< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Fortza Paris
  • One World

  • Download

    Greetings from (pdf)
    My Own Private Milano (pdf)
    On The Blog (pdf)
    Cinque birilli (pdf)

    Post sotto l'Albero
    ---------------------------
    2003
    2004
    2005
    2006
    2007
    2008
    2009
    2009 (ePub)
    2009 (mobi)
    2010
    2010 (iPad)
    2010 (ePub)
    2010 (mobi)
    2010 (mobi indexed)

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La pelle dell’orso
  • Che bello
  • Ma ti ricordi
  • Ciao come stai
  • Em(mah)
  • Esser morti da sempre anche se possono respirare
  • Santificare le feste
  • Unisci i puntini (da San Patrignano a Slane Castle, via Madre Teresa)
  • La sottile linea rossa
  • Cinque vasi e uno sgabello
  • You cannot be serious
  • Da fuori
  • Tornare in paese
  • Vivere raccontandola
  • Giusto è ciò che giova al più forte
  • Sfasciacarrozze
  • Tu chiamami se vuoi Marco T.
  • Quarantasette
  • Lavorare stanca
  • Una questione di tempo, di tempi
  • Greetings from Ljubljana 2014 – Prima della tempesta
  • Dacci oggi il nostro pane quotidiano
  • Il mercatino delle rose
  • But I like it (quattro amici al bar)
  • Distillato
  • O forse sono solo i troppi cocktail
  • Il Canal Grande, quello vero
  • Con un braccio da airone
  • La consunzione delle cose
  • Adesso vai
  • “Comunque tutta st’emozione per essere diventati democristiani”
  • Vous etes ici
  • Più reale di noi
  • Un giorno
  • Tempo perso
  • Io ci sono
  • La gomma
  • Goodbye Luis
  • L’appuntamento
  • Ci vuole un fisico bestiale
  • September 2014
    M T W T F S S
    « Aug    
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    5/11/2012

    L’Uomo Più Potente Del Mondo

    Filed under: — Sir Squonk @ 13:00

    Sono cresciuto, come credo moltissimi altri occidentali della mia generazione, nell’idea che il Presidente degli Stati Uniti fosse L’Uomo Più Potente Del Mondo – maiuscole incluse. Quello che poteva pigiare il tasto rosso della valigetta nucleare, quello che poteva mandare soldati e aerei e navi in ogni più lontano anfratto del globo e uscirne vincitore (non sempre, d’accordo; ma abbastanza spesso), quello che alzava il telefono e non aveva nemmeno bisogno di alzare la voce – dear Prime Minister, I’m the President -, quello che, last but not least, poteva avere un’affaire con l’attrice più bella del mondo e all’inizio della stagione del baseball avere l’onore del primo pitch del campionato.
    Qualche dubbio sulla reale forza dell’UPPDM ammetto che mi era già venuto in passato: se sei l’UPPDM non puoi farti fregare da due giornalisti, anche se uno pare sempre sotto acido e l’altro è alto, bello e biondo; né ti sparano in testa mentre stai dispensando sorrisi a bordo di una decapottabile; né, infine, fai il protagonista per sette stagioni di una serie tv lasciando pensare ai tuoi fan che sì, guarda, va bene tutto ma io al posto tuo nemmeno sotto tortura.
    Ma i veri dubbi mi sono venuti una decina di giorni fa, mentre trascorrevo la terza settimana in quattro mesi a Shanghai. Ci sono arrivato da Detroit, che è forse la città americana dove oggi puoi maggiormente avvertire quel che l’UPPDM può fare, e anche quel che non: se non è ridotta a un cumulo di macerie fumanti buono per il set di un film dell’orrore post-nucleare lo deve per metà a un signore che non mette mai la giacca e per l’altra all’UPPDM (il quale quindi ha bisogno di qualcuno che gli dia una mano per esser tale: il che suona un po’ come una contraddizione in termini, a voler essere rigorosi). Poi attraversi il Pacifico, fai un colloquio a una ragazza con un curriculum che a Milano le farebbe guadagnare due volte e mezzo quel che prende oggi a Pechino, le chiedi se la sua azienda le dà dei fringe benefit e lei risponde sì, certo, cinque giorni di vacanza all’anno, e ti ritrovi sommerso dall’affascinante e inquietante tsunami dei cinesi che lavorano novanta ore a settimana senza essere Gordon Gekko, e hai a che fare con un signore che senza battere ciglio sborsa trenta milioni di euro per rilevare un esangue marchio di moda italiano tenendone giusto il logo perché al resto ci pensa lui, e Facebook chissenefrega tanto abbiamo Weibo e siamo già in quattrocento milioni e in generale ti pare di sentire intorno a te il vento di quello che temevi potesse essere il futuro e invece è già il presente, allora cominci a pensare che forse dovresti cercare qualche informazione in più sul nuovo Primo Ministro cinese, e che puoi pure risparmiarti la notte in bianco per vedere asinelli blu ed elefanti rossi riempire la cartina dei cinquanta stati: se alla favola dell’UPPDM non ci crede Jed Bartlet, c’è un motivo al mondo per cui ci debba credere io?

    2 Responses to “L’Uomo Più Potente Del Mondo”

    1. GAB Says:

      Il fatto è che i cinesi, con la loro etica confuciana, sono così noiosi…

    2. A quattr’occhi | Ludik – di Luca Di Ciaccio Says:

      [...] Mondo che ci si immaginava da piccoli, con la faccia da attore e la valigetta nucleare in mano, e come scrive il blogger Squonk che è appena tornato da un viaggio di lavoro in Cina, “allora cominci a pensare che forse [...]

    Leave a Reply