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29/05/2006
Non ho controllato di persona (sono pigro e non avevo voglia di schiodarmi dal divano), ma mia moglie e il mio vicino di casa affermano che il timbro apposto sul nostro certificato elettorale, inchiostrata testimonianza del nostro voto di ieri per il sindaco e per il consiglio di zona, riporta la data del 2005.
Restando – più o meno – in argomento, Babsi Jones scrive questo bel post sull’agglomerato urbano nel quale sono nato, cresciuto, vivo e, immagino, vivrò ancora per un bel po’ – salute permettendo. E’ un post pieno di belle immagini, e anche di buoni suggerimenti; ad esempio: “I serbi di Milano fanno le feste nei locali messicani, mentre i cinesi si sono comprati tutta Via Paolo Sarpi e se i milanesi fossero furbi direbbero che quel posto è come Soho e sembrerebbe tutto molto più cool e internazionale, invece restano lì a fissare tutti questi simpatici musi gialli che vanno avanti e indré intorno al Monumentale con dei carrelli portamerci e nessuno ha mai capito dove vanno e cosa trasportano.”
Babsi Jones (via Zu)
24/05/2006
Dunque, nel 1994 il centrodestra si trovò in eredità dei conti disastrosi. Lo stesso avvenne nel 1996 al centrosinistra. Nel 2001 il centrodestra, ritornato nelle stanze dei bottoni, affermò di aver trovato un buco di dieci-quaranta-venti miliardi di euro (le versioni cambiavano di giorno in giorno, ma il tenore era quello). Adesso, il centrosinistra dice che i conti pubblici stanno messi peggio di come fossero nel 1996.
Insomma, pare che non si riesca mai a toccare il fondo (per poi risalire). Siamo sempre capaci di scavare.
23/05/2006
Io trovo abbastanza fantastico – e piuttosto scorante – il fatto che il PresDelCons debba già richiamare all’ordine i ministri, prima ancora di aver ottenuto la fiducia dal Parlamento.
Repubblica.it
15/05/2006
Stando a quel che ho sentito, il ghost writer del Presidente della Repubblica deve essere Arnaldo Forlani (è ancora vivo, vero?).
13/05/2006
La campagna elettoral-presidenziale del centrosinistra è stata tutt’altro che esemplare. Ma quella del centrodestra, guidata dalla ridicola e inquietante richiesta del “mai un comunista al Quirinale” (ridicola perchè pare che i comunisti siano cittadini con pari diritti rispetto a tutti i loro compatrioti, inquietante perchè – nonostante la sua palese infondatezza – viene invece considerata accettabile e pubblicamente esprimibile), sta portando a dei risultati a dir poco comici.
Un esempio su tutti: ieri Letizia Moratti, richiesta da Barbara Palombelli di un giudizio su Giorgio Napolitano, si è esibita in un balletto imbarazzato e imbarazzante, esordendo con un “lo conosco bene” (Silvio, mi candido a sindaco di Milano e mi devo mostrare come donna di esperienza politica), continuando con un “ha una storia di uomo di parte” (vado bene così, Silvio?) per poi trovarsi costretta a concludere “è certamente un liberaldemocratico” (Silvio, giuro, mi è scappata!).
Per inciso, la Palombelli pensava di procurare imbarazzo alla Moratti chiedendole di Napolitano, ma la domanda che ha mandato in palla la signora candidata è stata quella sul suo indirizzo e-mail al quale i cittadini le avrebbero potuto inviare richieste e pareri; la risposta è stata “dunque… ehm… letiziamoratti… … … chiocciola… ehm… punto ittì”. La Palombelli, che è buona, ha detto “dunque, questo è il suo sito Internet, la sua e-mail invece è?” e la risposta è stata identica alla prima – alla radio non si vedono le goccioline di sudore che imperlano una fronte, ma si possono immaginare molto bene.
11/05/2006
Scopro di condividere con Luca Sofri quella particolare forma di perversione che mi farebbe stare – avendone il tempo – ore a guardare le dirette delle sedute parlamentari. Nel Regno Unito c’è BBC Parliament, che è davvero uno spettacolo. Non tanto per trucchi di regia o acrobazie dei cameramen, ma perchè i protagonisti sono davvero straordinari. I Lord, soprattutto, con i loro titoli medievali e i loro abiti improbabili, e il loro inglese pulito, così pulito che probabilmente nei pub di Brixton non li capiscono. Rapidi, concisi, così british nel portamento e nello humour; e poi, questa cosa dell’essere fisicamente messi uno di fronte all’altro (in effetti, la presenza dei LibDem sta un po’ sparigliando le buone abitudini): non c’è tetta della Ventura che tenga, credetemi.
Wittgenstein, BBC Parliament
04/05/2006
Alcune note sparse sulla giornata di ieri:
1. Il momento più bizzarro è stato verso le 4 del pomeriggio, quando, dopo esser passato dalla moderazione dei commenti sul blog alla lettura di Repubblica e Corriere, mi sono trovato a scrivere a Luca:
“E’ fantastico. Ho il blog sommerso di visitatori, praticamente tutti i commentatori dicono “aderisco, aderisco!”; nel frattempo, a Berlusconi si sono uniti anche Prodi e D’Alema: Ciampi ci ha sempre pregato scherzosamente di non tirarlo per la giacchetta. A me è venuta la tentazione di farlo e mi trattengo a stento… A volte mi chiedo se viviamo in una dimensione parallela, ecco.”
2. Come capita quasi sempre, la gran parte di quella piccola parte di frequentatori della blogosfera con la quale entro in contatto non era minimamente in sintonia con il “paese reale”: quello che – non senza buoni motivi – vedeva e continua a vedere in C.A.C. l’unica persona nel mondo politico e delle istituzioni di cui si può veramente fidare. E perciò gli ha chiesto a gran voce di restare al suo posto (sottintendendo, secondo me: percaritadiddio, non lasciarci nelle mani di questi qua).
3. Cosa diceva Brecht dei paesi che hanno bisogno di eroi?
4. C.A.C., non importa per quali motivi, ha preso una decisione giusta, onesta e dignitosa. Il fatto che questa risplenda come il sacrificio di Salvo D’Acquisto la dice lunga sui tempi grami che viviamo.
5. Sia chiaro che il pezzullo di ieri non aveva alcuna ambizione. Ho solo pensato a cosa avrei fatto io al posto di C.A.C., all’età in cui è decisamente più probabile andarsene al Creatore piuttosto che risvegliarsi e farsi la barba senza massacrarsi le guance a causa del Parkinson. In effetti, ho sbagliato il titolo del post.
6. Repetita juvant: il pezzullo di ieri non aveva alcuna ambizione – e come avrebbe potuto averne, santiddio? Quindi ritengo motivatamente ironici i commenti di chi ieri sera è tornato qui a scrivere “complimenti”.
7. Comunque, da queste parti non è mai passata così tanta gente come ieri (per la precisione: 1619, numero che fa ridere chi è abituato alle migliaia di accessi quotidiani, e che invece vale poco più di sette volte la media degli accessi a Squonk, feed esclusi). Vedi quanto è utile un buon megafono.
Insomma, pare che ci si debba cercare un altro Uomo-della-Provvidenza.
Repubblica.it
03/05/2006
Io non ho mai avuto l’impressione che Carlo Azeglio Ciampi fosse uno squalo assetato di potere o l’equivalente labronico del Patriarca di Marquez. L’ho sempre visto come un uomo molto serio e molto capace, che grazie alle sue doti e a particolari avvenimenti storici è arrivato ad essere Governatore della Banca d’Italia, Presidente del consiglio e Presidente della Repubblica.
Ora, l’uomo ha ottantacinque (85) anni. Faccio fatica a credere che desideri arrivare all’età di 92 passando altri sette anni a firmare o respingere leggi, a fare il giro delle centotre province, a proclamare appelli per l’unità nazionale e contro il pessimismo cosmico che ormai ci contraddistingue nel mondo intero. Faccio fatica a credere che voglia continuare a fare la vita che sta facendo.
Io, al posto suo, chiamerei i due PresDelCons (l’ex e il prossimo) e gli direi: sentite, pischelli, io sono stanco. Lasciatemi perdere, cercatevene un altro. Non fatemi fare la fine del Papa, quello di prima. Fatemi godere la bisnipote, le partite in televisione, i maglioni e le scarpe comode. E poi, non pensate che se dopo sette anni non riuscite a trovare un’altra persona che va bene per ‘sto mestiere, siete messi molto peggio di quanto non crediate di essere?
02/05/2006
Chiariamo subito: rabbrividisco di fronte alla prospettiva dell’ennesimo sindaco milanese di centrodestra (se siete di quelli che vanno in sollucchero riflettendo se il trattino va messo o meno, accomodatevi); non tanto per la candidata – può essere peggio di Albertini? Tutto è possibile, ma deve impegnarsi non poco – quanto per i suoi compagni di strada, i Salvini, i De Corato, gente così.
Ciò nonostante, non posso che essere d’accordo con Luca: la buona educazione e l’understatement della signora-Moratti-quella-di-destra sono anche e forse soprattutto un esercizio di furbizia, utile a lei ma, in fondo, anche a noi cittadini. E viene da pensare che se il signore che fino alle 12.30 di oggi sarà Presidente del Consiglio si fosse comportato allo stesso modo, avrebbe probabilmente vinto le elezioni con il settantacinque per cento. Vedi cosa vuol dire essere di buona famiglia.
Wittgenstein
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