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    01/07/2009

    “Perché è simpatico”

    Filed under: — JE6 @ 09:36

    [L’avesse detta la sedicenne figlia dei miei vicini di casa, va bene. E invece. Sarà che Debora Serracchiani si è affezionata alla sua immagine di “gggiovane del piddì”, e allora esordisce con questa che – spero – doveva essere una battuta come quella che aprì il suo intervento al Lingotto, quella di “alzi la mano chi fra di voi non mi ha telefonato o scritto in questi giorni”, e allora verrebbe da suggerirle di lasciar perdere, che fare la simpatica non è il suo mestiere – per quello abbiamo già il PresDelCons, o – in alternativa – Franceschini]

    A parte l’incipit più scemo che si potesse immaginare, l’intervista di Debora Serracchiani a Repubblica nella quale annuncia il suo appoggio a Dario Franceschini è l’ultima (e non certo la prima) dimostrazione di quanto questa donna sia “politica” nel senso che tutti ormai attribuiamo al termine, un aggettivo sostantivato che non indica una qualità, bensì un modo di essere. Modo di essere che a me pare ben poco diverso da quello che caratterizza sia coloro che lei osteggia (Bersani, colui che “rappresenta l’apparato”) sia coloro che lei sostiene (Franceschini, il quale – a rigor di logica – con il cosiddetto apparato non dovrebbe avere nulla a che fare. Basta crederci, eh). Il tutto mi pare molto ben riassunto da questo scambio: Curzio Maltese le chiede di elencare i principali elementi dei massimi sistemi dei quali Debbie nostra avrebbe discusso con Franceschini nel loro incontro, e lei elenca tranquilla: “La laicità, la questione morale, il conflitto d’interessi, la riforma del welfare. Non generiche aspirazioni, ma proposte concrete da portare al congresso e sulle quali confrontarsi”. Oh, tesoro. Parole nuove, aria fresca. Va bene, va bene così.
    Repubblica.it

    24 Responses to ““Perché è simpatico””

    1. S. Says:

      Ma come, e della pace nel mondo non hanno parlato?

    2. dado Says:

      ma sai che in italia dovreste fare un bel partito “IL PARTITO DEL MI SI NOTA DI PIù SE NON VENGO O SE VENGO E STO IN DISPARTE?” tu squonk saresti il segretario ad honorem e a vita perchè sei il maestro della banalizzazione delle cose che ad altri scatenano entusiasmo e il rivalutatore delle cose che ad altri provocano ribrezzo il tutto solo e solanto per il sottile piacere del distinguo, continuo e su tutto.
      divertiti. non votare o vota bersani o vota adinolfi o tieniti berlusconi per altri vent’anni, è nelle possibilità delle cose, ma fallo convintamente non così guardando tutti dall’alto in basso

    3. mfisk Says:

      @dado: Un contributo anche qui, giusto per argomentare un po’.

    4. Sir Squonk Says:

      Buongiorno Dado, a cosa devo lo sproloquio? Al fatto che, avendo investito un cicinin di fiducia in Debbie Frangetta Serracchiani, oggi me ne ritrovo un cicinin deluso, e lo scrivo? Ma a me l’entusiasmo altrui piace, sono contento che qualcuno lo abbia, poi c’è chi non lo capisce e va bene, sarà colpa mia che non lo faccio capire. Oh, comunque, se c’è una carica disponibile mica mi tiro indietro, ognuno deve dare il suo contributo al bene del paese.

    5. Kerub Says:

      Franceschini ha tre palle al piede e cioè i suoi tre sponsor: Rutelli, Fioroni e Marini.

      Serracchiani non ha niente da dire al riguardo o solo che è Bersani a rappresentare l’apparato.

      Bene. Si accomodi.

    6. tiziana Says:

      Bersani – che non voterò – non è uomo d’apparato, esattamente come Serracchiani non nasce due mesi fa (oltre che non essere in grado di sostenere il peso delle aspettative che le si sono costruite attorno).
      Li divide, in questo caso, un’idea differente di organizzazione del partito – altro conflitto vecchio di almeno vent’anni – ma tanto, comunque vada, entrambi dovranno fare i conti con la realtà, qui non è che basti decidere e si materializza immediatamente il partito leggero o pesante, a seconda di come va il congresso.
      Forse siamo un po’ tutti vittime delle definizioni, delle aspettative e di quel po’ di superficialità che si determina quando un vero contendere politico non c’è. Speriamo che almeno quello ritorni.
      (Nel frattempo credo che si possa criticare qualunque donna senza ricorso al ganascino, al “tesoro” etc. Non se ne abbia a male Squonk, è solo per segnalarle una stonatura)

    7. scrittoingrassetto Says:

      @Squonk:visto? Uno prova a fare una critica a qualcuno che “adesso” non si può criticare e subito parte il ritornello del “tieniti Berlusconi, guardi la gente dall’alto in basso” etc…
      A me la Serracchiani sembra quel giocatore del Pavia, Massimo Crippa, che passò dalla C2 alla serie A (Torino) in un colpo solo. Tutti a dire bravo Crippa e nessuno a pensare che se una squadra di serie A prende un mediano italiano dalla c2 e lo mette titolare è forse perchè mancano giocatori italiani in quel ruolo.
      Cioè sotto la Serracchiani niente?

    8. dado Says:

      certo squonk tu parli ex cattedra gli altri invece sproloquiano.
      a parte che scrivere di un europarlamentare (che vi ricordo, mentre voi facevate i vostri sottili distinguo da bravi maestrini dalla penna rossa, batteva nella sua regione il cavaliere)”debbie – tesoro – frangetta” fa molto emilio fede ma in effetti quel ruolo state avendo… complimenti!!

    9. debora e marcel proust « lo scorfano Says:

      […] merito abbiano assolutamente ragione tutti quelli che l’hanno criticata (Mfisk come Leonardo, Squonk come Gilioli e tanti altri); e penso che lei abbia torto e che molte delle sue dichiarazioni siano […]

    10. Sir Squonk Says:

      Ex cathedra (già che dobbiamo fare i maestrini, cerchiamo di essere all’altezza del compito) verrebbe da dire che la nostra reginetta del nuovo sta bellamente usando il potere raccolto per piazzarsi là dove la gran parte di coloro che l’han votata sperava di non vederla piazzata. Cooptata da Dario Franceschini, tanto nuovo da essere sostenuto da Fioroni e Marini e Fassino, tanto nuovo da essere – immagino – il cugino giovane del Dario Franceschini responsabile dei giovani della DC sotto Ciriaco De Mita. Ma per carità, contenti voi, contenti tutti.

    11. dado Says:

      ma guarda che io sono il primo critico per la scelta fatta ma est modus in rebus (visto che ti piace il latino) e continuare a fare ironia stile bagaglino (reginetta) non credo aggiunga qualcosa al dibattito. ma poi scusa cosa ne sai te di chi l’ha votata e perchè? sei nel suo collegio elettorale? l’hai votata?
      metti giù un secondo la penna rossa, prendi la tua bella tessera pd e cerca di fare meglio… se riesci

    12. Sir Squonk Says:

      Per me possiamo continuare ad libitum sfumando, eh. Apprendo che gli elettori dell’Avv. Serracchiani sono in larga maggioranza felici della discesa in campo della loro rappresentante a sostegno del nuovo che avanza. Ripeto, contenti loro – arguti commentatori inclusi, in particolare gli alfieri dell’affascinante teoria secondo la quale solo gli iscritti han diritto di critica (immagino quindi che essi siano sostenitori paganti del PdL) – contenti tutti. Siamo abituati ad accontentarci, in fondo.

    13. dado Says:

      guarda di solito sembri avere un’intelligenza almeno nella media se non sopra.
      secondo te i 144.000 voti (se non erro) che ha preso sono tutti identici?
      ci saranno quelli contenti quelli scontenti quelli indifferenti, mi sembra ovvio e normale.

      per il secondo argomento, di nuovo: troppo facile giudicare girando appena la testa sopra la spalla e guardando tutti dall’alto in basso con supposta superiorità.

      mah sì… accontentiamoci di qualche frecciata arguta sul web sai la soddisfazione?

    14. Sir Squonk Says:

      Ci riprovo, prima di sventolare bandiera bianca per mia manifesta incapacità di spiegarmi. Io penso che la Serracchiani sia partita bene, molto bene. Si è guadagnata fiducia presentandosi come una faccia nuova (benchè sia persona di apparato tanto quanto gli altri: e intendiamoci, a me va benissimo così, la politica è un lavoro e va fatto da professionisti) ma al tempo stesso competente, di spessore. Sono assolutamente convinto che una buona parte dei famosi 144.000 la abbiano votata perchè si sono trovati lì il nome (come da queste parti è successo con Cofferati, per dire), ma che una parte altrettanto vasta l’abbia votata per scelta, fidandosi di quella impressione che aveva ricevuto ascoltandola da Daria Bignardi (perchè la verità è questa, il discorso fatto davanti a Veltroni e il resto dell’establishment l’abbiamo sentito in quattro gatti). Parlo volutamente di “impressione”, perchè ad eccezione di chi ne ha sperimentato di persona le capacità in quel di Udine, gli altri non possono averla votata che per quello: una impressione favorevole. In tutta sincerità, avessi fatto parte della circoscrizione, l’avrei votata anch’io, sulla fiducia. Ora, la scelta di appoggiare Franceschini è una roba che fa gridare vendetta al cielo, e altrettanto lo sarebbe stata quella di sostenere Bersani. Ha rilasciato un’intervista da prenderla a schiaffi: e non perchè, come qualcuno sostiene, si è fatta intortare da quel cattivone di Curzio Maltese, bensì perchè – da dirigente tosta e scafata – ha detto quel che voleva dire, usando Maltese. E cosa dice, la nostra? Appoggio Franceschini, perchè con lui si cambia. Franceschini, capito? Il vice di Veltroni. Quello appoggiato da Marini e Fioroni. Quello che nel 1984, la bellezza di 25 (venticinque) anni fa rispondeva direttamente a Ciriaco De Mita. Io faccio ironia perchè è l’unico modo che ho di non cadere in tentazione, e mandarla là dove veramente meriterebbe di essere mandata, e fermiamoci qui per carità di patria. E detto questo, delle due l’una: se i suoi elettori sono in maggioranza contenti di questa sua scelta, va bene così; se la meritano, insomma. Se i suoi elettori (come io credo e spero) sono in maggioranza insoddisfatti della sua decisione, ha tradito quella fiducia, punto.
      E infine: questa cosa dello svalutare la critica nel nome del “e tu cosa fai” è veramente stucchevole. Non ha alcun fondamento, se fosse stato per quello Gianni Brera non avrebbe mai potuto scrivere di calcio, tanto per dire. Che il sottoscritto decida di prendere una tessera o meno è francamente irrilevante. Si può fare in molti modi, e si può anche non fare: non credo che faccia la differenza, perchè altrimenti, davvero, quella che era una battuta sull’essere sostenitori paganti del PdL per giustificarne la critica diventerebbe purtroppo una realtà.

    15. dado Says:

      a posto così. mi sembra di aver scritto che ha fatto una scelta che anche io reputo sbagliata e capisco l’amarezza però, come ha sintetizzato luca, dai non facciamo sempre quelli che passano in un quarto d’ora dalla mitizzazione allo sbertucciamento ossia detto in altri termini l’esercizio della critica è apprezzabile ma non sparare sempre ad alzo zero.

      sulla partecipazione: infatti la critica nel campo avverso si fa sull’azione di governo o sulle azioni del pres del cons ma a ben vedere io non ho letto fiumi di parole sull’evidente non democraticità del pdl o sulle modalità di scelta dei loro politici e anzi la polemica delle veline non a caso è stata tirata fuori da fare futuro fondazione vicina a fini o altri attacchi sono partiti da paolo guzzanti (come è logico che fosse).
      insomma stare seduto a criticare senza fare mai nulla è fin troppo facile, perchè tutti sbagliano e in continuazione ma non è detto che chi stia a guardare abbia sempre ragione.

    16. Guido Cappelli Says:

      Ma no lo vedete che si nota l’autoritarismo, il disprezzo per chi è uscito dai soliti canoni di ipocrisia e ha detto quello che tutti pensiamo? Non avete capito che siete una banda di sessantenni isterici e violenti? Ha dovuto direcelo il Corriere. SIETE L’APPARATO.
      Oggi, nonno D’Alema ci minaccia con l’orco: “si rompe il partito”. Uguale: “ti tolgo il gochino”. Be’, D’Alema, sono trent’anni che stai lì: perché non te ne vai al parco coi nipotini? Siamo stanchi dell’autoritarismo della generazione più CAZZA della storia moderna. Avete perso, avete fallito e, nel fratempo, avete ditrutto una genrezione intera di italiani. Più attaccate la Serracchiani, più la gente la apprezza. Io non sapevo quasi neanche chi era, e invece adesso la idolatro. Abbiate dignità: ANDATE VIA. Se no, finiremo per cacciarvi a calci in culo.

    17. Sir Squonk Says:

      Cappelli, la Serracchiani si sta facendo del male da sola, non ci sarà bisogno di D’Alema. Basteranno Marini e Fioroni per ucciderla. (No, sbaglio. Non è omicidio. E’ suicidio assistito)

    18. Guido Cappelli Says:

      Ma guarda, caro signore: con le battutine non si risolve niente. Credo che con voi sia inutile: perché se non capite che i vari D’Alema, Bersani e co., DOPO TRENT’ANNI IN PRIMA LINEA, potrebbero anche annunciare il Vangelo e non avrebbero MAI la maggioranza nel Paese, be’ allora, è che non sapete in che Paese vivete. E poi, insisto: siete così vecchi dentro, che non vi rendete conto che gli insulti alla Serracchiani puzzano di machismo rancido. Te lo ridico in pubblico: se ti rivolgi così a BIBIANA AÍDO (vai, vai a vedere chi è, esci un pochino dal pollaio), il PSOE di Zapatero ti avrebbe cacciato a calci nel sedere. In Spagna a trentatré anni puoi fare il ministro. Qui, se non ne hai almeno sessanta, non sei nenanche maggiorenne.

    19. Sir Squonk Says:

      Cappelli, dispiace dover spiegare che quella è tutt’altro che una battuta. Purtroppo, e lo dico seriamente come ho fatto ieri con Dado, la Serracchiani si sta fregando con le sue stesse mani. Oppure, a seconda dei punti di vista, si sta mettendo a posto e si sta costruendo la sua posizione di potere. Il che, davvero, va bene: è una politica, una politica pura, è dalemiana nei modi e nei metodi in un modo persino imbarazzante (oddio: non si deve dire? Accostare il nome di Debora a quello del Diavolo? Chiedo venia).
      Quanto alla lucidità delle argomentazioni successive, beh, si commenta da sola. Che dire, buona fortuna.

    20. Guido Cappelli Says:

      Ma che idea cinica del potere che hai…
      Comunque, lasciamo perdere, va: i tuoi toni sono così verterocomunisti. Abbiamo già dato. Buona fortuna a voi, bravi muratori che avete costruito pezzo a pezzo l’autostrada su cui passa Berlusconi, e ancora avete la faccia di parlare. Mi hai dato una riprova di quanto è arrogante, vuoto, autoritario il paese che ho lasciato da quattordici anni. E ti assicuro: i socialisti di qui a calci nel sedere ti prenderebbero, che vuoi farci.

    21. Sir Squonk Says:

      Quattordici anni? Allora capisco la desuetudine a capire la nostra lingua.

    22. temporalia Says:

      Anche l’intervista da daria Bignardi è state seguita da 4 gatti, in fondo. E quindi, no, non è nemmeno per quell’intervista che l’hanno votata.

    23. Fulca Irene Says:

      Cosa ne pensate del Padrone di Casa? Ho votato nella mia vita, prima PCI poi PDS poi DS ora PD. La prossima voto la Serracchiani, Marino, Grillo o Di Pietro! Con “politici” come D’Alema la sinistra perderà sempre. Vattene in pensione! D’Alema devi toglierti dalle palle! Non hai mai vinto un cavolo in vita tua. Sei vecchio e non ne hai mai azzeccato una che sia una in politica… parti in barca x i mari del sud. Almeno Veltroni ha avuto il coraggio di andarsene quando ha perso. Tu invece sempre attaccato alla poltrona ed al potere! (vediamo se siete democratici e pubblicherete questo post)

    24. Nevrosi democratiche e frangette volanti | Ludik – di Luca Di Ciaccio Says:

      […] pezzo che Debbie nostra, e forse non avrà nemmeno tutti i torti, è una “politica” nel senso che tutti ormai attribuiamo al termine, un aggettivo sostantivato che non indica una qualità, […]

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