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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    10/09/2006

    Le parole contano

    Filed under: — JE6 @ 14:48

    Nineteen terrorists. Four hijacked aircraft. Nearly 3,000 victims. It all happened in little more than an hour, between a quarter to nine and 10 in the morning on Sept. 11, 2001. But the war that started that day was destined to last years, many years.
    At first they called it the Global War on Terrorism. In time, historians rebranded it the Great War for Democracy.

    Leggendo queste parole di Niall Ferguson su Time, pensavo – se mai ce ne fosse stato bisogno – che noi del marketing siamo davvero dei fenomeni: basta cambiare due o tre parole, ed ecco un concetto – e un brand – nuovo di zecca.
    La Guerra Globale al Terrorismo diventa la Grande Guerra per la Democrazia. Suona molto meglio, in effetti. Perchè è piena di buone intenzioni, è intrinsecamente positiva. Il Terrorismo è una cosa brutta, sporca e cattiva. La Democrazia è bella, buona e pulita. Chi non vorrebbe vivere in democrazia? Nessuno che abbia la testa sulle spalle, naturalmente.
    Ma.
    Pensiamoci un attimo.
    Prima di tutto: abbiamo mai davvero avuto timore per la nostra democrazia? Io credo di no. Penso che abbiamo avuto paura di prendere un aereo, di scendere nel tunnel della metropolitana, di entrare in un grattacielo o comunque in un luogo molto affollato e in qualche modo simbolico. Ma non abbiamo seriamente mai pensato che Osama Bin Laden avrebbe conquistato in breve tempo il mondo occidentale, riducendoci in schiavitù e assoggettandoci alla Sharia. Non abbiamo lottato per la democrazia, abbiamo lottato per la sicurezza. Il che non è una cosa gretta e meschina, sia chiaro.
    E, soprattutto: difendere la propria democrazia e addirittura pretendere di esportarla mettendosi insieme a signori che della democrazia non sanno cosa farsene è piuttosto bizzarro. George Bush è in guerra per gli stessi motivi di Parvez Musharraf, di Vladimir Putin o del Re di Arabia? Io non lo credo. Anzi: sono sicuro di no.
    Però, the Great War for Democracy suona tanto bene, questo bisogna ammetterlo.
    Time.com

    06/09/2006

    Pigliate ‘na pastiglia, siente a mme!

    Filed under: — JE6 @ 10:16

    Caro Silvio,
    come va? Ho sentito della tua gola, ma non preoccuparti, son mali di stagione. Sai, tutti questi sbalzi di temperatura, si ammalano i ragazzini figurati se non ci possiamo ammalare noi adulti.
    Adesso non fare quella faccia. D’accordo, stai per compiere settant’anni. Fa un po’ impressione, certo: cifra tonda, un decennio che finisce, qualche malanno, un po’ di stanchezza. Ma guarda, son cose normali; dico, io ne compio quaranta giusto il giorno prima di te, e Lorenzo (non dirmi che non te lo ricordi: Jovanotti, quello di 1-2-3 casino: oh, l’hai lanciato tu su Italia1!) li fa un giorno prima di me, e anche noi ogni tanto ci guardiamo allo specchio senza fare proprio i salti di gioia guardando quel tizio che ci fissa con l’aria un po’ ebete e un po’ spaventata.
    Però non la mettiamo mica giù così grossa, scusami se te lo dico. “L’opposizione fa ammalare“? Dai, su, non farti ridere dietro (e anche davanti – guarda che quel Mentana c’ha proprio una bella faccia tosta a sfottere così il suo datore di lavoro). Perchè, insomma: un lavoro ce l’hai, e di questi tempi è tutto grasso che cola. Anzi, tu hai pure la fortuna di potertelo scegliere il lavoro: puoi fare il capo dell’opposizione in Parlamento, puoi fare il presidente del Milan, puoi tornare a fare la televisione (che, tra maschi ce lo possiamo dire, dev’essere una figata mica male – venga da me, signorina, che le faccio un provino). Quando c’hai voglia te ne vai in Sardegna, e se quelli di Briatore fanno troppo casino prendi e voli alle Bermuda, che a te il triangolo ti fa un baffo. Sei sposato con quel donnino bello e intelligente di Veronica, che magari ti dà qualche grattacapo lì ad Arcore (la donna è la regina della casa, d’altra parte) ma fuori è una garanzia, mica come quella sgallettata della Cherie Blair che in un mese di campagna elettorale del marito ha speso gli stipendi di una ventina di metalmeccanici solo per il parrucchiere.
    Insomma, se vuoi lavorare puoi lavorare. Se ti vuoi riposare ti puoi riposare. Potresti mandare in mona tutto e tutti e chi ti potrebbe rimproverare? Giulianone Ferrara? Ma va là. Dai, Silvio, fatti una risata, tira un bel respirone, annodati la cravatta a pois, e poi via nella mischia, dacci una speranza a noi che arriviamo alla cifra tonda – due pastiglie di Neo Borocillina non hanno mai fatto male a nessuno.

    28/07/2006

    Matematica applicata

    Filed under: — JE6 @ 08:35

    In principio fu l’elezione del presidente della Camera, e non furono d’accordo quelli della Margherita.
    Poi si dovette decidere sull’elezione del presidente della Repubblica, e non furono d’accordo quelli della sinistra DS (più quelli della Margherita, per mantenere l’abitudine).
    Poi venne la volta delle liberalizzazioni, e non fu d’accordo Mastella.
    Seguì il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, e non furono d’accordo le minoranze di PRC e PdCI.
    Seguì l’indulto, e non fu d’accordo Di Pietro.
    Dato il numero di partiti e di componenti di partiti facenti parte della coalizione di maggioranza, e dato il numero di questioni sulle quali essa deve decidere, calcoli il lettore il numero di possibili combinazioni che porteranno il governo sul ciglio del burrone nei prossimi cinque mesi.

    25/07/2006

    Far di conto

    Filed under: — JE6 @ 14:08

    Non so come la vedete voi, ma secondo me avere “in strada mille taxi in più la mattina, dalle 8 alle 12 o dalle 9 alle 13; mille il pomeriggio, dalle 16 alle 20 o alle 21; e cinquecento la notte” non significa avere 2500 taxi in più, bensì 1000 nella migliore delle ipotesi, e 500 nella peggiore.
    Detto questo, chapeau a Uolter Veltroni, vediamo se qualcuno fra i suoi colleghi lo segue, o riesce a fare meglio.
    Repubblica.it

    Questioni di coscienza

    Filed under: — JE6 @ 10:17

    Aspettiamo a vedere i fatti, ma mi chiedo se è il caso di tirare in ballo le questioni di coscienza, quando basta una faccenda assai prosaica come la fiducia al governo per mettere – almeno per un paio di giorni – a coscienza stessa in soffitta.
    Repubblica.it

    20/07/2006

    La rivoluzione assopita

    Filed under: — JE6 @ 09:36

    A me hanno sempre fatto credere che la politica è l’arte del compromesso. Il significato del termine è chiaro (accomodamento fra opposte esigenze di parti in contrasto che comporta rinunce d’ambo le parti – De Mauro Paravia) e vago al tempo stesso, perchè il valore della rinuncia è del tutto relativo: ci sono problemi rispetto ai quali il signor Rossi riesce, appunto, a scendere a compromesso abbastanza agevolmente e sui quali il signor Bianchi proprio non ce la fa. Niente di male, naturalmente.
    Però, i termini della questione cambiano se dell’esistenza del problema la cui risoluzione richiederà necessariamente un compromesso si è a conoscenza in largo anticipo. Cambia la valutazione che si fa del problema, e dei metodi per affrontarlo. Io mi chiedo se i quattro-più-uno di Rifondazione che ieri hanno votato contro il decreto sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero, presentato dal governo sostenuto dalla maggioranza di cui da molti mesi sapevano che avrebbero fatto parte, non avrebbero fatto meglio a non candidarsi, proprio per evitare la triste scenetta di ieri. Ma si sa, se la rivoluzione non russa, probabilmente almeno si assopisce. Poi, arriva in Parlamento e si risveglia.

    PS – Leggo adesso l’intervista a Paolo Cacciari, il -più-uno di cui sopra. Io, quando vedo qualcuno arrampicarsi sui vetri e – ovviamente – scivolare con stridore di unghie, non riesco a non provare imbarazzo.
    Repubblica.it

    18/07/2006

    Muovo la classifica

    Filed under: — JE6 @ 09:38

    Qualcuno dovrebbe spiegare a Bersani che, da quando ci sono i tre punti, il pareggio equivale alla sconfitta.
    Repubblica.it

    17/07/2006

    Mal comune

    Filed under: — JE6 @ 09:20

    Non significa necessariamente mezzo gaudio.
    John McCain, repubblicano, su Joe Lieberman, democratico (e probabile indipendente): “I hesitate to say anything nice about him, for fear that it would be used against him. And that’s a terrible commentary on the state of politics and the political climate today.”
    NYT

    04/07/2006

    Troppo saggi

    Filed under: — JE6 @ 09:58

    Lavoce.info compie quattro anni, e Giuliano Ferrara la accusa di callidità.
    Lavoce.info

    Sia di qua che di là

    Filed under: — JE6 @ 08:38

    Non so se le liberalizzazioni di cui tanto si sta parlando vedranno davvero la luce: per dire, quei liberisti del comune di Milano hanno già detto che, secondo loro diritto, non applicheranno il decreto perchè ritengono che “gli obiettivi previsti dal decreto legge possono essere raggiunti con altri mezzi e con una trattativa con gli stessi tassisti“. Insomma, tra il dire e il fare, eccetera.
    Però so che questa è la cosa più di sinistra e più di destra che un governo italiano ha fatto negli ultimi dieci anni. Non è poco.
    Corriere.it