IdentitÃ
Che la sostituzione del Concerto di Capodanno (quello vero, suonato dai Wiener Philarmoniker, quello che si conclude con il battito ritmato delle mani sulla Marcia di Radetzky) con il concerto che verrà dato alla Fenice di Venezia sia rubricabile come “discorso di identità nazionale” è una bubbola di proporzioni clamorose.
E comunque, questo è quanto i massimi dirigenti della RAI vorrebbero farci credere.
Va bene: dimenticatevi “i soliti valzer, la solita musica di Radetzky“. Le magnifiche sorti e progressive della radiotelevisione pubblica promettono Berio, Glass, Stockhausen a pioggia. Strauss e Beethoven (la solita Quinta, la solita Eroica) son per vecchi barbogi ammuffiti. Affanculo.
Repubblica.it
December 29th, 2003 at 12:28
l’unica tradizione natalizia familiare (anche se a distanza… milano ovest-parigi/provenza-confine milano sudovest) va a farsi fottere. ma bene….
December 29th, 2003 at 13:40
Berio e Glass?? Davvero?? WOW! (faccina linguacciuta)
December 29th, 2003 at 14:37
Voglio vederli, a battere le mani a ritmo su un finale di Stockhausen.
December 29th, 2003 at 20:10
Una ferale notizia, sir Squonk… e come mi sveglierò io il 1° gennaio, senza le immagini di Schonbrun ed il Concerto di Capodanno?
Come dice Auro, una tradizione familiare (che univa Roma e Palermo, nel mio caso, davanti ai tradizionali uova e salamino del capodanno austriaco ed alla tv accesa sul Concerto) che va a farsi benedire… alla faccia dell’Unione Europea.
January 1st, 2004 at 21:08
Che siano antichi rancori verso gli austroinvasori mai sopiti? (piccolo sogghigno malizioso)
January 8th, 2004 at 16:23
Ho sempre guardato Vienna, ho battuto le mani anch’io per anni e capodanni, e preferisco a tutti i direttori Lorin Maazel. Così, l’ho seguito. E si deve riconoscere che era molto ma MOLTO meglio canterellare “Libiam nei lieti calici” che sbadigliare davanti a quel pieno di sè di Muti, che finito ogni brano se ne va fuori per ricevere l’applauso.