< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • L’altra zona
  • Questa era l’acqua
  • Di pietre e fiducia
  • Mustafa e mia mamma
  • Libri
  • August 2004
    M T W T F S S
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    26/08/2004

    Un nome, un destino

    Filed under: — JE6 @ 12:54

    A volte, si leggono delle storie che son fatte di particolari così perfetti da sembrare finti.
    Il primo atleta a vincere una medaglia d’oro olimpica per Israele si chiama Gal Fridman. Gal è un velista (un windsurfer, per la precisione: ma sotto i cinque cerchi, la categoria è unica: sailing), uno che passa la sua vita in acqua, anzi: sopra l’acqua; e il suo nome, in ebraico, significa “onda”, il che fa sembrare questo ragazzo quanto meno un predestinato.
    Ma non è tutto, no. Gal ha una sorella ed un fratello: Maayan e Yuval, “fonte” e “torrente”. Non so perchè, mi rincuora sapere che ci sono ancora posti nel mondo (anche in quello occidentale, di cui Israele fa e si sente parte) dove un padre e una madre chiamano i loro figli onda, fonte e torrente, nomi di cose, immagini, idee. Noi, beh, noi ci teniamo i nostri Paolo, Daniela, Mario, Rossella: e ci teniamo, forse, anche un po’ di invidia.
    Athens2004.com, Repubblica.it

    3 Responses to “Un nome, un destino”

    1. Gilgamesh Says:

      Sir, mica è detto. C’è chi chiama tranquillamente i propri figli Fiore e Sole, rispettivamente il maschietto e la femminuccia, può testimoniarlo Mistràl, sono amici suoi.
      E comunque, scava scava, anche dietro i nomi apparentemente più comuni si nascondono significati interessanti, talvolta, anche nella nostra lingua.

    2. sphera Says:

      Infatti io ho scelto Margherita (che poi significa anche perla, che è altrettanto bello). Per i maschi è più difficile, però.

    3. Squonk Says:

      Mah, forse l’erba del vicino è sempre più verde.

    Leave a Reply