O meglio sì, lo so. Lo so molto bene.

    One Response to “Unendo i puntini”

    1. Massimo Morelli Says:

      <3

    Leave a Reply