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02/02/2004
Le sorprese della vita Un’amica mi scrive: “ti basisci per troppo poco“. Forse, anche se, più passa il tempo e più ho l’impressione di non stupirmi davanti a (quasi) nulla. E comunque. A volte, uno si mette lì e scrive la prima cosa che gli passa per la mente, senza studio, senza riflessione, solo con un’immagine che lo spinge. Niente di cosmico, nessun dialogo sopra i massimi sistemi, nessuna teoria, nessuna analisi, nessun newyorktimes. Ed ecco che ti arrivano messaggi, e commenti che non ti aspetteresti, ti gratti la testa in un misto di soddisfazione e stupore, perchè insomma, l’esser stato davanti alle vetrate di un bar di Via Fiuggi per cinque secondi sembra aver scatenato più reazioni in coloro che ti leggono che non in te stesso. Alla fine, concludi che, almeno finchè tutta questa cosa che chiami blog non è e diventa una professione (e quando mai), allora, insomma, lascia che sia: senza programmare, senza pianificare, buttando lì quello che ti viene per la testa. Meglio che puoi, certo, ma non più di questo.
28/01/2004
Nostalgia canaglia Basta niente, proprio niente, maledizione, basta il titolo di un post, basta leggere Se-le-bre-scion e sprofondare nei ricordi, e nelle considerazioni da quasi quarantenne quale sei, e dire che no, in Italia nessuno ha suonato meglio, nè prima nè dopo, e provare il desiderio di avere a portata di mano il CD per sentire per la milionesima volta E’ festa.
C’è post@ per te Devono essere tempi grami, quelli che portano a salutare con contentezza e persino stupore un’e-mail che dice semplicemente “grazie”.
26/01/2004
Priorità [Questo è uso privato di strumento pubblico. Però, lo strumento – Splinder permettendo – è “mio”. E quindi] Dovrei ringraziare un bel po’ di persone, in queste prossime righe; quelle che, leggendo il post traboccante di pathos qualche giorno fa, mi hanno scritto, mi hanno fatto gli auguri, si sono fatte sentire vicine. Ecco, se di quasi un anno di blog rimanesse solo questo, per me sarebbe abbastanza. Comunque, per chiarire: non ho nausea di blog. E’ passato il periodo dell’innamoramento da neofita, oggi credo di avere un approccio più disincantato ma anche più consapevole nei confronti dello strumento, che apprezzo come e più di prima. Solo, la vita di ciascuno è un puzzle (letteralmente, un rompicapo) fatto di tessere le cui dimensioni non rimangono fisse nel tempo. Ci son periodi in cui una tessera si allarga, richiede più spazio ed attenzione. E se si vuole venire a capo del puzzle, date le proprie energie e capacità – che non sono infinite: anzi – si deve dedicare meno tempo ed attenzione ad altre tessere. Tutto lì, questione di priorità . Niente di più, niente di meno. PS – Ero davvero intenzionato a smettere, per un po’. I motivi li ho spiegati, spero, qui sopra. Poi, ieri sera, mentre navigavo per tutt’altri motivi, la forza dell’abitudine ed il richiamo della blogosfera mi hanno portato su questo post del Fratello Spiritum. E, dopo un momento di sorpresa, ed uno di commozione (massì), mi son detto che, forse, la lista delle priorità aveva bisogno di un altro ritocco. La voce “blog” poteva salire di una o due posizioni. Insomma, se oggi leggete queste righe, introspettive ed autoreferenziali quant’altre mai, la colpa è del Colonnello. Prendetevela con lui.
22/01/2004
Stand-by Gente, questo blog – e soprattutto il suo gestore – si prendono una pausa. Breve, si spera, ma chissà . A presto.
20/01/2004
Lì nel mezzo Di fronte alle questioni televisive, si formano spesso due scuole di pensiero (debole, ça va sans dire): da un lato, coloro che, avendo ormai perso ogni tipo di fiducia tanto nel mezzo quanto nei suoi conducenti, rubricano tutto come un segno della decadenza dei tempi, e si augurano sconquassi capaci di riportare contenitore e contenuto ai bei tempi che furono: nobili, austeri, persino un po’ bigotti, certo sempre migliori di quelli odierni, smandrappati quant’altri mai. Dall’altra parte della barricata stanno sia coloro che, attribuendo allo strumento (flat screen, ventinove pollici) virtù taumaturgiche di spiegazione del mondo, considerano l’analisi dei palinsesti l’equivalente di un trattato di sociologia, sia coloro che, fedeli alla tradizione nazionale che ci vuole divisi e contrapposti in fazioni avverse, son ben contenti di poter appendere al balcone un lenzuolo che recita “io sto con Bonolis” ed avere al tempo stesso un argomento di discussione valido quanto le dimissioni di Moratti, da spendere nella propria Camera Cafè. Io, come sempre, tendo a stare nel mezzo: delle risse tra miliardari tendo a fregarmene bellamente, sentendomi quasi insultato tanto da quelli che credo essere i secondi fini delle risse medesime, quanto dallo straordinario spazio a loro dedicato; dall’altro, ho la sensazione (di questo si tratta, non ho ancora letto ponderosi tomi al riguardo) che davvero capire la televisione serva a capire (un po’) il mondo, e non mi va di fare lo snob che si ritira sull’Aventino – o a Capalbio, se va ancora di moda. E così, mi trovo a fare il voyeur, a sbirciare qui e là , per non sapere troppo e per evitare di non saperne nulla. Ecco, se qualcuno volesse psicanalizzarmi, oppure semplicemente farmi sapere che sì, siamo in tanti in mezzo al guado (e fors’anche al guano), beh, che si faccia avanti. Grazie.
19/01/2004
Piccoli letterati crescono Ed hanno pure un bel blog. Tigro
L’erba del vicino è (quasi) sempre più verde In un mondo perfetto, i caucus sarebbero un ottimo modo per capire quale tra i candidati è stato persuasivo. Ma quello che è iniziato come un evento umanizzato e personale, è diventato molto organizzato e professionalizzato. Gary Hart, NYT
Desaparecido Oh, ma Pfaal che fine ha fatto?
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