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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    14/01/2004

    Filed under: — JE6 @ 13:32

    Anche i migliori
    Capita a tutti, anche a quelli bravi, di scrivere puttanate.
    E, proprio perchè sono bravi, le puttanate son più evidenti.
    (Inutile) premessa per dire che ThePetunias oggi piazza un post talmente scemo nella sua demagogia da far pensare che, davvero, non può essere roba sua.
    Francamente, non ho idea se ThePetunias, nelle sue frequentazioni milanesi, solchi la città grazie ai mezzi dell’ATM. Se lo fa, probabilmente gira con gli organi sensoriali foderati di salumi, dato che ritiene che i passeggeri di autobus-tram-filovia-metropolitana son tutti appartenenti alla categoria della medio-piccola borghesia milanese (cafoncelli mezzemaniche, in aggiunta).
    Tutta gente, fa intendere il nostro, che non ha la minima idea dei problemi degli scioperanti, che non è costretta a vivere con mille euro al mese, che non ha datori di lavoro prontissimi a far loro il culo (mi si passi il francesismo) per un’ora di ritardo, che non ha figli da lasciare nelle scuole materne.
    Ci dev’essere un qualche autobus che fa la navetta Montenapoleone-Spiga-Del Gesù del quale io non sono a conoscenza. Certo, vettura riservata a ThePetunias, ed ai medio-piccoli borghesi milanesi (questa è una cazzata demagogica, lo so: ma, sinceramente, non più di quella che l’ha originata).
    ThePetunias’

    21 Responses to “”

    1. roipnol Says:

      Le puttanate si notano sempre di più, è vero..come non si comparano giustamente certi opposti..

    2. Effe Says:

      Fusse che fusse che aveva ragione Brodoprimordiale (vedi alla voce “pirla con blog”) ?

    3. tt Says:

      già, ho letto. in effetti idraulici, parrucchieri e imbianchini girano in Ferrari.

    4. Effe Says:

      Beh, gli idraulici magari sì

    5. Squonk Says:

      Messaggio ai commentanti:
      Vi prego, lasciate l’eventuale turpiloquio e gli eventuali insulti alla sola responsabilità del tenutario del blog. Non scendete al suo livello, che già si vergogna di alcune cose che ha scritto (questione di forma, non di sostanza).

    6. Effe Says:

      Ma pirla non è un insulto. E’ uno status. O si riferiva piuttosto a “idraulici”? Se vuole, permuto un pirla con un qualunquista. E questo proprio non me lo può censurare.

    7. sphera Says:

      1)Direttamente dal tariffario ATM (azienda trasporti municipali Milano): un conducente delle linee di superficie assunto prima del 27 aprile 2001 prende al lordo 27.400 euro all’anno, che al netto fa 19.000 euro. Dividendo questa cifra per 13 mensilità si arriva allo stipendio base di 1461 euro. Se aggiungiamo a questa cifra un valore medio di straordinari si arriva a un lordo di 29.700 euro, dunque un netto di 20.900, il che significa in busta paga uno stipendio di 1741 euro al mese. (segue)

    8. tt Says:

      2) Macchinisti linee metropolitane: base contrattuale euro 29.500 lorde, cifra che al netto fa 20.200. Ciò significa che lo stipendio medio di un macchinista, dividendo la cifra in 13 mensilità, è di 1.683 euro. Sommando gli straordinari si arriva a 1930 euro al mese.

      Questi stipendi riguardano il 91% del totale dei conducenti
      (segue)

    9. Lupus Says:

      3)Il restante 9% è formato dai neoassunti con contratto di formazione lavoro. Il loro compenso annuale lordo è di 16.500 euro al mese, al netto 12.600. Dividendo in 13 mensilità, arriviamo a 13.900 euro, ossia 1.158 euro di stipendio al mese. (segue)

    10. Effe Says:

      4)Bisogna aggiungere che a queste retribuzioni corrisponde una prestazione lavorativa articolata su 6 giorni la settimana con una media lavorativa di 36 ore e 7 minuti e un tempo produttivo per il servizio rispettivamente di 30 ore e 14 minuti per la superficie e 27 ore e 40 minuti per la metropolitana. Nell’arco dell’anno il personale usufruisce di 29/30 gg di ferie annuali (in funzione dell’anzianità aziendale) oltre a 75 giorni di riposo per tutti i conducenti. (stop)

    11. Squonk Says:

      Pirla lo diceva persino mia nonna. Che era una signora molto ottocentesca e molto perbene. Arrotolava un po’ la “erre” però, per renderlo più elegante.

    12. Effe Says:

      q.b., madame mitì.

    13. utente anonimo Says:

      1) Non vivo a Milano (l’ho fatto per trent’anni, viaggiando per la città quasi esclusivamente con i mezzi pubblici).
      2) Fermamente non credo nell’esistenza di un datore di lavoro che crea un problema al dipendente impossibilitato ad arrivare in orario durante lo svolgersi di uno sciopero che paralizza un’intera città.
      3) Altrettanto fermamente credo che se si è arrivati a questo punto, ci sia un grado di disperazione tale da non poter mettere proprio sullo stesso piano la gran parte di chi sui mezzi ci viaggia e la gran parte di chi sui mezzi ci lavora. Ugualmente, se chi sui mezzi ci viaggia ha dei problemi di retribuzione, di rinnovo del contratto o simili, trovi il modo di far sentire la propria voce come e più dei dipendenti ATM.
      3) Ho apprezzato la tua mail, Squonk.
      4) Riguardo a questo problema ci sono – come spesso avviene – due gruppi di persone che la pensano in modo differente. Io ho dichiarato di appartenere a uno dei due gruppi. Qualcuno mi dà del “pirla” (o si chiede se lo sia, che è lo stesso) perché ho espresso tale appartenenza – tra l’altro riportando “coraggiosamente” le parole di un altro autorevole testimone del nostro tempo. Si facesse un po’ lui qualche domanda, invece. Su se stesso.

    14. Lupus Says:

      Chiedersi se e Affermare che restano due cose diverse, mi pare. Nella prima c’è il beneficio del dubbio. E il dubbio è riferito non al fatto di avere e affermare un’idea (ma ti pare?), bensì alla semplificazione qualunquista personale ATM = avanguardie del Terzo Stato VS utenti= cafoncelli mezze maniche.
      Della perorazione pasoliniana pro poliziotti-proletari, davvero, non se ne può più.
      Poi esistono due categorie di persone: quelli che dicono che esistono due categorie di persone, e gli altri. Io, ad esempio, sono solidale con gli scioperanti, per consumata frequentazione sindacale, e sono solidale anche con gli utenti per i disagi subiti. Il mondo diviso in Buoni e Cattivi è certo molto semplice. Ma temo che la realtà sia più complessa.
      Infine, ma ammetto che non è pertinente, ho sempre trovato stucchevole l’uso del “si facesse” al post di “si faccia”. Ma accolgo nondimeno l’invito, hai visto mai.

    15. utente anonimo Says:

      Lupus, grazie per la visita, e grazie per il commento. Già che ci siamo:
      Datori di lavoro di quel tipo ce ne sono, a iosa. In aziende di ogni genere, grandi, piccole, padronali, multinazionali. Non so a Roma, ma qui di sicuro. “Potevi organizzarti meglio”, oppure “Non hai ascoltato il telegiornale, ieri sera?”, e poi via con il micromobbing che ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta in vita sua.
      Sui mezzi ATM viaggiano, ogni giorno, centinaia di migliaia di persone che vivono nelle stesse condizioni (professionali, familiari, economiche) dei dipendenti ATM. I co.co.co., per citare una categoria (e sono soprattutto loro che subiscono le vessazioni di cui sopra), le mamme part-time, i piccoli artigiani, i dipendenti a 1300 euro al mese che lavorano in aziende che oggi ci sono e domani chissà, i pensionati che mica si possono permettere il taxi per andare in ospedale (e lo sai, che non faccio retorica: ci sono, eccome, basta stare una mezz’ora davanti a Niguarda). Questa è gente che capisce benissimo i problemi dei tranvieri, ma se li trova scaricati addosso, un po’ come l’IVA per il consumatore finale. Non giustifico chi vuole menare le mani, ma ne capisco l’esasperazione, così come capisco quella degli autisti della 92.
      Infine, sul “pirla”, eccetera. Colpa mia. Abbiamo tutti un insulto in tasca: se il padrone di casa si lascia andare, gli ospiti si possono adeguare.

    16. Effe Says:

      Ah no, scusi, questo non lo permetto. Mi assumo le mie responsabilità. Che, in tempi di crisi, sono tra le poche cose che si possono ancora assumere.

    17. Squonk Says:

      Chiedo scusa, ma nei dibattiti pro/contro tramvieri mi sembra che sfugga sempre la effettiva conoscenza della trattativa. Se, cioè, prima degli scioperi selvaggi sia stato fatto tutto quanto era possibile: c’era un accordo o no ? E se c’era, come dicono i tramvieri, perchè nessuno è andato in questi anni da un giudice del lavoro a chiedere di farlo rispettare ? Secondo me (di professione faccio il dietrologo) le ragioni delle agitazioni sono endo-sindacali e politiche (che cosa indebolisce chi ?), e non hanno nulla a che vedere con la situazione specifica dei tramvieri (a proposito: sarà per questo che ieri Vieri non è andato a Udine ? Credeva di essere coinvolto ?).

    18. Anonymous Says:

      Squonk: non ho mica detto che non ci si deve arrabbiare per quello che succede. Infatti, quello che succede è certamente più che increscioso, in particolare, fra le persone che indichi, per gli anziani e i malati. Ho invece detto – tra le righe – che è da idioti dare la colpa alle persone sbagliate. E ciò è precisamente quel che sta succedendo. Se qualcuno in autostrada tampona la mia macchina, prima di aggredirlo a male parole dovrei accertarmi se per caso non sia stato a sua volta tamponato lui stesso da qualcun altro. Nessuno si chiede per quali motivazioni avvenga tutto ciò. Nessuno pensa che le reali reponsabilità le abbia qualcun altro. Il che mi pare un atteggiamento straordinariamente ottuso. Si pensa unicamente al proprio, di orticello, perdendo di vista la realtà. Tu dici: gli autofilotramvieri e i loro passeggeri sono uguali, sono la stessa cosa. Vallo un po’ a spiegare a loro, ai passeggeri, che mi sembra che non la pensino proprio così.

      Quanto a Herzog, di Avanguardie del Terzo Stato io non ho parlato, mi sono solo riferito alla decina di persone-campione intervistate nei telegiornali di questi giorni, le quali appunto mi sono parse tanto un esempio della Milano produttiva quanto una magnifica illustrazione di semplicioneria e paraocchi.
      Sul fatto che la realtà sia più complessa, io parlo a gente che legge il mio blog, e chi legge il mio blog dovrebbe aver letto anche questo.
      Sul chiedersi o affermare in una frase in cui c’è la parola “pirla” be’, ti prego di non usare vuoti sofismi/arrampicature con me – oppure, beninteso, usali ma sappi che scrivi a vuoto.
      Infine, riguardo al fatto che tu possa trovare stucchevole una formula piuttosto che un’altra, spiacente, ma tu stesso sarai in grado di immaginare l’importanza che la cosa ricopre nell’equilibrio della mia pur umile esistenza.

    19. Anonymous Says:

      Specifico: proctologo.

    20. Anonymous Says:

      Lo dico: il “pirla” era un tentativo di riesumazione delle vecchia polemica Lupus-Brodoprimordiale. Ma i tempi e il contesto erano errati. Mi secca ammetterlo, e per di più pubblicamente, ma quando uno sbaglia, sbaglia. Confermo invece tutto il resto del mio secondo commento. Gli è che sono allergico al manicheismo e alla semplificazione. E infine sono molto, molto deluso dell’indifferenza dimostrata rispetto alle mie preferenze lessicali. Reputavo la cosa della massima importanza. Guarda tu, a volte, come ci si può sbagliare.

    21. Anonymous Says:

      Dal Bar Sport al Circolo Pickwick. Son soddisfazioni, gente. Grazie per la partecipazione.

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