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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/10/2007

    E sono pure sotto nei sondaggi

    Filed under: — JE6 @ 12:32

    Io una mezza idea ce l’avrei, su chi – tra Walter Veltroni e Veronica Lario in Berlusconi – sta facendo la miglior figura.

    02/10/2007

    Partito Cinghiale

    Filed under: — JE6 @ 11:25

    L’avranno detto in diecimila, lo so – ma non credete anche voi che il Prodi che implora “Fate un grande partito” avesse in mente la famosa pubblicità del Pennello Cinghiale?
    Corriere.it, YouTube

    01/10/2007

    Top priority

    Filed under: — JE6 @ 13:32

    Anche se la teoria del “nell’amministrazione di una città non c’è nessuna priorità, perchè tutto ha priorità” mi lascia un po’ perplesso, preferisco di gran lunga il Sergio Cofferati visto ieri sera da Fazio a quello che scendeva in piazza contro l’articolo 18 – ma magari quello era il gemello, chi lo sa.

    20/09/2007

    Coefficiente di difficoltà: infinito

    Filed under: — JE6 @ 17:42

    Leggendo la notizia che al Senato oggi sono state battute tutte le risoluzioni proposte, configurando lo straordinario caso della contemporanea presenza in aula di due minoranze, non ho potuto fare altro che alzarmi e applaudire.

    18/09/2007

    Date retta al vecchio Ray

    Filed under: — JE6 @ 12:09

    Prescindendo dal fatto che quando sento l’attacco “liberale, liberista” vedo subito palesarsi il fantasma di Marco Pannella (il quale però gioca il jolly e conclude con “libertario“, che così non si fa mancare nulla), nel leggere la lista degli aggettivi che secondo Ilvo Diamanti hanno più frequentemente descritto il futuro Partito Democratico vengo preso da una sensazione fatta di noia e sconforto. Perchè sarà pur vero quello che da anni sostiene Pippo Baudo, e cioè che il vocabolario essenziale di un italiano è fatto da non più di cinquecento parole – e quelle bisogna usare per farsi capire, ma forse qualche sforzo di fantasia in più poteva essere fatto per venire fuori da questo pantano di già sentito e già visto. Oppure si potevano evitare gli arrovellamenti mentali e verbali, chè quel “Democratico” è aggettivo bello e sufficientemente vago da poter andare bene a tutti, come ai bei tempi del Partito Comunista (gli stalinisti e i leninisti e i trotzkisti e i miglioristi) e della Democrazia Cristiana (i dorotei e i morotei e gli andreottiani e i donsturziani e i degasperiani). Oppure, santocielo, bastava fare un breve corso intensivo di Carver e seguire l’esempio del principale concorrente, il quale mica è scemo e l’idea di mettere aggettivi nel nome del partito non lo ha nemmeno sfiorato: Forza Italia, e buona così.
    Repubblica.it

    Tell me its black when I know that it’s white

    Filed under: — JE6 @ 10:29

    Per pietà, che qualcuno spieghi a Rosy Bindi che pensare di non far guidare la Rai da Petruccioli e Curzi non significa professare l’impero dei tecnocrati, qualunque cosa questo significhi.
    I could say day, and you’d say night
    Tell me its black when I know that it’s white

    RaiNews24

    17/09/2007

    Mi piego, ma non mi spezzo

    Filed under: — JE6 @ 13:46

    Siamo scampati a Cicciolina, sopravviveremo a Grillo.

    13/09/2007

    Il primo passo

    Filed under: — JE6 @ 10:08

    Il titolare qui considera l’appoggio del ministro Mastella allo “sciopero della pastasciutta” decretato per la giornata odierna il primo inevitabile passo che consente di iniziare il lungo e doveroso percorso per il ristabilimento del primato della politica in questo disastrato paese.
    Corriere.it

    12/09/2007

    Il potere del popolo

    Filed under: — JE6 @ 12:36

    Tra le critiche rivolte a Beppe Grillo, le più diffuse ma a mio parere meno consistenti sono quelle che riguardano il suo essere attore, per di più comico. Provenire dal mondo dello spettacolo non ha impedito a Ronald Reagan e Vaclav Havel di diventare presidenti delle rispettive nazioni, mi pare, e non gli ha nemmeno impedito di essere all’altezza del ruolo.
    Personalmente, trovo che il buco nero dello schema di pensiero grilliano (sempre che ne esista uno) sia quel suo voler considerare i partiti come un cancro e gli eletti come i dipendenti degli elettori. Al riguardo non ho cambiato idea rispetto a molti mesi fa: quando eleggo qualcuno, lo faccio perchè costui prenda decisioni in nome e per conto mio; talvolta lo farà avendo ben presente i miei desiderata, ma talaltra lo farà (anzi, io pretendo che lo faccia) di testa sua, magari andando anche contro il volere mio e di quelli come me. Perchè dispone di maggiori informazioni, perchè ha un confronto con soggetti con i quali io non entro in contatto e che gli permettono di ridefinire le sue decisioni.
    Diciamo la verità, un leader, uno statista (ma anche un vero buon amministratore) non è uno yes-man: nemmeno nei confronti di chi lo ha eletto, cioè di chi gli ha effettivamente conferito il potere. L’ultima cosa che mi auguro è una dittatura, ma un vero potere del popolo, sul serio, mi terrorizza.

    10/09/2007

    Old-fashioned

    Filed under: — JE6 @ 09:50

    La situazione è questa, che tra Beppe Grillo e il Parlamento (anche quello pieno di inquisiti e financo di condannati, sì), il titolare qui si schiera con il Parlamento.