< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • I cimiteri di Trieste
  • Dentro Chernobyl
  • Le cose importanti
  • Poi si mette lo zinco nell’acido diluito (venticinque aprile)
  • L’arco
  • Verso sud
  • Voci
  • Supereroi
  • A vent’anni si è stupidi davvero
  • Qualche cosa che ho imparato scrivendo un libr(ett)o
  • December 2003
    M T W T F S S
    « Nov   Jan »
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    19/12/2003

    C’è gente che ha tut…

    Filed under: — JE6 @ 22:00

    C’è gente che ha tutte le fortune
    Sono di Parma, città godereccia, figlio della cultura del maiale e delle belle donne. Non pensavo che avrei fatto il giornalista da grande. Avrei dovuto fare il filosofo.
    Ti ha detto bene.
    Sicuramente. Oggi sarei Buttiglione.
    Carlo Rognoni e CSF, “Sette”

    Filed under: — JE6 @ 15:58

    Millantata cultura
    Una nuova, imperdibile iniziativa di Lord Marquant.

    Filed under: — JE6 @ 08:24

    Fame (feim)
    Che poi, insomma, lo spettacolo non è questo granchè, un’infilata di numeri vocali e danzerecci di discreta qualità e poco più.
    Ma, maledizione, quando arriva I want to live forever, I want to learn how to fly, e loro sono lì sul palco, giovani, simpatici, e finiscono il numero con il braccio teso e l’indice puntato verso il cielo, tu ritorni ai pomeriggi passati a guardare Danny Amatullo, senti la cassa che ti batte i quattro quarti nello stomaco, e sogni un po’.