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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    04/12/2007

    Tanto con lui non si vince mai una partita

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Ogni tanto Fausto Bertinotti mi ricorda certi giocatori di calcio, dotati di tecnica straordinaria, capaci di dribblare l’intera squadra avversaria con movenze da torero ma che non sono mai riusciti a far vincere alla loro squadra non dico una partita, ma un campionato, o almeno un torneo estivo. E infatti, oggi tira fuori per l’ennesima volta la simpatica storiella che “il grande tema, per la sinistra radicale, è uno solo: l’autonomia”, risale a Riccardo Lombardi ed ai fatti di Ungheria del ’56 e gioca il jolly affermando che “devi vivere nello spazio grande e nel tempo lungo” – magari voi capite cosa vuol dire, io ho fatto l’istituto tecnico e non ci arrivo.
    Repubblica.it

    03/12/2007

    Pensaci tu

    Filed under: — JE6 @ 13:36

    Sabato pomeriggio la persona corta ci ha chiesto cos’è un partito politico (eravamo appena passati, facendo finta di niente, a fianco di un gazebo di quella-cosa-che-non-si-è-capito-cos’è-e-nemmeno-come-si-chiama, ma le persone corte hanno l’occhio lungo, si sa). Mia moglie mi ha detto “pensaci tu”, e in quel momento ho avvertito il peso fisico del disamore, della noia, della lontananza tra la realtà e le teorie. Poi me la sono cavata, ho recitato bene, la persona corta ha ascoltato e ha detto “ho capito” – però sta crescendo, e non andrà sempre così liscia.

    29/11/2007

    Bondage politico

    Filed under: — JE6 @ 09:49

    Sembra di sparare sulla Croce Rossa (o Nera, dato il soggetto), ma non è difficile notare che le mani libere minacciate da Gianfranco Fini su problemi secondari come giustizia e comunicazioni fanno il paio con le mani legate che lo stesso Fini evidentemente aveva, sulle stesse questioni, fino a poche settimane fa.
    RaiNews24

    20/11/2007

    Tutti insieme appassionatamente

    Filed under: — JE6 @ 10:05

    Secondo Piero Ostellino, PD e PPL vogliono e devono fare a meno degli attuali alleati, per incompatibilità dei loro interessi rispetto a quelli dei partiti minori.
    Detto questo, se si ritorna al proporzionale e se i due partiti maggiori corrono da soli e se non conquistano la maggioranza assoluta, con chi diavolo la fanno una maggioranza? Se la fanno tra loro?
    Corriere.it

    Come Lenin

    Filed under: — JE6 @ 09:17

    Stai a vedere che adesso Diliberto si porta a casa Berlusconi (avrà posto per un sarcofago, nel tinello?).
    La Stampa, Corriere.it

    18/11/2007

    Riposizionamenti strategici

    Filed under: — JE6 @ 21:16

    Tanto per non smentire la confusione che regna sovrana nella politica del nostro paese, il prossimo partito della destra avrà un nome che lo collocherà a sinistra del partito comunista nordcoreano.
    Corriere.it

    It’s not so fine being Fini

    Filed under: — JE6 @ 12:19

    Non che la cosa mi tolga il sonno: però, lo ammetto, essendo uno di quei pochi che ancora legge le interviste ai politici, ogni tanto mi chiedo quanto dev’essere frustrante essere Gianfranco Fini.
    Repubblica.it

    11/11/2007

    Qualcosa di onesto

    Filed under: — JE6 @ 12:06

    Io credo che Walter Veltroni abbia commesso un enorme errore nel non dimettersi da sindaco di Roma, una volta eletto a segretario del Partito Democratico. Perchè il cumulo delle cariche comporta onori, ma anche oneri: tra i quali la confusione – a volte involontaria, più spesso furbescamente cercata – dei ruoli e delle responsabilità. Se è giusto chiedere al leader politico di far sapere come pensa di sviluppare l’economia perchè questa sia in grado di creare e dare lavoro a chiunque viva in Italia, ivi inclusi gli immigrati extracomunitari e non, mi pare invece una cialtronata sostenere che il sindaco di Roma (o quello di Milano, o quello di Valenza Po, o quello di Vibo Valentia) deve “impegnarsi a trovare quanto prima un lavoro e una casa e una scuola per tutti i disgraziati abitanti della baraccopoli”, come sostiene Fabrizio Rondolino su La Stampa nella sua elegante ricicciatura di belle idee e buoni propositi, tutti abbastanza vaghi da non essere quasi contestabili. Da quando un sindaco deve trovare un lavoro a chicchessia? E come può farlo, se non mettendo mano agli organici dell’amministrazione comunale? Veltroni è pieno di difetti, e non sarò io a negarli o nasconderli: ma quelli che ha dovrebbero essere sufficienti ai suoi critici, senza che questi se ne inventino di nuovi.
    La Stampa (via Brodo Primordiale)

    29/10/2007

    Si sta male quando si sta male

    Filed under: — JE6 @ 12:07

    Mi interessa poco stabilire se si stava meglio quando si stava peggio o se si stava peggio quando si stava peggio, perchè mi sono sempre poco appassionato ai dibattiti sull’uovo e la gallina. I situazioni e persino i personaggi si possono riproporre a distanza di anni, in contesti a volte apparentemente e a volte davvero simili, ma mettersi a disquisire se dobbiamo avere nostalgia di De Mita o se possiamo essere soddisfatti di Parisi mi pare davvero ozioso. La pura realtà è che si sta male quando si sta male, e – non so come la vedete voi – a me pare che oggi non stiamo tanto bene.
    Farfintadiesseresanti, Wittgenstein

    22/10/2007

    Che barba che noia

    Filed under: — JE6 @ 17:41

    Uno degli aspetti più deprimenti della quotidiana sceneggiata con la quale il centrosinistra ammorba noi suoi (ex? mah) elettori è la fortissima sensazione di deja-vu: nessuna novità, nessun guizzo, tutto scontato – e poi il chiarimento, il rimpasto, la crisi, le consultazioni, ci siamo capiti.