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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    23/03/2006

    Le scarpe che vorrei avere

    Filed under: — JE6 @ 10:06

    [Oggi la casa offre demagogia e populismo]
    No, dico, ma voi la state seguendo questa manfrina fatta di “Io metto le Tod’s”, “Io le ho buttate”, “Io oggi indosso Clarks” eccetera eccetera eccetera?
    Sarà l’umore nivuro, ma io oggi vorrei aver su un bel paio di anfibi, quelli che lucidavo ogni giorno ai tempi del Terzo Gruppo Squadroni Savoia Cavalleria, e prendere questi scioperati a calci in culo – mi si perdoni il francesismo.
    Dagospia

    21/03/2006

    Ma qui dove?

    Filed under: — JE6 @ 12:53

    Potevo mancarmelo, il giochino che vi dice dove siete collocati politicamente alla vigilia delle elezioni? Certo che no. Come è certo che potevo anche evitarmelo – mettete il centrosinistra a raggiera da una parte, mettete il centrodestra a raggiera dall’altra, cercate il centro geometrico della figura. Sono lì, maledizione.
    Voisietequi (ma qui dove, santiddio?)

    19/03/2006

    Annichilito

    Filed under: — JE6 @ 17:57

    Se un amico straniero con la perversa mania di interessarsi alla politica italiana mi chiedesse cosa ne penso del ministro che firma una legge e due mesi dopo se ne esce fuori bel bello a dire che quella legge è “una porcata”, sarei in sincero imbarazzo.
    Perchè io, di fronte a uno così, non riesco ad avere pensieri. Calderoli batte Squonk per annichilimento. Rimango senza parole, ecco – e non è detto, lo so, che questo sia un male.
    Ma questo è davvero il meno. Non mi turba il rimanere basito di fronte al chirurgo maxillofacciale assurto al rango di Ministro delle Riforme (oggesù); mi preoccupa, sul serio, l’impossibilità di dialogo con chi – in modo sincero – pensa che il Calderoli sia uno che merita di essere votato ancora. Perchè credo che il chirurgo sia uno furbo, che come molti suoi sodali di parte politica ha fatto della spudoratezza uno stile di vita: “Me ne frego”, avete presente? E credo anche che chi continua ostinatamente a sostenerlo, invece, tanto furbo non sia. Avrei anche un aggettivo o due, da usare. Ma noi terzisti radical chic siamo così beneducati, sapete – e infatti gli spudorati ce lo sbattono sempre là dove non batte il sole.

    17/03/2006

    Adesso, andiamo a mangiarci una pizza insieme

    Filed under: — JE6 @ 11:34

    (…) Erano sciolti, per niente rigidi, quasi dialogavano tra di loro, parlavano di cose recenti e concrete, uno chiamava l’altro Fausto (era Maroni, per la precisione) (…)
    Non so se capita anche a voi, ma io, che non sono tanto uomo di mondo, non riesco a non basirmi di fronte alle manifestazioni di intimità e cordialità tra persone che ogni giorno si piantano reciprocamente affilate coltellate verbali nel costato. Però, appunto, io non sono uomo di mondo.
    Wittgenstein

    Core de mamma

    Filed under: — JE6 @ 09:01

    D’accordo, sarà una banalizzazione. Ma io penso che Giuliano Ferrara sarebbe stato più onesto a titolare il suo editoriale di ieri “Ogni scarrafone è bello a mamma soja“, invece che “9 aprile, istruzioni per sopravvivere“.
    Il Foglio (via Wittgenstein)

    15/03/2006

    Della forma

    Filed under: — JE6 @ 21:36

    Della sfida all’OK Corral ho visto poco, molto poco. Quel che so, viene da terzi: altri programmi tv, giornali.
    Fatta questa premessa, mi pare di poter dire che:
    a) I due contendenti non hanno detto nulla che già non avessero detto cento volte in cento altre occasioni precedenti;
    b) Quindi, tutti coloro che commentano lo fanno parlando non di ciò che è stato detto, ma di come lo si è fatto.

    13/03/2006

    Capacchione (?)

    Filed under: — JE6 @ 11:49

    Luca, mostrando scarsa fiducia nella capacità del sottoscritto di interpretare le sue perplessità sulla questione Annunziata-Berlusconi (uso l’ordine alfabetico, che mi pare neutramente terzista), mi rispiega come la pensa:
    Abbassare la cresta, suggerimento che non è mai superfluo con il PresdelCons, dovrebbe valere un po’ per tutti. Si alza la voce, si chiedono risposte, si insiste sulla loro assenza, ma non si fanno capricci da asilo. Questo penso.
    Cercherò anch’io di chiarire, perchè qui ogni volta bisogna spiegare tutto. Per come interpreto io i rapporti umani, inclusi quelli professionali, l’atteggiamento dell’Annunziata è stato esageratamente aggressivo. Non è passata completamente dalla parte del torto, ma ci è andata pericolosamente vicina. Ciò nonostante, nel desolante quadro delle interviste fatte al PresDelCons, di fronte all’annichilente profluvio di parole con le quali mira a stordire i giornalisti che gli stanno di fronte (che però spesso sembrano vittime della sindrome di Stoccolma) e alla reiterata pretesa “Mi chieda questo – Mi chieda quest’altro”, giudico con una certa indulgenza chi ha mostrato di provare a fare come si deve il suo lavoro. Eventuali secondi fini di questo comportamento, francamente, mi interessano poco.
    Ricordo nuovamente che, qualche giorno fa, Belpietro ha fatto esattamente la stessa cosa (cioè, ha provato a far bene il suo lavoro) nei confronti di Massimo D’Alema: lo ha fatto con una carica di aggressività ben maggiore di quella usata da Lucia Annunziata, ai limiti della maleducazione. Ma il “caso” non c’è stato, perchè la reazione del Lider Massimo è stata di controllata sobrietà.
    Cosa dimostra tutto questo? Semplicemente che è difficile trovare un equilibrio: nè Annunziata nè Belpietro ci sono riusciti. Ma tra i loro interlocutori, uno ha dato di matto (per inciso, quello tra i due trattato meglio); l’altro no. Per discutere bisogna essere in due, forse vale la pena ricordarlo.
    Wittgenstein

    Zerbini

    Filed under: — JE6 @ 10:21

    Leggo che, anche tra coloro che non risultano essere fan del PresDelCons, vi è chi ha delle perplessità sul modo in cui Lucia Annunziata ha condotto l’intervista al PdC medesimo, ieri su RaiTre.
    Io sono un po’ meno perplesso, soprattutto ricordando il modo in cui Maurizio Belpietro ha trattato Massimo D’Alema a “Otto e mezzo” qualche giorno fa senza che vi fossero scenate isteriche e levate di scudi. Penso che in Italia siamo troppo poco abituati a sentire vere interviste: così, non appena un(a) giornalista non si stende a mo’ di zerbino, pare che sia successo qualcosa di eccezionale. In effetti, è proprio ciò che è successo ieri.
    Wittgenstein, Corriere.it

    12/03/2006

    Non gioco più, me ne vado

    Filed under: — JE6 @ 15:55

    “Vorrei avere il privilegio di essere una delle poche persone che con lei riesce a fare delle domande, invece che semplicemente sentirsi dire che cosa si deve sentir dire.”
    Lucia Annunziata, “In 1/2 h”

    10/03/2006

    Managing people (and a country)

    Filed under: — JE6 @ 08:36

    Prendo da Giusec questa bella citazione di Jack Welch:
    Before you are a leader, success is about growing yourself.
    When you become a leader, success is all about growing others.

    E penso non tanto alle aziende, ma alla politica che ci tocca, e a quelli che dicono che i politici devono essere i nostri dipendenti.
    Giusec&frienz