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23/06/2008
Se i maggiorenti del PD – Franceschini incluso – avessero anche soltanto una vaga idea di quanto siamo logorati noi elettori, di quanto siamo annoiati dall’ennesimo deja-vu – perchè è vero che Terence Hill e Bud Spencer fanno milioni di spettatori alla milionesima replica, ma almeno loro fanno ridere.
Repubblica.it
28/05/2008
Piuttosto che rallegrarsi per la prima sconfitta della maggioranza alla Camera, qui ci si preoccupa del fatto che il PdL può vincere una votazione anche se cento suoi deputati stanno a casa – o in giro per il mondo.
La Stampa
16/05/2008
Siccome l’intensità della delusione è direttamente proporzionale all’intensità dell’aspettativa, il dopo-elezioni del titolare qui si è svolto – e si sta svolgendo – all’insegna di una tranquilla rassegnazione: insomma, la rivoluzione non passerà, purtroppo o per fortuna, attraverso il sottoscritto.
Ciò nonostante, in attesa di capire come verrò maggiormente tassato per andare a coprire il buco dell’ICI o come verranno cambiate (presumo in peggio) le norme su aborto e procreazione assistita, mi godo il triste spettacolo del partito che ho votato, nel quale un segretario che perde le elezioni con quasi dieci punti di distacco non avverte la necessità almeno formale delle dimissioni, nel quale il suo più acerrimo nemico interno si industria per spodestarlo in nome di una linea politica diametralmente opposta da quella sostenuta (da entrambi, quindi anche dal più acerrimo nemico interno) fino a cinque settimane fa, nel quale emergono comportamenti come quello del PD di Napoli che se fossero stati tenuti in campagna elettorale sarebbero stati rubricabili come paraculismi finalizzati alla ricerca voti e che invece oggi sembrano smascherare la vera natura dei responsabili. Che dire: applausi.
Giusec&frienz
07/05/2008
Non so dire se sia una vittoria di Pirro, ma credo che si debba dar merito a Tommaso Padoa Schioppa di aver messo abbastanza a posto i conti pubblici. Quanto durerà questo risanamento, beh…
Corriere.it
05/05/2008
Io, un’idea sulle ragioni della sconfitta della sinistra e del centrosinistra alle elezioni non ce l’ho. O meglio, ne ho tante, ma non riesco a metterle insieme. La sinistra delle terrazze (avete notato: i salotti sono diventati terrazze; dev’essere che si avvicina la bella stagione), la sinistra degli intellettuali, la sinistra della spocchia, la sinistra che si trastulla con Obama, la sinistra che non è più sinistra, la sinistra che è troppo sinistra, la sinistra delle primarie farlocche, la sinistra che demonizza gli avversari, la sinistra che si divide troppo, la sinistra che si unisce troppo, la sinistra che Giavazzi e Bersani, la sinistra che Angius e Pannella, la sinistra che non è mai stata davvero maggioranza. Io sento di non avere gli strumenti di comprensione e analisi, so di non possederli: non abbastanza, non come e quanto vorrei. Passa il tempo e non riesco a chiarirmi le idee, e senza nessuna soddisfazione mi sento piuttosto rappresentativo. Ogni tanto penso che in un altro paese potrei anche, forse, votare conservatore: ma non ne sono sicuro – e poi, che senso ha chiederselo? Adesso faremo – faranno – la festa a Veltroni, e la cosa non sarà forse tanto dannosa. Poi, staremo a vedere.
02/05/2008
“Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD.”
“Quando perdi, strategia, identità e cultura politica sono un tutt’uno con la fotografia e l’interpretazione che dai del Paese e delle ragioni per cui non ti ha premiato. Prima lo capiamo meglio sarà. Almeno credo.”
Brodo Primordiale, Gianni Cuperlo
01/05/2008
Ieri sera sono stato per un’oretta a guardare Diego in quel di Matrix, a rispondere alle domande dell’uomo-a-cui-cade-il-mento-se-non-lo-sorregge-con-la-mano-destra in compagnia di autorevoli giornalisti ed economisti. Siccome dello sdoganamento mediatico della blogosfera non mi interessa nulla, a costo di inimicarmi mezza blogosfera dirò che – come lui stesso ha ammesso nella prima frase pronunciata – Diego poteva starsene tranquillamente a casa: ciò che aveva da dire lo aveva espresso tutto, e nel modo più chiaro, sintetico ed efficace – in quei nove minuti di video con i quali l’uomo-a-cui-cade-il-mento-se-non-lo-sorregge-con-la-mano-destra aveva deciso di far partire la trasmissione. Antonio Polito, in un inusitato sprazzo di paracula sincerità, aveva dichiarato che secondo lui e la sua redazione non c’era proprio nulla da aggiungere a quel “drammatico documento”. Polito aveva ragione; purtroppo, man mano che il tempo passava, Diego Bianchi in arte Zoro assomigliava un pochino di più (poco, ma sempre troppo per uno come me che lo apprezza e se ne ritiene amico anche se in versione necessariamente light) a Polito che gli stava a fianco. Diego non è e, per quel che lo conosco, non sarà mai un nano o una ballerina. Però mi piacerebbe che non corresse il rischio di diventarlo, frequentando l’equivalente catodico delle terrazze della sinistra romana.
Zoro
27/04/2008
Un commentatore mi fa notare che è tanto facile criticare questo e quel partito, il PD per un motivo e SA per un altro e il PdL per un altro ancora – e a quello limitarsi, senza “fare proposte”. Tanto facile. Troppo facile.
Sarà.
E però, a me sfugge perchè dovrei per forza essere in grado di fare delle proposte politiche. Non escludo la possibilità che questo avvenga, intendiamoci. Ma perchè posso criticare solo a seguito di una proposta costruttiva? Da semplice cittadino, non ho il diritto di fermarmi davanti alla vetrina parlamentare, guardare con attenzione, soppesare, e poi dire – semplicemente – “questo no, questo no, questo no”, se l’offerta che mi si para di fronte agli occhi non mi suscita alcun entusiasmo? Perchè dobbiamo necessariamente essere un paese di commissari tecnici e primi ministri?
25/04/2008
Vi ricordate quando Nanni Moretti, indicando di fronte ad una folla di plaudenti girotondini la nomenklatura dell’Ulivo (o era l’Unione? o uno dei bizzarri acronimi che hanno reso il centrosinistra anonimo quanto una saponetta dell’Esselunga?) schierata a un paio di metri dalle sue spalle, disse senza mezzi termini che con quei dirigenti l’Ulivo avrebbe perso ogni elezione fino alla decima generazione?
Ecco, guardate l’ultima puntata di Tolleranza Zoro e ditemi se non è vero che Moretti e compagnia non avevano capito un cazzo, e se con una compagnia di testimonial come quella presentata da Tiberio Timperi la profezia morettiana non è destinata ad avverarsi finchè vi saranno tracce di vita in questo paese – anche se per motivi che Michele Apicella non riusciva nè a comprendere nè ad immaginare.
Zoro
17/04/2008
Dice che il dieci per cento dei votanti ha deciso su quale simbolo mettere la X proprio lì, nella cabina. Io me li vedo, eh: a giochicchiare con la matita passandosela dietro un orecchio, impegnati a fermare uno starnuto o a preoccuparsi della sorte del cellulare temporaneamente sequestrato dal presidente di seggio – Franza o Spagna, UDC o SA tant l’è i stess. E i sondaggi, gli exit poll, i comizi: è tutto straordinario, a pensarci bene.
Repubblica.it
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