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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    30/11/2006

    A verbale

    Filed under: — JE6 @ 12:46

    Il paragone tra politica dei palazzi e assemblee condominiali è trito e ritrito (buon ultimo Aldo Grasso sul Magazine del Corriere della scorsa settimana), ma pare davvero inevitabile. L’amministratore, il battutista, la rompicoglioni: tutto già visto. Forse, quando la gente al bar dice “potrei esserci io al posto loro”, pensa proprio a questo.
    Repubblica.it

    28/11/2006

    Prendere la palla al balzo

    Filed under: — JE6 @ 10:43

    A me hanno insegnato che non bisogna mai lasciarsi scappare le buone occasioni.
    La Stampa

    16/11/2006

    Padania rossa

    Filed under: — JE6 @ 14:03

    Qualche anno fa, Massimo D’Alema parlò della Lega come di una forza popolare, e in quanto tale certamente vicina alla sinistra.
    Ora, cosa diavolo dovevano fare Bossi e i suoi per convincere i DS della totale infondatezza di quel giudizio, più di quello che hanno davvero fatto? La situazione è davvero così disperata?
    Corriere.it

    12/11/2006

    Magari da domani va meglio

    Filed under: — JE6 @ 01:03

    Da membro della Falange Masochista del Centrosinistra, capitanata da Massimo Cacciari e Filippo Penati, mi è difficile non condividere la sfiducia che Luca Sofri ha nel presente e nel futuro di questo governo. Non credo però che, come scrive Luca, “se questo centrosinistra che ha vinto per un pelo fallisce, nessun centrosinistra vincerà mai più in Italia da qui al Tremila”. Questa previsione presuppone che il centrosinistra venga sostituito dal centrodestra, cosa che io non credo avverrà – semplicemente, per mancanza del centrodestra medesimo. Questo centrosinistra potrebbe essere sostituito da qualcos’altro – che, non troppo paradossalmente, potrebbe persino rivelarsi più centrosinistra di quello che conosciamo oggi.
    Wittgenstein

    09/11/2006

    La storia la scrivono i vincitori

    Filed under: — JE6 @ 11:28

    Non ho tempo di andare a recuperare i commenti “di centrosinistra” alle elezioni americane che si sono succedute nell’ultimo decennio. Andando a memoria, però, mi pare di ricordare un atteggiamento del tipo “la democrazia è una gran bella cosa, peccato che dia diritto di espressione anche ai farmer dell’Iowa e ai bovari del Texas, e questi sono i risultati“. Ricordo male? Credo di no.
    Così, oggi trovo parecchio discutibile la parte finale dell’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica: “Un Paese con un pil che cresce quasi del tre per cento, con la disoccupazione sotto il cinque, sa fare una valutazione politica generale, votando contro una leadership ideologica, una guerra sbagliata, una cultura politica antimoderna, che separa per la prima volta l’America dal mondo. Le sfide che gli Usa e le democrazie hanno davanti restano intatte, naturalmente: ma l’Occidente da oggi può affrontarle con i suoi valori, restando se stesso.”
    Eppure, gli elettori che ieri hanno votato contro sono gli stessi che due anni fa hanno votato a favore della guerra sbagliata e della cultura politica antimoderna di cui scrive Mauro: ventiquattro mesi sono sufficienti a cambiare i valori di fondo di una società? Io ho qualche dubbio, e credo che se gli Stati Uniti avessero potuto portare in Iraq tre o quattrocentomila soldati, invece di centotrentamila, avrebbero ottenuto una vittoria (di Pirro, forse, ma una vittoria – almeno nel breve termine) che oggi avrebbe mantenuto in sella i repubblicani, valori o non valori. Mauro dovrebbe avere sufficiente esperienza per sapere che la storia la scrivono i vincitori – e quindi anche i grandi sconfitti.
    Repubblica.it

    08/11/2006

    Buona la seconda

    Filed under: — JE6 @ 15:43

    Premesso che non mi interessa se la frase è farina del suo sacco o meno, quel “Adoro i sequel” detto da Arnold Schwarzenegger in risposta a chi gli chiedeva un commento alla sua rielezione sembra tirato fuori dritto dritto da True Lies – un gioiellino, nel suo genere.
    Repubblica.it

    03/11/2006

    Trattino

    Filed under: — JE6 @ 14:29

    Il fatto che parlamentari, sottosegretari e persino (forse) ministri scendano in piazza per protestare contro le misure prese dal governo che appoggiano e del quale sono addirittura membri, beh, è palesemente insensato: immaginate di voler comprare mezzo chilo di pane, andare dal panettiere e trovare in vetrina il cartello “Michette, pane all’olio, Altamura, francesini, biovette: qui trovate tutto, e fa tutto schifo”: ecco, ci siamo capiti.
    Peraltro, siamo arrivati al punto in cui non ci si stupisce più delle insensatezze. Questo in carica, come quello precedente, e quello prima, e quello prima ancora, non è un governo, ma un puzzle di microgoverni a posizionamento e dimensionamento variabile. “Il potere sono loro“, scrive Ivan Scalfarotto riferendosi a Paolo Cento e compagnia sfilante. Errore: i poteri sono loro, un potere per ogni soggetto che sta insieme ad un altro e ad un altro e ad un altro per mezzo del trattino magnificato da Cossiga: ve lo ricordate il centro, trattino, sinistra? Cento non va a sfilare contro se stesso, ma contro chi si trova in prossimità del trattino che delimita il suo feudo. E’ un paraculo, mica un masochista.
    Ivan Scalfarotto (via Wittgenstein)

    02/11/2006

    Massimo, sei tutti noi

    Filed under: — JE6 @ 16:04

    Ieri sera, durante L’infedele, Massimo Cacciari ha definito se stesso e Filippo Penati come due esponenti della Falange Masochista del centrosinistra. Vorrei fargli sapere che è in valida e nutrita compagnia – e quindi destinato a continuare a farsi del male in secula seculorum.

    11/10/2006

    Le iene e il canide esile dalle lunghe zampe, onnivoro e dai denti canini molto sviluppati

    Filed under: — JE6 @ 16:51

    Dunque è ufficiale, almeno secondo la grisaglia con gli artigli, aka Pierferdinando Casini: se fumi una canna sei un tossicodipendente.
    Repubblica.it

    10/10/2006

    Quanta fretta, ma dove corri, dove vai

    Filed under: — JE6 @ 10:43

    Com’era prevedibile, i sondaggi (vedi Mannheimer oggi sul Corriere) dicono che la nuova finanziaria non piace a molti, vuoi perchè vista come tradimento delle promesse fatte in campagna elettorale, vuoi perchè incide direttamente su finanze personali e familiari (1).
    La cosa, ripeto, non stupisce; e credo che Prodi e TPS non siano, appunto, sorpresi di questi risultati. Mi auguro che non si facciano condizionare dalle “maggioranze virtuali di voti per il centrodestra” di cui Mannheimer parla, a meno che non pensino che si andrà a votare entro sei mesi (nel qual caso avrebbero indubbiamente fatto una manovra politicamente suicida). Non so se questa sia una finanziaria buona, appena sufficiente o pessima; ma so che non ha senso ragionare come se se ne dovessero tirare le somme domani entro l’ora di pranzo.
    Corriere.it

    (1) Peraltro, mi chiedo se esiste veramente qualcuno che oggi, dieci ottobre duemilasei, è in grado di calcolare con esattezza l’impatto complessivo che la manovra (imposte, detrazioni, deduzioni, addizionali, assegni familiari, eccetera) avrà sulla sua vita quotidiana e sul suo bilancio personale e/o familiare 2007. Secondo me, chi lo dice è un millantatore.